SPAZIO 10 Novembre Nov 2014 0800 10 novembre 2014

Supernova, osservata una nebulosa inseguita da 30 anni

L'agglomerato interstellare di polvere è molto compatto e ruota velocissimo sul propio asse.

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La prima 'autopsia' di una supernova ha permesso per la prima volta di 'osservare' un oggetto inseguito da 30 anni e che si nasconde nei resti della stella esplosa.
È una nebulosa alimentata dal vento di particelle di una pulsar, una stella molto compatta che ruota velocissima sul proprio asse.
Il risultato, pubblicato il 10 novembre sulla rivista Astrophysical Journal, si deve al gruppo coordinato dall'italiana Giovanna Zanardo che lavora all'università Western Australia.
TELESCOPI IN CILE E AUSTRALIA. A rendere possibile la scoperta sono stati i radiotelescopi Alma (Atacama large millimetre/submillimeter array) nel deserto di Atacama in Cile e Atca (Australia telescope compact array) in Australia che hanno osservato la supernova a lunghezze d'onda che vanno dal radio al lontano infrarosso.
La supernova è siglata con SN1987A, l'esplosione è stata osservata 'in diretta' nel 1987, ai confini della Grande Nube di Magellano. ''AUTOPSIA'' A UNA STELLA MORTA. «Combinando le osservazioni dei due radiotelescopi», ha spiegato Giovanna Zanardo, «siamo stati in grado di distinguere la radiazione emessa dall'onda d'urto dell'esplosione dalla radiazione generata dalle polveri nelle regioni interne dei resti». Questo risultato è molto importante perché significa che «siamo in grado di separare i diversi tipi di emissioni che stiamo vedendo e cercare i segni di un nuovo oggetto che potrebbe essersi formato quando il nucleo della stella è collassato». Per la ricercatrice «è come fare un'autopsia a una stella morta».
Le osservazioni hanno mostrato i segni di qualcosa di mai visto prima che si trova al centro dei resti della supernova. Potrebbe essere una nebulosa alimentata dal vento di particelle di una pulsar che gli astronomi cercavano dal 1987.

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