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SCIENZA 15 Gennaio Gen 2015 1208 15 gennaio 2015

Anche la Cina dà la caccia ai neutrini

Cominciati i lavori per la realizzazione del rilevatore Juno, con la partecipazione dell'Italia.

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La Cina ha deciso di studiare i neutrini grazie al rilevatore Juno.

Stanno per prendere il via i lavori per la costruzione di Juno, il gigantesco cacciatore sotterraneo di neutrini. Il dispositivo viene attivato in Cina, grazie alla collaborazione dell'Istituto nazionale di fisica nucleare italiano. Juno - acronimo di Jiangmen Underground Neutrino Observatory - si basa infatti su una tecnologia analoga a quella utilizzata in Italia dall'esperimento Borexino, nei Laboratori nazionali del Gran Sasso dell'Infn.
OSCILLAZIONE DEI NEUTRINI. Il rivelatore cinese si affianca agli altri grandi cacciatori dei neutrini attivi nel mondo: il giapponese Hyper-Kamiokande, l'americano Lbnf del Fermilab (al quale partecipa l'Infn), oltre all'italiano Borexino. Obiettivo di Juno è studiare il fenomeno della cosiddetta oscillazione dei neutrini, ossia la capacità di queste particelle di cambiare identità. Juno dovrebbe cominciare aregistrare i primi dati nel 2020 e funzionare per 20 anni.

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