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SVOLTA 12 Novembre Nov 2014 0605 12 novembre 2014

Gas serra: accordo Usa-Cina per ridurre le emissioni

Storica intesa sul clima. Sul libero scambio Pechino brucia Washington.

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Il presidente Usa Barack Obama e il numero uno della Cina Xi Jinping.

È un accordo storico quello raggiunto tra Usa e Cina per ridurre le emissioni di gas serra.
L'intesa è stata annunciata congiuntamente dal presidente Usa Barack Obama (che s'è detto «orgoglioso» dei negoziati) e dal collega cinese Xi Jinping e propone un approccio comune che potrebbe stimolare gli sforzi per negoziare un nuovo accordo globale sul clima entro il 2015.
LETTERA DI OBAMA A XI. Secondo quanto spiegato dai funzionari americani, l'accordo tra i due Paesi che inquinano di più al mondo è stato ottenuto dopo negoziati segreti durati nove mesi, nei quali Obama ha anche inviato una lettera a Xi.
Ecco cosa prevede l'intesa.

1. Gli Usa tagliano le emissioni fino al 28% entro il 2025

Come parte dell'intesa, Washington ha annunciato che gli Usa si sono impegnati per una riduzione del 26-28% delle emissioni entro il 2025.
Prima di annunciare l'intesa, i due leader hanno passeggiato insieme nella Città Proibita in un fuori programma che ha sorpreso tutti (con loro solo gli interpreti). Ma di clima, Obama e Xi, hanno parlato anche nella cena di Stato nella residenza presidenziale di Zhongnanhai. E alla fine delle discussioni è arrivato l'accordo.

2. Pechino punta sulle fonti energetiche pulite

Per quanto riguarda le emissioni, Pechino ha accettato di impegnarsi per diminuirne il picco entro il 2030, se non prima.
Per raggiungere l'obiettivo Xi ha annunciato che le cosiddette fonti energetiche pulite, come l'energia solare e eolica, potrebbe rappresentare il 20% della produzione totale cinese entro il 2030.

3. Il protocollo di Kyoto del 1997 è stato inefficace

L'attesa per arrivare allo storico accordo è, però, stata lunga. L'ultimo protocollo firmato era stato quello di Kyoto nel 1997, sottoscritto da più di 180 Paesi (gli Usa non hanno aderito, Cina e India sono state esonerate dagli obblighi) e prevedeva il taglio delle emissioni inquinanti di almeno l'8% rispetto al 1990 entro il 2013.
Tuttavia, la dispensa concessa a Pechino che ribadiva di essere un Paese in via di sviluppo e l'assenza degli Usa, contrari ad assumersi impegni non condivisi, hanno reso il protocollo di Kyoto inefficace.
In programma c'era la firma di una nuova intesa, ma i veti di Cina e Usa hanno impedito nuovi accordi. Almeno fino a quello di Obama e Xi.

4. La Cina è decisa a cambiare modello di sviluppo

Le prime vere aperture sul clima si erano quando la Cina aveva capito che era necessario cambiare modello di sviluppo non tanto per compiacere il mondo industrializzato, quanto perché il Paese è schiacciato dai gas nocivi.
Tuttavia, nel 2009 a Copenaghen, Obama ha fallito la missione di far siglare un accordo a Pechino per ridurre le emissioni. Anche i successivi summit sul tema non hanno avuto l'esito sperato.
Prima della stretta di mano tra i due leader di Washington e Pechino, l'appuntamento era stato rinviato a Parigi a dicembre 2015. Dove ora è possibile arrivare a un nuovo protocollo questa volta condiviso anche dai big del mondo.

5. Nuove intese possibili sulla lotta all'ebola

L'intesa sul clima tra Usa e Cina, inoltre, ha aperto la strada a nuove collaborazioni tra i due Paesi, come ha spiegato lo stesso presidente cinese facendo riferimento a una serie di questioni di importanza globale.
Parlando con i giornalisti, Xi ha, infatti, citato come esempio la lotta all'ebola.
PROGRESSI NEI DIRITTI UMANI. A conferma dei nuovi rapporti tra Washington e Pechino ci sono state anche le parole distensive di Obama che ha affermato come gli Usa «non hanno avuto alcun ruolo» nelle manifestazioni pro-democrazia a Hong Kong che Xi ha definito «illegali». Pechino, tuttavia, ha spiegato che la Cina «ha fatto grandi progressi sui diritti umani».

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