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LA SCOPERTA 18 Dicembre Dic 2014 1206 18 dicembre 2014

Le malattie adesso si studiano in 3D

Il merito è di una nuova generazione di microscopi che usano gli ologrammi al posto delle tradizionali lenti.

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Le malattie si studiano in 3D grazie al microscopio che usa gli ologrammi.

Anche le malattie adesso si studiano in 3D. Il merito è di una nuova generazione di microscopi che usano gli ologrammi al posto delle tradizionali lenti. L'ultimo esemplare, realizzato dai ricercatori dell'università della California a Los Angeles, è dotato di un campo visivo che è addirittura cento volte maggiore rispetto ai microscopi ottici: messo alla prova da un esperto patologo, è stato in grado di ricostruire in 3D campioni di tessuti umani diagnosticando il tumore del seno con un'accuratezza del 99%. I risultati del test sono stati pubblicati sulla rivista Science Translational Medicine.
ANALISI ACCURATE. Il nuovo microscopio utilizza un sensore di immagine digitale simile a quello che si trova nei comuni smartphone: su questo chip sono proiettati gli ologrammi dei campioni da analizzare, che vengono poi ricostruiti digitalmente ottenendo immagini ad alta risoluzione. La tecnologia messa a punto dai ricercatori californiani permette inoltre la colorazione dell'immagine e la messa a fuoco digitale in 3D, mentre i microscopi tradizionali richiedono un intervento manuale.

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