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A NAPOLI 17 Novembre Nov 2014 1222 17 novembre 2014

Libri, l'antifurto è hi-tech

Un sensore e a un'app scaricata sullo smartphone permettono ai volumi di parlare per far sapere dove sono.

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La biblioteca dei Girolamini a Napoli.

Adesso anche i libri possono «parlare». Per indicare più facilmente dove sono. Dopo i danni subiti dal saccheggio di molti volumi, l'antichissima biblioteca dei Girolamini a Napoli ha deciso di ricorrere alla tecnologia: le sue miniature e i suoi manoscritti potrebbero presto essere dotati di un sensore e a un'app scaricata sullo smartphone con i quali potrebbero far capire dove sono, di cosa trattano e chi è l'autore. Già applicata alla mostra Il bello o il Vero nel capoluogo campano, la tecnologia funziona anche da antifurto perché segnala se il libro viene spostato.
LIBRI PROTETTI. L'iniziativa è frutto della collaborazione fra università Federico II di Napoli e Distretto ad alta tecnologia dei Beni Culturali (Databenc) nato nell'ambito dei fondi Pon ricerca e competitività attivati dalla Regione Campania. L'obiettivo, oltre a formare professionisti del settore, è ogni anno studiare, restaurare e conservare un fondo librario. Si comincia dalla biblioteca dei Girolamini, che custodisce libri, codici miniati, manoscritti anche risalenti al 1300.

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