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MUM AT WORK 29 Novembre Nov 2014 1252 29 novembre 2014

Mamme imprenditrici, i blog sono una miniera d'oro

Offre la possibilità di dare consigli alle altre madri. E di guadagnare cifre importanti.

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Da blogger a imprenditrice di successo. È la vita di tante mamme 2.0 che hanno fatto dei propri diari online il termometro degli umori e delle emozioni delle donne nella Rete.
Alcune di loro hanno persino creato delle community.
Come se fossero dei big data dell’universo femminile e dei bisogni delle madri.
I top brand e le aziende di settore hanno iniziato da qualche anno a intercettare le mummy blogger più seguite per inserire nei loro blog messaggi promozionali.
Fatti di post e di racconti di donne-consumatrici social leader.
IL 73% DELLE MAMME CERCA CONSIGLI. Del resto il 73% delle mamme online frequenta i social media che parlano di genitorialità per cercare suggerimenti su brand e prodotti. E il dato è cresciuto del 66% dal 2009 (dati Social mom report 2013).
È così che queste esperienze online si sono trasformate da hobby a lavoro.
DA BLOGGER A SCRITTRICE. «Proprio come nelle favole, dopo un anno di blog, una mattina ho aperto la posta e ho letto una mail di un editor di Rizzoli», racconta a Lettera43.it Chiara Cecilia Santamaria, una delle mamme blogger più seguite della Rete.
«Mi chiedeva se volevo scrivere un libro ispirato a Machedavvero, blog nel quale racconto la mia distanza dallo stereotipo della mamma italiana chioccia, tra dubbi e incertezze e l’ambivalenza che si prova nei confronti di un figlio una volta nato. Così è nato Quello che le mamme non dicono, adesso bestseller di Bur alla nona o decima edizione».
15 MILA FOLLOWER SU TWITTER. Il suo account (@machedavvero) su Twitter ha 15.200 follower e sul suo blog alcuni post ricevono anche 400 commenti. Chiara aveva 27 anni e un contratto atipico in scadenza, quando ha scoperto di essere incinta. Il contratto non è stato rinnovato e lei è diventata una mummy blogger. «Per cinque anni ho lavorato a Machedavvero per passione, e intanto intorno al mio blog si è costruita una community di tante mamme ma anche di non mamme».
LA RETE COME VETRINA. Il blog le fa da vetrina: è una delle prime nel nostro Paese a raccontare le emozioni contrastanti del diventare mamma, a non vergognarsi di ignorare cosa sia un trio o a cosa serva l’amido di riso. Tutto con molta ironia.
Del suo successo online si accorgono anche diversi magazine nazionali, che offrono a Chiara delle collaborazioni. A ruota arrivano poi le aziende, che offrono sponsorizzazioni da inserire nei post (che Chiara seleziona molto rigidamente). Oggi Santamaria vive con sua figlia Viola a Londra e dal blog arriva il 50% dei suoi introiti.

Mammafelice, il blog diventa un lavoro

La home di Mammafelice.

Una mamma che ha costruito un piccolo impero grazie al blogging e ai social network è Barbara Damiano, aka Mammafelice.
Appassionata di internet e marketing, ha conosciuto nel 2004 suo marito proprio in Rete. Barbara lavorava come consulente di marketing in un Ateneo con un contratto a tempo.
Anche per lei il copione si ripete: una volta incinta di sua figlia, il contratto non le viene rinnovato. «Era impossibile: volevano che tornassi al lavoro dopo 15 giorni dal parto» ricorda. Così durante i nove mesi di attesa, a casa, Barbara concepisce l’idea di Mammafelice, e immagina questo blog già come un lavoro.
«Mammafelice è nato per dire: io voglio essere felice, sono alla ricerca della felicità». Era il 2008 e in Italia non si monetizzava dalla scrittura dei diari online. Barbara osserva l’attività delle blogger oltreoceano e vede che le americane hanno fatto del mummy blogging una professione.
L'ESEMPIO DI MARTHA STEWART. «Martha Stewart per me è la blogger per eccellenza: lei ha determinato il mio stile, molto colloquiale e casalingo, ma con una infrastruttura professionale dietro. Io ho puntato da subito in alto, al top. Non ho aspettato di guadagnare 50 euro per investire 50 euro in un server performante. Se vuoi avere tante visite devi fare in modo che tanti utenti si possano collegare contemporaneamente. Ho aperto subito una partita Iva. Tutto questo ha fatto la differenza e in pochi mesi ho staccato le mie competitor, che magari erano più brave di me, ma non hanno avuto la visione impreditoriale che ho avuto io».
FONTE DI GUADAGNO IN DUE ANNI. Intorno al blog si compatta uno zoccolo duro di mamme. Che si raduna tutti gli anni, che organizza swap party, che cresce insieme, sul web, i figli. «Siamo diventate una famiglia, siamo entrate le une nelle vite delle altre».
Mammafelice ci ha messo due anni a diventare una fonte di guadagno per Barbara. Che inizia a collaborare con aziende e brand che fanno pubblicità sul suo blog, o attraverso banner o con post sponsorizzati. A quel punto decide di aprire un’azienda con il marito Nestore, che lascia il lavoro e inizia a lavorare a tempo pieno al progetto della moglie.
500 MILA UTENTI UNICI AL MESE. Oggi il blog ha 500 mila utenti unici al mese. Oltre a Barbara e Nestore, a Mammafelice lavorano altri quattro dipendenti: «Una dipendente fissa, due contratti a progetto, un freelance in ufficio. Da gennaio 2015 prenderemo altri due a progetto e altri due dipendenti fissi. Poi abbiamo circa 50 collaboratrici freelance, tutte mamme». Mammafelice su Facebook ha 100.196 like ed è uno dei profili più seguiti in Italia.
Barbara ha scritto anche due libri: nel 2012 Il manuale pratico della felicità. Per essere donne e mamme felici (San Paolo Edizioni) e nel 2013 Mammafelice. Essere mamma senza rinunciare a te stessa (Mondadori Electa). Con il marito ha fondato anche Nexnova che aiuta a realizzazione e monetizzazione blog e ha aperto una scuola di blog, ReteLab.

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