AMBIENTE 2 Dicembre Dic 2014 1600 02 dicembre 2014

Inquinamento delle acque dolci: la mappa italiana

Non solo discariche con rifiuti pericolosi. In Italia è allarme per laghi e fiumi contaminati da nichel, cromo e azoto. Ecco i siti a rischio da Nord a Sud (foto).

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Non solo discariche inadeguate e con rifiuti pericolosi che ci costano 42,8 milioni di euro di multa ogni sei mesi di ritardo nell'attuazione degli adeguamenti richiesti dall'Unione europea. In Italia pure laghi e fiumi sono messi piuttosto male. Anche se, in realtà, il problema riguarda tutto il Vecchio Continente.
Recenti studi, come quello dell'Istituto nazionale olandese per la Salute dell'ambiente e quello della Tecnical University of Denmark, rivelano, infatti, come l'inquinamento colpisca tutti gli specchi d'acqua dolce europei che non riescono a diluire adeguatamente le sostanze chimiche disciolte al loro interno.
Particolarmente grave la situazione di Reno, Mosa e Schelda che superano di sette volte i valori considerati accettabile.

I risultati del rapporto di Legambiente.

LAGHI FORTEMENTE INQUINATI. In Italia la situazione non è migliore: non solo il rapporto annuale di Legambiente rivela alti livelli di inquinamento in quasi tutti i laghi e nelle foci di molti grandi fiumi del Paese, ma nemmeno le falde acquifere se la passano molto bene.
Ecco un elenco delle principali “emergenze acqua dolce” da Nord a Sud (guarda la gallery).

Il Lago di Garda è il maggiore lago italiano.

Nord: allarme in Lombardia e Veneto

Lombardia, preoccupano il Lago d'Iseo e quello di Varese

MILANO, LAMBRO E SEVESO NEL MIRINO. il fiume Seveso è uno dei più inquinati d'Europa. L'Arpa considera la qualità delle sue acque 'sufficiente' fino a Lentate sul Seveso e 'cattiva' già a Bresso, ancora prima che il corso d'acqua arrivi nel capoluogo.
Non molto più puliti sono gli altri due fiumi cittadini, il Lambro (ritenuto 'cattivo' però solo a San Donato, quindi a valle della metropoli), e l'Olona, 'cattivo' già a Rho, zona Expo.

CLORO NELLA FALDA BRESCIANA. A febbraio le analisi di alcuni privati hanno rivelato che dai rubinetti usciva acqua con tracce di cromo esavalente, sostanza altamente cancerogena, in quantità molto più alta di quelle riscontrate dalla Asl.
I trattamenti successivi hanno neutralizzato il problema. Almeno per quanto riguarda l'acqua che arriva nelle case.
Nei pozzi che sono stati chiusi, la situazione è addirittura peggiorata.

RIFIUTI NEL LARIO. Più inquinato sulla sponda lecchese che su quella comasca.
A settembre una squadra di sub-spazzini ha ripescato dal fondale davanti alla città di Como kayak fatti a pezzi, taniche, batterie d’auto, copertoni e addirittura, una canestro da basket completo di tabellone.

LEGAMBIENTE BOCCIA IL LAGO DI VARESE. Tutti i campioni di acqua raccolti da Legambiente quest'estate sulla sponda lombarda sono risultati inquinati.
Decisamente migliore la situazione sulla sponda piemontese, dove è compromesso solo il tratto di lago davanti a Verbania.

DISCARICHE CON VISTA LAGO D'ISEO. Legambiente ha denunciato una situazione di inquinamento cronico, soprattutto sul versante bresciano.
Non lontano dalle sponde ci sono molte discariche illegali mai bonificate, che si teme possano percolare nel lago.

Veneto, il Garda è contaminato da Escherichia coli

LAGO DI GARDA, INQUINATI 8 CAMPIONI SU 21. Dei 21 i campioni prelevati da Legambiente otto sono risultati altamente inquinati da enterococchi intestinali e Escherichia coli: quattro sulla sponda veneta, tre su quella lombarda e uno sul versante trentino.

PFAS NELLE ACQUE VICENTINE. Nelle acque di una trentina di comuni tra Vicenza, Padova e Verona è stata rilevata una pesante contaminazione da 'pfas', sostanze industriali utilizzate per l'impermeabilizzazione di stoffe e cartoni.
Le associazioni ambientaliste locali hanno chiesto l'intervento della procura.

ACQUE NON DEPURATE NEL PO. Risultano molto inquinate, come anche quelle dell’Adige, del Brenta e del Piave.
Secondo Legambiente, più della metà delle acque nere venete si riversa nei fiumi della regione senza essere depurato.

Il Tevere è il terzo fiume italiano per lunghezza dopo Po e Adige.

Centro: nel Lazio la situazione peggiore

Emilia Romagna, Rimini e Bologna sotto osservazione

SCORIE TOSSICHE NELLA FALDA BOLOGNESE. Un'inchiesta di Report rivela che sotto la sede di Hera, la municipalizzata che si occupa della gestione dell'acqua, sono presenti delle scorie tossiche.
Secondo il servizio i materiali, oltre a essere pericolosi per i dipendenti, potrebbero aver danneggiato la falda. L'azienda però smentisce ogni contaminazione, e risponde che la bonifica è già in atto.

LIQUAMI NEI TORRENTI DI RIMINI. In caso di forti piogge – denuncia Legambiente – il sistema di depurazione cittadino va in tilt, riversando i liquami nei torrenti e quindi nel mare davanti alla città.

Toscana, la rete idrica è in Eternit

TALLIO NELLA FALDA DELLA VERSILIA. A Pietrasanta l'acqua del rubinetto contiene tallio, un veleno molto potente.
Sarebbe un residuo delle vecchie miniere della zona, arrivato alla falda almeno tre anni fa. Nessuno si era mai accorto della contaminazione fino allo scorso settembre.

RETE IDRICA TOSCANA IN ETERNIT. Più di 225 chilometri di tubature della rete idrica toscana, da Firenze a Prato, da Pistoia ad Arezzo, sono in Eternit.
Sostituirle costerebbe troppo – spiega l'azienda idrica Publiacqua – così ci si limita a sostituirle un pezzo alla volta con tubi in ghisa in caso di guasti

Umbria, nichel e cromo nella falda di Terni

ELEVATO INQUINAMENTO NEL TRASIMENO. Legambiente ha rilevato un alto livello di inquinamento nel campione prelevato questa estate nei pressi del depuratore di Tuoro e Passignano.

TERNI, AST NEL MIRINO. Italia Nostra e Wwf hanno di recente denunciato le infiltrazioni di nichel, cromo, piombo e arsenico nelle acque di falda.
Le associazioni hanno chiesto il commissariamento della Ast, la grande acciaieria cittadina, che stocca i rifiuti della lavorazione nella vicina discarica di Villa Valle

Lazio, foci del Tevere altamente inquinate

SCARICHI NON TRATTATI NEL TEVERE. Molto inquinate le foci del Tevere, contaminate da scarichi non trattati adeguatamente. Dieci dei 13 prelievi effettuati da Legambiente nella provincia di Roma hanno livelli di sostanze inquinanti almeno doppi rispetto ai limiti di legge.

CHEROSENE IN RIO PALIDORO E ARRONE. Ai primi di novembre il sindaco di Fiumicino ha diramato il divieto di caccia e pesca su tutto il territorio.
Questo a seguito dello sversamento di grandi quantità di cherosene nel Rio Palidoro e nell'Arrone, dovuto presumibilmente a un tentativo di furto di combustibile dal locale oleodotto Eni.

TORRENTI DI BRACCIANO OLTRE I LIMITI. Le analisi di Legambiente hanno rivelato due campioni entro i limiti di legge, due punti inquinati, due fortemente inquinati.
I comuni limitrofi hanno annunciato un servizio di guardiaparco per tenere sotto controllo le foci di fossi e torrenti.

ARSENICO NELLA FALDA VITERBESE. Secondo l'Isde di Viterbo, l'acqua di molti comuni della provincia è contaminata da quantità di arsenico tali da poter provocare gravi danni alla salute sul lungo periodo.

SCORIE SEDIMENTATE SUL LETTO DEL SACCO. A febbraio l'esondazione del torrente Sacco ha spaventato i cittadini, che avevano paura che le sostanze inquinanti sedimentate nel letto del fiume potessero spargersi nei terreni circostanti.
Nel frattempo ha riaperto il processo penale legato all'interramento di fusti tossici nell’area industriale ex Snia Bpd di Colleferro.

Abruzzo, sostanze tossiche nei rubinetti della Val Pescara

VELENI NELLA FALDA DELLA VAL PESCARA. Secondo l'Istituto superiore di sanità la falda acquifera di Pescara, Chieti e di tutta la Val Pescara è stata gravemente compromessa per decenni dalla discarica di veleni tossici dell’ex polo chimico Montecatini Edison.
Nell'agosto 2007 le indagini di alcuni privati hanno rilevato concentrazioni di sostanze tossiche nell'acqua dei rubinetti. Molti pozzi sono stati chiusi e il servizio idrico temporaneamente sospeso a 700 mila persone. Il rapporto, reso pubblico a marzo del 2014, ha rivelato come l'acqua fornita agli cittadini per uso privato sia ora nei parametri di legge.

IL FIUME TRIGNO SEMBRA UNA FOGNA. Secondo il Wwf le acque del Trigno «sono simili a quelle di una fogna, addirittura con presenza di salmonella».
Il sindaco di Montenero di Bisaccia ha questa estate in via cautelativa vietato l'uso delle acque del fiume.

Il Sarno è uno dei fiumi più inquinati d'Italia.

Sud: maglia nera alla Calabria

Campania, la rete fognaria scarica nel Sarno

LA FALDA AVVELENATA DI GIUGLIANO. La falda acquifera è contaminata da sostanze cancerogene volatili, che hanno avvelenato un'area di 20 km quadrati attorno alla discarica ex Resit.
Per le autorità la bonifica completa è impossibile, vista la vastità della zona. Ci si deve limitare alla messa in sicurezza.

FIUME SARNO SENZA COLLETTORI. Uno dei più inquinati d'Italia. Il depuratore c'è e funziona bene, per quei comuni che lo utilizzano.
Solo che molte municipalità sono sprovviste dei collettori necessari e continuano scaricare la rete fognaria nel fiume senza alcun trattamento.

RIFIUTI NEL VOLTURNO. Giuseppe Gravante, imprenditore casertano del latte, è stato arrestato in ottobre.
Avrebbe costretto per anni, sotto la minaccia del licenziamento, i sui operai a scaricare i rifiuti della sua industria nel fiume, dragando il quale sono state trovate anche intere carcasse di bufale.

TERZIGNO, POLEMICHE SULLA DISCARICA DI SARI. Secondo un rapporto dell'Arpa del 2012, le falde acquifere della zona sono inquinate al punto che centinaia di pozzi non possono essere utilizzati per irrigare i campi.
Anche se il rapporto non lo cita, è probabile la connessione con la discarica di Sari, al centro di molte polemiche.

Basilicata, Pertusillo contaminato da idrocarburi

PERTUSILLO NEL MIRINO DI BRUXELLES. Secondo l’associazione Mediterraneo No Triv le acque del lago lucano, che fornisce acqua potabile anche a Puglia e Calabria, sarebbero contaminate da idrocarburi a causa delle vicine attività di estrazione.
La Commissione europea ha chiesto chiarimenti sulla vicenda al governo italiano.

Calabria, acqua gialla dai rubinetti di Vibo

LA DIGA DELL'ALACO 'AVVELENA' 88 COMUNI. Serve (o almeno dovrebbe servire) 88 comuni attorno a Vibo Valentia, per un totale di 400 mila persone.
Ma gli abitanti hanno segnalato che l'acqua dei rubinetti ha uno strano odore e colori che vanno dal rosso al giallino. Le indagini si sono concluse lo scorso aprile, con 26 indagati.

Puglia, falda di Taranto inquinata dall'Ilva

TARANTO, SUOLO NON PROTETTO. La Commissione europea sta portando avanti una procedura di infrazione contro l'Italia a causa del mancato rispetto da parte dell'Ilva della normativa Seveso, la direttiva comunitaria in materia di prevenzione ambientale in vigore dal 1982.
Tra i problemi sollevati, anche l'insufficiente protezione del suolo e della falda acquifera dalle sostanze inquinanti prodotte dallo stabilimento.

Il Rio di Pula è contaminato da batteri fecali e azoto ammoniacale.

Isole: criticità anche in Sicilia e Sardegna

Sicilia, arsenico nelle acque di Gela

GELA, POZZI CONTAMINATI. Il Cnr ha scoperto un'alta concentrazione di arsenico nelle urine degli abitanti della città, sede di un grande complesso petrolchimico.
Le analisi mostrano valori più elevati, in media, di quelli di Taranto. Si teme che l'agente contaminante possa essere l'acqua dell'acquedotto o dei pozzi.

Sardegna, azoto ammoniacale nel Rio di Pula

RIO DI PULA, IL DEPURATORE NON FUNZIONA. A ottobre il Gruppo d'Intervento Giuridico Onlus ha denunciato che il depuratore sul Rio di Pula non funziona correttamente e rilascia nel torrente molte sostanze inquinanti, tra cui batteri fecali e azoto ammoniacale

GOLFO ARANCI, ACQUA NON POTABILE DAL 2006. L'acqua cittadina non è potabile fin dal 2006 e non può essere utilizzata nemmeno per cucinare.
Non solo il problema è irrisolto da otto anni ma l'ente di gestione - ha denunciato un conigliere comunale – ha ripreso a farla pagare come tale.

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