FENOMENO 4 Novembre Nov 2014 1246 04 novembre 2014

Tette per la scienza, la divulgazione si fa sexy

Pillole di cultura accompagnate da scatti sexy. L'iniziativa di Lara Tait spopola sul web. Perché «dove non può la Ragione, possono le Puppe». Foto.

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Pillole di scienza accompagnate da seni femminili, nudi o coperti da pochi centimetri di stoffa (guarda le foto).
È il concept alle spalle di Tette per la scienza, un blog nato su Tumblr a fine ottobre, che in pochi giorni ha raggiunto centinaia di contatti e una popolarità tale da guadagnarsi una pagina fake su Facebook, prima che la sua ideatrice si decidesse ad aprire il profilo ufficiale, 1.631 like in costante ascesa.
FOTO SEXY E POST SERI. Lara Tait, 30enne milanese laureata in Scienze preistoriche all'Università di Ferrara, voleva fare la divulgatrice scientifica, e a modo suo c'è riuscita. «Dove non può la Ragione, possono le Puppe», è la scritta che campeggia sotto il titolo del suo blog, in cui, malgrado l'apparenza, si affrontano argomenti serissimi.
L'ultimo in ordine di tempo riguarda la natura dell'alimentazione dell'essere umano: «L'uomo e i suoi diretti antenati sono onnivori». A reggere il cartello col titolo una ragazza in reggiseno. Il volto è tagliato, come in tutte le altre foto, la privacy tutelata dall'anonimato.
«LE VOLONTARIE? SONO MIE AMICHE». «L'idea è mia, ma il mio ragazzo mi aiuta e supporta», ha rivelato Lara a Lettera43.it. «Le foto sono di mie amiche che si sono prestate volontarie dopo aver sentito dell'iniziativa, una dozzina in tutto», «due sono mie, ma non dirò quali».

Tutto è nato da un complimento in chat

L'idea le è venuta per caso e all'improvviso: «Chattavo con un amico che mi ha fatto un complimento per la mia foto del profilo. Gli ho risposto: 'Pensa che io volevo fare la divulgatrice scientifica'... e lì mi si è accesa la lampadina».
Tette e scienza, scienza e tette. Nella speranza che la gente che passa dal blog non si soffermi alle foto: «Su Tumblr è pieno di tette e di contenuti in generale molto più espliciti», spiega Lara. «Tutti quei follower credo che ci siano per via del valore aggiunto che diamo».

UN NUOVO MODO DI VEICOLARE CONTENUTI. Non provate però a dirle che le tette prenderanno il posto di Piero Angela: «Mai! Lui è insostituibile, il modello a cui qualsiasi divulgatore aspira. Purtroppo, però, pare che ormai ci sia bisogno di veicolare i contenuti in altri modi».
Lo sa bene, lei, che per lavoro si occupa di web marketing: «Il mio è un modo ironico per porre l'attenzione su tematiche interessanti e su fatti molto spesso ignorati e travisati».
E LA GENTE SCRIVE: «QUESTA NON LA SAPEVO». E sembra funzionare: «Quando leggo di persone che scrivono 'interessante, questa non la sapevo!' mi convinco che non sto sbagliando. Io comunque cerco sempre di essere rigorosa, scrivere articoli imparziali e completi e citare le fonti».
Così, attratti da un bel seno, in molti scoprono per la prima volta che «la vivisezione in Italia è illegale dal 1992», che «la mutazione che rende immuni all'Hiv è stata selezionata già nell'antichità», che «l'omosessualità è molto diffusa nel regno animale» e addirittura che «i velociraptor non superavano il mezzo metro di altezza» (alla faccia di Steven Spielberg).

Dalla ricerca per il cancro all'Aids: quando il seno fa beneficenza

L'iniziativa di Lara Tait, per quanto originale, non è la prima in cui il potere attrattivo delle tette è utilizzato a fin di bene.
A settembre aveva ottenuto un grande riscontro la campagna sui social network (Twitter, Facebook e Instagram) battezzata con l'hashtag #fatevedereletette.
Una serie di selfie al seno con lo scopo di sensibilizzare alla prevenzione del cancro al seno.


PALPATINE IN CAMBIO DI OFFERTE PER LA RICERCA. E se le Femen hanno sdoganato l'uso politico del corpo femminile, in Giappone c'è chi ha utilizzato i seni per raccogliere fondi per la lotta all'Aids.
Una sorta di Ice Bucket Challenge senza ghiaccio e coi capezzoli. Una fila di pornostar nipponiche pronte a concedere un paio di palpatine ai loro fan in cambio di un'offerta per la ricerca che fosse documentata dal contante infilato sul momento in una cassetta trasparente o dalla ricevuta di un bonifico. Ovviamente con le mani rigorosamente disinfettate (guarda il video).
RACCOLTI 30 MILA EURO IN 24 ORE. Un evento, lo Squeeze-A-Thon, che ha già raggiunto la sua 12esima edizione. Una maratona di 24 ore che nell'agosto del 2014 ha coinvolto 4.100 donatori raccogliendo 30 mila euro.

IL PORNO A FIN DI BENE. E se per qualcuno il seno dovesse essere troppo poco, ci pensa Pornhub. Il sito, tra i più famosi portali porno al mondo, si è inventato più di una campagna innovativa.
Nel 2012 la campagna contro il cancro: un centesimo alla ricerca ogni 30 visite in determinate categorie. Poi altre due iniziative nel 2014: prima l'impegno nell'ecologia, con un albero piantato ogni 100 video visualizzati, poi i Titcoin.
SI PAGA MOSTRANDO IL SENO. Una rete di negozi 'convenzionati' e l'opportunità per le donne di pagare mostrando il seno. Clic, una foto con lo smartphone (volto tagliato e riservatezza garantita) e immagini caricate su una sezione speciale del sito, coi guadagni divisi tra Pornhub e commerciante fotografo. Divulgatrici, testimonial, benefattrici, monete. Niente al mondo sembra essere più multitasking di un paio di tette.

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