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GERMANIA 27 Dicembre Dic 2014 1000 27 dicembre 2014

Berlino, emergenza case: si costruisce nei cimiteri

Nuovi arrivi, prezzi alle stelle e pochi spazi. A Berlino c'è un problema abitativo. Il rimedio? Edificare nei 220 campisanti della città. Ma una legge tutela i defunti.

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da Berlino

La stella di Davide sulle tombe ebraiche del cimitero di Berlino.

Il cimitero di St. Marien e St. Nikolai a Prenzlauer Berg, l'ex quartiere alternativo di Berlino che ha conosciuto nell'ultimo decennio un massiccio processo di gentrificazione, restituisce ancora momenti lenti del tempo che fu.
Il frenetico andirivieni di giovani mamme con passeggini al seguito si interrompe di fronte al solenne ingresso.
All'interno, quiete e tranquillità combinano l'atmosfera adatta a un luogo di raccoglimento.
I rumori del traffico arrivano attutiti. C'è poca gente in visita e anche le tombe sono disposte ordinatamente sul terreno, a debita distanza l'una dall'altra.
Nulla ricorda gli affollati e caotici cimiteri delle nostre città italiane. Ma questa quiete potrebbe non durare a lungo.
AREE DA RESTRINGERE. Proprio il St. Marien e St. Nikolai di Prenzlauer Berg è uno dei cimiteri che il Senato di Berlino ha intenzione di restringere per destinare l'area recuperata alla costruzione di nuove abitazioni.
L'emergenza casa sta strangolando la capitale tedesca, che non si aspettava di ritrovarsi in affanno su un fronte che, solo un decennio fa, appariva assolutamente tranquillo.
In uno studio di inizio secolo, la Camera degli architetti di Berlino sottolineava come la grande disponibilità di abitazioni libere mantenesse il mercato abitativo lontano da tensioni speculative.
I PREZZI SONO SCHIZZATI. Neanche tre lustri dopo, la città si trova ad affrontare una crisi che attanaglia soprattutto le fasce più deboli e a basso reddito della popolazione: con l'afflusso continuo di nuovi abitanti, la richiesta di case ormai supera l'offerta e i prezzi di acquisto o affitto sono aumentati come in nessun'altra città tedesca.
L'immagine della Berlino a buon mercato, soprattutto sul piano abitativo, è ormai un mito da consegnare al passato.
Così si è cominciato a programmare i rimedi e l'amministrazione cittadina ha varato un vasto piano di espansione edilizia.

Entro tre anni previsti 55 mila nuovi appartementi

A Berlino ci sono 220 cimiteri in tutta la città, di cui 182 ancora in funzione e 38 già chiusi.

La Banca berlinese per gli investimenti, in un rapporto appena pubblicato, prevede che nei prossimi tre anni la città si doterà di almeno 55 mila nuovi appartamenti, per tre quarti derivati dalla costruzione di nuovi edifici e per il resto dal recupero a scopi abitativi di solai e sottotetti finora destinati a soffitte.
E in verità ci si sta inventando di tutto. Nei quartieri dove sono presenti i cosiddetti Altbau, eleganti palazzi di inizio Novecento sopravvissuti alle bombe della seconda guerra mondiale, le vecchie soffitte sotto i tetti spioventi vengono riconvertite in loft più o meno lussuosi.
APPETIBILI PURE I CASERMONI. Nei quartieri orientali, sorti dai piani abitativi degli Anni 70 di Erich Honecker, tornano a essere appetibili i Plattenbau, i famigerati casermoni socialisti tutti uguali, oggi imbellettati da maquillage più o meno riusciti.
Ogni spazio vuoto, elemento caratteristico della funambolica urbanistica berlinese post-Muro, viene ora riempito da un edificio.
Anche in un'area dello storico aeroporto di Tempelhof, fuori servizio e attualmente destinato a parco pubblico, sarebbero previsti insediamenti edilizi: un referendum consultivo li ha per il momento bloccati, ma la partita è tutt'altro che chiusa.
LA CREMAZIONE RIDUCE GLI SPAZI. E poi ci sono i cimiteri. Tanti, spesso in posizioni allettanti, e sempre più vuoti: perché la popolazione è diminuita, si muore meno e più tardi grazie ai progressi della medicina e perché si è diffusa la pratica della cremazione, che richiede spazi di sepoltura più ristretti.
E così le esigenze si sono incrociate: mancano le case, ma abbondano i campisanti poco utilizzati, 220 in tutta la città, di cui 182 ancora in funzione e 38 già chiusi.
Solo 84 sono di proprietà comunale, 117 appartengono alla chiesa evangelica e nove a quella cattolica. Le chiese hanno bisogno di soldi, la città di suolo edificabile e dunque il primo accordo il Senato cittadino lo ha stretto con l'associazione che gestisce i cimiteri evangelici, cui appartiene anche quello di Prenzlauer Berg.

Per legge devono passare 30 anni per costruire sui cimiteri

Un runner fa stretching dentro un cimitero a Berlino.

Ma i piani prevedono l'acquisizione di aree cimiteriali anche in molti altri quartieri, da Est a Ovest, da Pankow a Neukölln: si parla di 750 mila metri quadrati, una parte dei quali da utilizzare anche per parchi, il resto per nuove case.
Toccherà prima modificare un paio di dettagli legislativi: per legge, infatti, devono passare 30 anni prima di poter destinare ad altro uso un terreno precedentemente utilizzato per tumulare i defunti, 20 anni di cosiddetta 'pace' e altri 10 di 'tolleranza pietosa'.
L'OBIETTIVO: RIDURRE DI 10 ANNI. Ora l'amministrazione si appiglierà al concetto di pubblico interesse per ridurre almeno gli ultimi 10 anni, giustificando il trasferimento dei terreni con l'esigenza di combattere l'emergenza abitativa.
CON I TURCHI PROBLEMA OPPOSTO. Dove invece non ci saranno margini di trattativa è a Kreuzberg: lì insiste la più vasta comunità turca di Berlino.
La tendenza del tasso di mortalità è inversa a quella cittadina e da quando la Turchia ha permesso ai cittadini residenti all'estero di poter essere tumulati nella patria d'adozione, il recinto del cimitero musulmano è diventato troppo stretto e bisognoso di allargamento.
È l'unico caso in cui le esigenze di riposo dei morti prevarranno su quelle dei vivi.

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