Diritto Oblio Google 141201163527
PRIVACY 1 Dicembre Dic 2014 1646 01 dicembre 2014

Diritto all'oblio, Yahoo e Microsoft entrano in campo

Dopo Google, le compagnie iniziano ad eliminare su richiesta i link dai risultati dei motori di ricerca.

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La versione italiana del modulo attraverso il quale Google permette di chiedere 'l'oblio', ovvero l'eliminazione dei risultati di una ricerca non più 'adeguati' o 'rilevanti'.

Dopo Google, anche Microsoft e Yahoo iniziano ad eliminare su richiesta dei cittadini europei i link dai risultati dei motori di ricerca, come previsto dalla sentenza sul diritto all'oblio della Corte di Giustizia Ue del 13 maggio 2014. Entrambe le compagnie hanno dichiarato che stanno esaminando le richieste ricevute, con l'obiettivo di bilanciare il diritto alla privacy con quello all'informazione e alla libera espressione.
200 MILA LINK RIMOSSI. Google, dal canto suo, ad oggi ha rimosso poco più di 200 mila link. «Valuteremo attentamente ogni richiesta con l'obiettivo di bilanciare il diritto dei cittadini alla privacy con il diritto all'informazione», ha detto un portavoce di Yahoo secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. Dichiarazioni simili sono state rilasciate anche da Microsoft per il suo motore di ricerca Bing: «Stiamo ancora affinando questo processo, il nostro obiettivo è trovare un equilibrio soddisfacente tra l'interesse individuale alla privacy e l'interesse pubblico nella libera espressione».
PER GOOGLE UN COMITATO AD HOC. L'obiettivo di Google è anche capire come bilanciare i due diritti in campo: ha creato un Comitato consultivo ad hoc dando vita a diversi meeting con esperti nelle città europee. Da giugno ad oggi, Big G ha rimosso 208 mila link dai risultati del suo motore di ricerca, a fronte di 602mila richieste. La compagnia ha negato 294 mila rimozioni e deve ancora decidere su poco meno di 100 mila richieste.

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