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AMBIENTE 1 Dicembre Dic 2014 1432 01 dicembre 2014

Ecomostro di Alimuri, 50 giorni per il ripristino dei luoghi

Dopo l'abbattimento, restante demolizione e messa in sicurezza per consentire la raccolta delle macerie.

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L'ecomostro sulla spiaggia di Alimuri, ancora in piedi prima della demolizione.

Prenderà il via nei prossimi giorni la fase due del ripristino dello stato dei luoghi di Alimuri, avversità atmosferiche permettendo.
Dopo l'abbattimento dell'ecomostro di domenica 30 novembre, il progetto di appalto del comune di Vico Equense (Napoli) prevede in 50 giorni lavorativi la restante demolizione e la messa in sicurezza, temporanea, del costone per consentire la raccolta delle macerie. Con un timing di due o al massimo tre settimane, una squadra di rocciatori bonificherà il costone da massi in bilico ma anche da immondizia lanciata negli anni dalla Statale Sorrentina.
RICICLATI RIFIUTI SPECIALI. «Abbiamo trovato addirittura una panchina», ha precisato l'ingegnere Antonio Elefante, che ha seguito e cordinerà tutti i lavori, «ma sappiamo che c'è anche un camion precipitato oltre 15 anni fa sempre dalla strada che sovrasta la zona». Dopo la pulizia del costone entrerà in funzione la fase della pulizia della zona dove sorgeva lo scheletro dell'immaginato hotel. Saranno rimosse tonnellate di rifiuti. Grazie a delle ruspe, con bracci mobili, sarà ridotto in poltiglia tutto il materiale roccioso: da questi verranno estratti i materiali ferrosi che saranno scissi e riciclati come rifiuti speciali. Una volta che la zona sarà ripulita da tutto, verrà recintata e consegnata alla proprietà.
OPERAZIONE DA 240 MILA EURO. Il costo previsto per l'intera operazione sarà di 240 mila euro che arriverà a 320 comprensiva di Iva. Inoltre il comune di Vico Equense ha messo a disposizione altri 100 mila euro, fuori appalto, per evuntuali altri interventi. «Dobbiamo precisare che i soldi che saranno spesi, messi a disposizione dai ricavati delle sanzioni ambientali, saranno solo anticipati dal comune di Vico Equense che, con decreto ingiuntivo, si rifarà sulla proprietà che possiede numerosi immobili tra Vico Euqense, Capri, Ischia e Napoli», hanno precisato dal Comune.
«NON SI POTRÀ COSTRUIRE NULLA». Quale sarà il futuro di questo angolo di Paradiso? «Non si potrà costruire nulla», hanno ribadito i tecnici dell'ente. Già nel 2007 si era tentato di convertire la zona a sito balneare, ma l'atto è stato ritenuto illegittimo e illecito. Come quello di essere risarciti e di ottenere il premesso di costruire altrettanti volumi presso la marina di Seiano di Vico Equense. Per il comune sarà la natura a riempire di flora mediterranea la zona. «Anche perchè con il mare così contiguo solo le piante che resisteranno alla salsedine potranno insediarsi tra le rocce», hanno precisato dal Comune. Mentre Claudio D'Esposito presidente del Wwf Penisola sorrentina e Antonino De Angelis, responsabile della Costiera per il Fai, si sono resi disponibili per un possibile e auspicabile aiuto alla natura.
INSEDIAMENTO DI PIANTE. «Nel sopralluogo che abbiamo effettuato con l'ingegnere Elefante», hanno dichiarato, «abbiamo già censito molte piante che in questi cinquant'anni sono attecchite, e parliamo di ginestre, mirto, lentisco, fico, ailanto, tamerici. la nostra proposta, prendendo ad esempio un caso analogo, la baia di Ieranto, ex cava dell'Italsider a Massa Lubrense, e ora riconvertita, si potrebbero far attecchire nell'area dei pini d'aleppo, resistenti a situazioni estreme. Credo che la proprietà potrebbe essere magnanima e permettere questo insediamento arboreo».

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