NATURA 19 Gennaio Gen 2015 1252 19 gennaio 2015

Animali, le specie a rischio estinzione nel 2015

Habitat ridotti, bracconaggio, riscaldamento globale: nel mondo scompaiono fino a 12 specie al giorno. Dal rinoceronte bianco al vaquita. Guarda le foto.

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Il peggior nemico degli animali? È l'uomo. Altro che meteoriti e glaciazioni, il 99% delle specie animali e vegetali in pericolo lo è a causa nostra.
Caccia e pesca di frodo, inquinamento, riscaldamento globale, deforestazione e urbanizzazione degli habitat di molte specie. Così l'uomo sta facendo terra bruciata attorno a sé.
LA SESTA GRANDE ESTINZIONE. «Il nostro pianeta è nel bel mezzo della sua sesta estinzione di massa di piante e animali», è l'allarme del Centro per la biodiversità, «attualmente stiamo attraversando la peggiore ecatombe dai tempi della scomparsa dei dinosauri, 65 milioni di anni fa».
SCOMPAIONO 12 SPECIE AL GIORNO. E il ritmo è impressionante: «In natura scompaiono da una a cinque specie ogni anno. Gli scienziati, però, stimano che ora si stia viaggiando su ritmi da 1.000 a 10 mila volte superiori, con dozzine di specie estinte al giorno. Andando avanti così, nei prossimi 50 anni, potrebbero scomparire dal 30 al 50% delle specie attualmente esistenti».
Ecco alcuni degli animali più a rischio estinzione nel 2015.

1. Rinoceronte bianco e di Giava: caccia alle sue corna preziose

La carcassa di un rinoceronte bianco ucciso dai bracconieri all'interno parco nazionale Kruger (Sudafrica).

Il 14 dicembre 2014, Afalingu, un rinoceronte bianco di 44 anni, è morto nello zoo di San Diego. Un evento drammatico, che ha portato la popolazione mondiale di questa rarissima specie ad appena cinque esemplari. E solo quattro di questi sono in età fertile.
Completamente estinto in natura, il rinoceronte bianco vive solo in cattività, dopo essere stato cacciato per anni dai bracconieri per farne trofei o medicinali tradizionali la cui efficacia non è mai stata dimostrata dalla scienza.
RESTANO 35 ESEMPLARI. In grosso pericolo per gli stessi motivi anche un suo stretto parente asiatico, il rinoceronte di Giava. Ne sono rimasti 35 esemplari nello Ujung Kulon national park, riserva naturale della stessa isola indonesiana.

2. Picchio dal becco d'avorio: per alcuni è già estinto

Il picchio dal becco avorio è uno degli uccelli più rari al mondo.

Dato per estinto dopo che se ne erano perse le tracce dal 1972, il picchio dal becco d'avorio è ricomparso in un filmato girato da un incredulo birdwatcher nel 2004, in una foresta palustre dell'Arkansas.
Ma la segnalazione rimane ancora dubbia, e per alcuni studiosi potrebbe trattarsi di un uccello simile ma più piccolo.
IL TERZO PIÙ GRANDE AL MONDO. A dispetto del nome, il suo becco non è di vero avorio, e la sua scomparsa è da attribuirsi principalmente alla contrazione del suo habitat naturale, le foreste del delta del Mississippi.
Si tratta del terzo picchio più grande del mondo, e ufficialmente è estinto. Se anche non lo fosse, sarebbe certamente tra gli animali più rari e in pericolo dell'intero Pianeta.

3. Leopardo di Amur: i cuccioli in cattività sono l'ultima speranza

Il leopardo dell'Amur è uno dei più rari felini al mondo.

Il suo magnifico manto maculato l'ha reso una delle vittime preferite dai bracconieri, tanto da renderlo il più raro tra i grossi felini presenti sulla Terra.
Allo stato brado se ne contano appena 30 esemplari adulti.
RIPOPOLAMENTO COMPLICATO. Nell'estate 2014, però, la nascita di due cuccioli allo zoo di Twycross, nel Regno Unito, ha riportato la speranza in quello che rimane un difficilissimo progetto di ripopolamento.

4. Elefante di Sumatra e africano: scomparsa prevista nel 2020

Un esemplare femmina di elefante di Sumatra col suo cucciolo.

Il più piccolo degli elefanti asiatici ha visto la sua popolazione ridursi dell'80% in meno 25 anni.
Le cause dell'ecatombe sono soprattutto la deforestazione e il conflitto tra uomo ed elefanti per il controllo del territorio a Sumatra.
Questi animali, infatti, attaccano i villaggi per riprendersi l'habitat che è stato loro sottratto. Gli esemplari attualmente in circolazione oscillano tra le 2.400 e le 2.800 unità.
LA MINACCIA DEI BRACCONIERI. Molto più numerosa la popolazione del suo grande parente africano, le cui enormi zanne sono ancora più pregiate e ricercate dai bracconieri che commerciano illegalmente avorio.
Gli elefanti africani sono 400 mila, e rischiano di scomparire del tutto nei prossimi cinque anni.

5. Tigre cinese meridionale e siberiana: l'estinzione è un affare

Un esemplare di tigre della Cina meridionale, classificata come una delle 10 specie animali più minacciate del mondo.

Se la tigre cinese meridionale è quasi completamente scomparsa in natura, la colpa sembra essere soprattutto di Mao Zedong e del Partito comunista, che nel 1959 mise all'indice tigri, leopardi, lupi e altri grossi predatori additandoli come nocivi e «nemici del popolo».
La mossa incentivò una caccia sfrenata a questi animali, e la popolazione di tigri cinesi meridionali passò da 4 mila esemplari ai 200 del 1982.
Davanti al rischio estinzione, nel 1977 il governo ne bandì la caccia. Per più di 20 anni, questo grosso felino non è stato avvistato in natura, oggi se ne contano tra i 60 e i 90 individui distribuiti tra le province cinesi di Guangdong, Fujan, Hunan, Jiangxi e Zhejiang.
450 ESEMPLARI IN VITA. Se ci si sposta a Nord, ci si imbatte in un'altra tigre in pericolo, decisamente più celebre: la tigre siberiana. Secondo il Wwf ne sono rimaste 450, divise tra due province dell'estremo oriente della Russia e piccole comunità lungo il confine con la Cina e, forse, la Corea del Nord.
Sebbene sia una specie protetta, rimane una preda pregiata per i bracconieri, che ne vendono pelli e ossa sul mercato nero, e che con la sua estinzione vedrebbero salire esponenzialmente le quotazioni dei loro prodotti.

6. Piccolo Dodo: salvarlo nel nome del parente estinto

Il suo parante più grande e famoso è scomparso nel XVII secolo, il piccolo Dodo rischia di seguirne presto le orme, lasciando per sempre la Terra.
ULTIMI SUPERSTITI NELLE SAMOA. Solo poche centinaia di esemplari di questo uccello rimangono nelle Samoa, ma la caccia di frodo e la contrazione del loro habitat sta causando un calo dai ritmi allarmanti.

7. Corvo delle Hawaii: la reintroduzione è impossibile

Un esemplare di corvo delle Hawaii.

Gli ultimi due individui selvatici sono scomparsi nel 2002; quest'anno la specie è stata dichiarata estinta in natura.
Questi animali sono piuttosto semplici da allevare in cattività, dove sussiste una popolazione piuttosto numerosa.
LA PREDAZIONE DELLA POIANA. Il successo dei tentativi di reintrodurre in natura gli esemplari nati in cattività è fortemente minato dalla predazione che questi ultimi subiscono da parte della poiana delle Hawaii, classificata come specie in pericolo.

8. Gorilla di montagna: la specie resa celebre da Hollywood

La loro popolarità è cresciuta enormemente nel 1988, grazie al film Gorilla nella nebbia.
I gorilla di montagna sono tra i primati più a rischio estinzione in tutto il mondo.
NE RESTANO 880 ESEMPLARI. Tra Uganda, Rwanda e Repubblica democratica del Congo, se ne contano appena 880 esemplari.

9. Saola: il bue invisibile del Vietnam

Un esemplare di saola, uno dei mammiferi più rari del mondo.

Tra le fitte foreste di Vietnam e Laos si nasconde il saola, un bovide dalle lunga corna affusolate difficilissimo da avvistare in natura e impossibile da trovare in cattività.
Le stime più ottimistiche quotano i suoi esemplari intorno alle poche centinaia, le più pessimistiche si limitano ad alcune dozzine.
CARNI E OSSA RICHIESTISSIME. Le cause della scomparsa? La continua limitazione del loro habitat, una diversità genetica ridotta e il bracconaggio.
Le loro carni e ossa sono richiestissime per la produzione di cibo e medicinali tradizionali in Laos e Vietnam.

10. Vaquita: il più raro mammifero acquatico del mondo

La vaquita, rara specie di focena.

Simile a un delfino, il vaquita, o focena della California, è il più raro mammifero acquatico al mondo.
Se ne contano appena 100 esemplari.
VITTIMA DEL COMMERCIO ILLEGALE. Uno su cinque rimane intrappolato nelle reti messe dai pescatori per catturare un altro animale in pericolo, il totoaba.
Il vaquita è una vittima collaterale del commercio illegale delle sue vesciche natatorie.

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