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AMBIENTE 20 Dicembre Dic 2014 1227 20 dicembre 2014

Napoli, viaggio nella discarica della Scafatella

Dismessa da 30 anni. Nasconde l'amianto e i metalli pesanti che inquinano la falda acquifera. Ma non è mai stata bonificata.

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da Napoli

Vista da fuori è una innocua collinetta che in primavera fiorisce. Vista dall'interno nasconde un disastro ambientale.
Siamo tra Afragola e Casalnuovo, a Nord Est di Napoli, dietro l'autostrada si erge un cumulo enorme di rifiuti, che sembra una distesa di prato verde. Per gli abitanti e i commercianti è conosciuta come la discarica della Scafatella, una vera e propria attrazione, si fa per dire, a pochi passi dal centro commerciale Le Porte.
Basta salire sulla collinetta per cambiare prospettiva, perché dalla strada la realtà è distorta.
Il terreno da anni ha ormai ricoperto pneumatici di grossi camion, amianto e materiale edilizio, formando così una discarica sotterranea nascosta dalla vegetazione.
DISMESSA DA OLTRE 30 ANNI. La Scafatella, nata come un sito provvisorio negli Anni 80 e dismessa da più di tre decenni, si estende per circa 40 mila metri quadrati e ha un forte impatto visivo dovuto anche alla quota di +6,90 circa rispetto al piano di campagna.
A preoccupare, secondo quanto si legge sul bollettino della regione Campania del 2012, è quello che racchiude al suo interno. Infatti è stata inserita nell'elenco dei siti potenzialmente contaminati. Un mix di metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici, detti Ipa, e amianto, sostanze che negli anni continuano a inquinare le falde acquifere. Eppure, nonostante il rischio esiste una sentenza degli Anni 90 che prevedeva una bonifica mai realizzata.

GLI ANIMALI PASCOLANO SUL TERRENO AVVELENATO. «La bonifica è ancora un sogno e ormai la puzza è insopportabile. Insetti d’ogni tipo avvolgono i campi limitrofi e si teme che l'acqua contaminata venga utilizzata per innaffiare le coltivazioni. L'area non è controllata e quindi le preoccupazioni di chi vive e lavora in zona sono più che giustificate», spiega a Lettera43.it Francesco Emilio Borrelli dei Verdi.
A poca distanza da qui ci sono distese di coltivazioni e gli animali pascolano ogni giorno su questi terreni, sotto i quali si nasconde una vera e propria bomba ecologica.
«I problemi legati allo smaltimento dei rifiuti in Campania sono difficili da risolvere», dice Antonio Marfella, oncologo dell'Istituto Nazionale Tumori 'G Pascale' di Napoli che da anni denuncia lo sversamento di sostanze tossiche nella Terra dei Fuochi.
FALDE ACQUIFERE INQUINATE. «Basta pensare che non esistono discariche a norma per i rifiuti speciali. Dove si smaltiscono poi? Da nessuna parte. Anche la Resit, la discarica illegale di Giugliano che continua a inquinare i pozzi e le falde, marcisce da anni lì», conclude Marfella. «In quelle zone c'è una elevata antropizzazione e uno dei problemi principali è l'inquinamento delle falde acquifere, per non parlare di quello elettromagnetico e quello relativo alla produzione di biogas presso le discariche».
E intanto la Scafatella resta lì immobile da anni. E come un camaleonte si adatta al territorio circostante, diventando sempre più pericolosa e allo stesso tempo sempre più fotogenica.

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