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SCENARI 3 Dicembre Dic 2014 1110 03 dicembre 2014

Hawking: «La tecnologia minaccia il genere umano»

Lo scienziato britannico malato di Sla ha un nuovo sintetizzatore vocale, più potente. «Ma l'intelligenza artificiale può superare la nostra».

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Stephen Hawking.

Ci sono voluti 20 anni perché Stephen Hawking potesse ottenere l’upgrade al sistema di controllo del sintetizzatore vocale che gli permette di parlare.
Ma ora grazie a un nuovo sensore a infrarossi lo scienziato britannico malato di sclerosi laterale amiotrofica (Sla) potrà comunicare a velocità raddoppiata col mondo esterno.
E in un’intervista alla Bbc ha commentato la crescita dell’Ai, l’artificial intelligence a cui tanto deve: «Il suo sviluppo potrebbe portare alla fine della razza umana», ha dichiarato provocatoriamente.
COMBATTE LA SLA DAL 1961. Stephen Hawking, cui è dedicato un film in uscita nel 2015, ha oggi quasi 73 anni e dal 1961 combatte contro la Sla, una malattia neurodegenerativa progressiva del motoneurone: al tempo della diagnosi i medici gli diedero un’aspettativa di vita di un paio d’anni, e invece il fisico inglese è ancora vivo e famoso in tutto il mondo.
Non solo per le sue straordinarie scoperte scientifiche, ma anche per avere piegato la tecnologia a suo favore.
Per comunicare col mondo esterno Hawking utilizza un sensore che digita caratteri su una tastiera, componendo un testo che viene poi convertito nella voce sintetizzata e un po’ robotica che lo contraddistingue.
USA IL SENSORE CON LA GUANCIA. Con la nuova tecnologia, messa a punto da Intel assieme alla società londinese Switkey (già impegnata nella creazione di tastiere intelligenti per smartphone), lo scienziato riesce a controllare il sensore (collegato agli occhiali) tramite un solo muscolo della guancia.
Un miglioramento che Stephen Hawking aspettava da tanto tempo: negli ultimi anni, ha raccontato alla Bbc, il fisico lamentava di riuscire a comunicare sempre più lentamente a causa del progressivo peggioramento del proprio controllo motorio.

«Gli umani potrebbero essere surclassati»

A Singapore in arrivo robot volanti al posto dei camerieri.

Il nuovo software riesce a prevedere e anticipare le parole di Hawking, consentendogli di digitare solo il 20% dei caratteri di cui ha bisogno per comporre una frase, e raddoppiando la velocità di scrittura.
«Trovavo molto difficile continuare a comunicare in modo effettivo», ha dichiarato in conferenza stampa a Londra per la presentazione del nuovo software.
«ORA SCRIVO VELOCEMENTE». «Ora, grazie ai miglioramenti della tecnologia, sono di nuovo in grado di scrivere velocemente», ha continuato, «e questo significa anche poter ricominciare a fare tutte le cose che amo: tenere lezioni, scrivere articoli accademici e libri, e, ovviamente, anche parlare con la mia famiglia e i miei amici».
Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale però lo affascina e intimorisce allo stesso tempo: «Le primitive forme di Ai sviluppate finora sono utili, ma temo le conseguenze che potrebbero arrivare dalla creazione di un’intelligenza pari o persino superiore a quella umana», ha spiegato.
«Gli umani, limitati da una lenta evoluzione biologica, non potrebbero competere, e verrebbero surclassati».
«LA MEDICINA NON MI HA CURATO». Eppure, ha commentato: «La medicina non è stata in grado di curarmi, così mi sono affidato alla tecnologia perché mi aiutasse a comunicare e vivere».
Adesso, dopo 20 anni dall’ultimo aggiornamento, Stephen Hawking può contare su un nuovo passo della tecnologia che gli ha permesso ancora una volta di migliorare la sua vita quotidiana.
C’è qualcosa però cui il fisico inglese non vuole proprio rinunciare: la sua voce, robotica e per niente naturale, che potrebbe oggi suonare molto più umana proprio grazie allo sviluppo di software innovativi.
«È diventata il mio marchio di fabbrica», ha concluso, «e non la cambierei per una voce più naturale, magari con un po’ di accento inglese».

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