CURIOSITÀ 14 Novembre Nov 2014 1230 14 novembre 2014

Animali e droga: le specie che si sballano in natura

Gli uccelli scelgono le bacche. I gatti la valeriana. E i delfini i pesci palla. Tutti con l'obiettivo di sballarsi. Ma la dipendenza è un problema solo umano (foto).

  • ...

C'è chi va in “overdose” di bacche di agrifoglio e si schianta a terra, come il pettirosso americano. Chi si ubriaca di frutta fermentata, come i moscerini della frutta. E chi si strofina addosso millepiedi velenosi, come le scimmie cappuccino.
Gli animali si drogano, esattamente come fanno (alcuni) esseri umani, a volte fino a intossicarsi o a dimenticarsi di avere dei cuccioli a cui badare (guarda la gallery).
Gli esempi, nella letteratura scientifica, sono moltissimi. Le pecore sono ghiotte della ginestra dei carbonai, che mangiano fino a svenire, mentre i babbuini si nutrono di alcune bacche rosse velenose per l'uomo ma che a loro provocano euforia.
L'ERBA GATTA HA EFFETTO AFRODISIACO. I gatti cambiano addirittura droga a seconda della nazionalità. La pianta preferita dai felini di tutto il mondo è la Nepeta Cataria (la cosiddetta erba gattaia).
Irresistibilmente attratti dalle sue foglie, non possono fare a meno di leccarle, o addirittura mangiarle, finendo per strofinarcisi contro con tutto il corpo. Il principio attivo ha un effetto afrodisiaco, sia sui maschi sia sulle femmine.
I DELFINI SI DROGANO IN GRUPPO. I mici sud-europei vanno matti anche per le radici della valeriana comune, che provoca tremiti ed eccitazione, e quelli scandinavi per la valeriana sambucifolia.
I gatti giapponesi, forse più riflessivi, adorano invece la pianta matatabi: ne masticano le foglie e si sdraiano a pancia in su, in stato di profondo rilassamento e di apparente contemplazione estatica.
I delfini, poi, si drogano in gruppo: catturano un pesce palla e lo “sniffano” a turno, colpendolo delicatamente con il muso in modo da costringerlo a rilasciare piccole quantità di tossina narcotica.
Il caffè sarebbe stato scoperto nello stesso modo, grazie al bizzarro comportamento di una capra che ne aveva mangiato le bacche.
SCIMMIE E PASSERI DEDITI ALL'ALCOL. Anche gli effetti “ricreativi” dell'alcol sono noti a molte specie, tra cui scimmie, passeri e pipistrelli, che si sborniano intenzionalmente mangiando frutta fermentata, mentre gli elefanti non hanno esitato, in diverse occasioni, ad assaltare le distillerie umane.
Nell'85 in India un branco di 150 pachidermi sfondò le pareti di una birreria, bevve tutto il malto presente e si mise a scorrazzare per la città, provocando diversi morti. Uno spettacolo terribile, ma certo non nuovo, visto che nell'antichità agli elefanti da guerra indiani, prima di una battaglia, veniva offerto del vino di riso.

Ma negli animali non vengono riscontrati casi di dipendenza

Quasi tutti gli studi mostrano che l'assunzione di sostanze stupefacenti è nella grande maggioranza dei casi tutt'altro che accidentale, tanto che gli animali, esattamente come accade agli esseri umani, una volta smaltiti gli effetti tornano a cercare attivamente l'alimento scatenante.
Giorgio Samorini, esperto di etnobotanica e di etnomicologia e autore del libro Animali che si drogano, spiega che le differenze tra animali e uomo riguardano soprattutto la possibilità di rimanere schiavi di una determinata sostanza. «Nel mondo animale, nei contesti non influenzati dall'ambiente antropico, non sono noti casi di dipendenza», dice. «L'impiego da parte degli animali delle loro droghe è per lo più di tipo stagionale e gli animali non evidenziano alcun tipo di 'crisi di astinenza' negli altri periodi dell'anno».
LA NATURA PROTEGGE DAL VIZIO. La natura, insomma, protegge dal “vizio”, che può essere preso solo se il luogo della cattività o il padrone rendono disponibili le sostanze psicotrope in modo continuativo. E a volte nemmeno in quel caso.
Greta Berteselli, medico veterinario della Associazione Italiana Specialisti in Etologia applicata e Benessere animale, spiega che la Nepeta Cataria, anche se altera il comportamento dei felini fino a portarli in uno stato di apparente trance, non risulta dannosa: «Non sono stati riscontrati effetti collaterali e non crea dipendenza nei gatti come invece può avvenire nell'essere umano con l'uso di sostanze eccitanti o stupefacenti».
BERTESELLI: «ATTENZIONE ALLE DROGHE INCUSTODITE». Molti padroni coltivano l'erba appositamente per il proprio micio, senza che l'animale sviluppi alcun problema. Molto più pericolose sono le droghe “umane”. «Tali sostanze lasciate incustodite possono essere ingerite per pura e semplice curiosità alla stregua di una qualsiasi altro farmaco o alimento», spiega Berteselli.
«Non è da escludere che, dopo aver 'provato' tali sostanze, gli animali imparino a riconoscerle e a tentare di assumerle di nuovo. Nel caso in cui ci fosse un'intossicazione o un'ingestione di alcol, piante tossiche o addirittura droghe il mio consiglio è quello di rivolgersi tempestivamente al proprio medico veterinario di fiducia».
L'ABUSO È UN PROBLEMA PRETTAMENTE UMANO. Ma se quindi quello “sballarsi” è un istinto diffuso perfino tra gli insetti, quali conseguenze dobbiamo trarre per quanto riguarda l'uomo? «Se tale comportamento si è instaurato e persiste all'interno di una specie, seguendone il processo evolutivo, significa che per un qualche motivo 'deve' esistere. La ricerca libera dalle limitazioni morali sarà in grado prima o poi di comprenderne i motivi ultimi», dichiara Samorini, che vede l'abuso di sostanze stupefacenti come un problema essenzialmente umano, dovuto alla degenerazione di un comportamento diffuso in tutto il regno animale.
«La mancanza dell'adeguata cultura è alla base degli aspetti problematici associati alla nutrizione, alla sessualità, e così anche all'assunzione di droghe. Il fenomeno-droga è un fenomeno naturale, mentre il problema-droga è un problema culturale».

Correlati

Potresti esserti perso