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CONFLITTO 2.0 27 Febbraio Feb 2015 1514 27 febbraio 2015

Isis: la Cyber jihad e le contromosse dell'Occidente

Reclutamento. Depistaggio. Diffusione del terrore. Il web è il campo di battaglia. Stato islamico all'avanguardia. Gli 007: «La minaccia cybernetica è concreta».

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L'Isis minaccia l'Italia: «Se ci fate la guerra coloreremo il Mediterraneo col vostro sangue».

Meno bombe e più intelligence. Meno azioni di forza e più psicologia. E soprattutto una presenza diffusa e costante sui social network.
Quella ingaggiata dall'Isis contro l'Occidente assume sempre più i contorni della guerra 2.0, che si combatte tanto sul campo quanto sul web.
L'ALLARME DEGLI 007. A testimoniarlo è la relazione al parlamento dei servizi segreti, che hanno dedicato un intero capitolo alla cyberthreat: «Immanente, polimorfa e sempre più pervasiva - scrivono gli 007 - si pone la minaccia che viaggia nel cyberspazio, espressione di progettualità ostili riferibili ad un ampio ed eterogeneo ventaglio di attori», si legge. La minaccia cybernetica «è da ritenersi concreta, attuale e con proiezione a medio e lungo periodo, in grado di impattare sulla sicurezza dei cittadini e sugli interessi politici, militari, economici, scientifici ed industriali dell'Italia».
Così, mentre il Califfato avanza, l'Europa valuta la possibilità di mobilitarsi militarmente. Affinando al tempo stesso una serie di armi 'non convenzionali'.
RINNOVATE STRATEGIE MILITARI. In Gran Bretagna, per esempio, l’esercito ha annunciato la nascita di una nuova forza speciale, la 77esima Brigata.
Entro aprile al suo interno verrà istituito un reparto speciale composto da quelli che sono stati già battezzati Facebook warriors, militari formati per portare avanti operazioni psicologiche e capaci di usare i social netowork come arma, per permettere alla Gran Bretagna - come ha annunciato lo stesso esercito inglese - «di combattere nell’era dell’informazione».
GB, UNA BRIGATA AD HOC. La nuova brigata sarà costituita sia da truppe regolari sia di riserva e dovrebbe contare circa 2 mila soldati che avranno sede a Hermitage nel Berkshire. L’obiettivo principale sarà ovviamente la guerra al terrorismo attraverso l’uso dei social network come Facebook e Twitter, ma più in generale lo scopo è anche potenziare la presenza militare in Rete.
In questo caso i “soldati digitali” utilizzeranno i social anche in aree dove sono in corso vere e proprie operazioni militari, per carpire gli umori della gente del luogo e ottenere informazioni preziose, ma anche per smascherare 'bufale' fatte circolare ad arte dal nemico.

L'Isis può contare su 45 mila account Twitter

L'account Twitter dei militanti di Isis.

Che il terrorismo abbia da tempo un rapporto intimo con la Rete non è una novità. I jihadisti hanno capito subito come utilizzare i social per generare un forte impatto mediatico, anche se i loro numeri - in confronto alla popolazione generale del web - sono ancora molto bassi.
Su Facebook e Twitter l’Isis recluta adepti, trasmette messaggi, divulga immagini di terrore come le uccisioni degli occidentali rapiti. .
Secondo le anticipazioni di un rapporto commissionato da Google Ideas (il think tank di Google), a cui stanno lavorando due specialisti di tecnologia e mondo islamico e che verrà pubblicato dal Brookings Institution a marzo, solo nell’autunno del 2014 erano almeno 45 mila gli account Twitter utilizzati dai supporter dell’Isis.
MENO RUDIMENTALI DI AL QAEDA. La strategia digitale dello Stato islamico è uno degli elementi che hanno contribuito a differenziare il gruppo da al Qaeda, caratterizzato al contrario da metodi di comunicazione più rudimentali: i seguaci del Califfato diffondono sistematicamente mesaggi di propaganda seguendo alla lettera le regole di indicizzazione e facendo apparire il contenuto desiderato in cima ai risultati nelle ricerche sul web.
Non solo. Si avvalgono dei cosiddetti “bots”, ossia programmi che accedono ai social media come se fossero un utente umano e che sono in grado di pubblicare status e post in modalità automatica.
Qualche mese fa il magazine Usa The Atlantic aveva addirittura raccontato che il gruppo era solito ingaggire dei social media strategist per gestire e potenziare l’effetto dei propri messaggi.
I PIONIERI? L'IDF ISRAELIANO. Quanto alle contromisure prese dall'Occidente, l’esperimento lanciato dall’esercito britannico non è il primo. Il pioniere è stato l’esercito israeliano (Idf), con truppe dedicate che operano unendo le tradizionali tattiche militari all’uso dei social media. L’Idf è oggi attivo su 30 piattaforme social – tra cui Twitter, Facebook, YouTube e Instagram – e comunica in sei lingue.
Il conflitto di Gaza ha portato alla luce una vera e propria guerra a colpi di tweet tra le forze armate israeliane e Hamas: la tattica di Tel Aviv è diffondere immagini, post e video con il duplice scopo di giustificare le proprie operazioni militari e caratterizzare negativamente il nemico.
Non sono da meno gli Stati uniti, con lo Us Army Special Operations Command che recluta costantemente esperti in materia.

Crescono gli attacchi informatici: Facebook scende in campo

Il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg.

Mentre la nuova guerra psicologica si gioca sul filo di un post, anche la paura per gli attacchi informatici cresce.
Non solo perché la Rete è diventata uno strumento di comunicazione imprescindibile, ma anche perché proprio attraverso il web gli hacker - o i nuovi terroristi 2.0 - possono prendere di mira obiettivi sensibili come istituzioni, aziende, sistemi di sicurezza o di approvvigionamento. L'ultimo esempio in ordine di tempo in Italia è il caso del Moroccan Islamic Union Mail, che ha attaccato il sito di una scuola fiorentina, pubblicando il messaggio «The truth will prevail», la verità prevarrà.
Il rischio è quello di una sorta di Armageddon digitale. Per questo in America governo e aziende stanno cominciando ad attrezzarsi per fornire una risposta coordinata a queste minacce.
OBAMA APRE UN'AGENZIA SPECIALIZZATA. Da una parte il presidente Barack Obama ha annunciato nuove leggi e l'apertura di una agenzia specializzata, dall’altra il colosso del web Facebook ha lanciato un social network riservato ai professionisti della cyber-security su cui si potranno condividere informazioni utili a sventare i futuri attacchi informatici.
In questa iniziativa Facebook è alleata con altre aziende del settore, da Yahoo! a Tumblr.
UN VISORE PER CONTROLLARE UN DRONE. Sviluppato da un'azienda controllata da Zuckerberg è anche il visore per la realtà virtuale Oculus Rift: recentemente utilizzato dall’esercito britannico, è da un anno in dotazione a quello norvegese, che sta lavorando a un programma in grado di addestrare i soldati alla guida di mezzi pesanti.
Negli Stati Uniti la stessa tecnologia è già stata sperimentata per il controllo di droni.

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