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SPAZIO 13 Novembre Nov 2014 1555 13 novembre 2014

Rosetta, il lander Philae forse sul bordo di un cratere

L'Esa: solo uno dei pannelli solari è esposto alla luce. Finzi: «Fra 72 ore le prime informazioni».

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L'autoscatto del lander Philae sulla superficie della cometa.

Probabilmente in bilico sull'orlo di un cratere in una posizione 'acrobatica', con due zampe poggiate sulla roccia e una che punta in alto, e soprattutto con un solo pannello solare esposto alla luce: se non cambierà posizione, il lander Philae della missione Rosetta difficilmente riuscirà ad avere energia sufficiente per continuare a lavorare nei prossimi giorni. Al momento si è anche deciso di non azionare il trapano italiano progettato per perforare la superficie della cometa. Per questo i tecnici dell'Agenzia spaziale europea (Esa) stanno pensando di raddrizzare il mini lab, ma se il tentativo dovesse fallire potrebbe scattare il comando per l'ibernazione. Philae entrerebbe così in un sonno dal quale lo risveglierebbe la luce, quando la sua cometa, la 67/P Churyumov-Gerasimenko, si avvicinerà al Sole. Sono questi gli scenari sui quali stanno lavorando i responsabili della missione, niente affatto sorpresi da quanto sta accadendo.


«IL LANDER FUNZIONA». «Le immagini inviate da Philae dimostrano che il lander è 'vivo', è fermo e che tutti i suoi strumenti funzionano», ha detto il responsabile delle operazioni, Stephan Ulamec, nella conferenza stampa organizzata dall'Esa a Darmstadt. Nessuno degli scienziati, in ogni caso, si illudeva che sarebbe stato facile controllare un veicolo disceso su una cometa a 500 milioni di chilometri dalla Terra. Quanto sta accadendo era stato messo in conto fin dalla fase di progettazione, come la capacità di pannelli solari e batterie di riattivarsi con la luce dopo un lungo sonno.
RADDRIZZARE PHILAE. Intanto però vale la pena mettere in atto tutte le soluzioni possibili. La prima, alla quale si sta già lavorando, consiste nel raddrizzare Philae facendo perno sul suo braccio meccanico, chiamato Mupus (MUlti-PUrpose Sensors for Surface and Sub-Surface Science). È uno dieci strumenti del lander, progettato per spingere contro la superficie della cometa per misurarne la densità e le proprietà meccaniche. In questa posizione così scomoda Philae è finito quando, al momento dell'atterraggio, ha trovato una resistenza maggiore del previsto e ha fatto due balzi: il primo di un chilometro, il secondo di pochi centimetri
DETRITI SULLA SUPERFICIE. Stefano Mottola, responsabile dello strumento Rolis del lander Philae, ha descritto la superficie della cometa grazie alle immagini inviate dal rabot: è costellata di detriti dalle dimensioni variabili, da pochi millimetri ad alcuni metri.
FINZI: «PRIME INFORMAZIONI FRA 72 ORE». Amalia Ercoli Finzi, la professoressa del Politecnico di Milano che ha progettato il trapano S2D destinato a prelevare e analizzare campioni del sottosuolo della cometa (leggi l'intervista a Lettera43.it), ha detto che «fra 72 ore avremo i risultati delle prime analisi scientifiche».

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