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TECNOLOGIA 2 Marzo Mar 2015 1846 02 marzo 2015

Mobile world congress, 5 novità sugli smartphone

Meno plastica. Batterie super. Rete 5G. Pagamenti telefonici. E impronte digitali. Barcellona svela il futuro dei cellulari. Nel 2020 l'80% delle persone ne avrà uno.

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da Barcellona

Il Samsung Galaxy S5.

Schermi ad altissima risoluzione con più del doppio dei pixel dei “vecchi” modelli, batterie capaci di durare ore e ore, ricariche veloci, intelligenti e wireless.
Meno plastica, più metallo e standard di sicurezza super elevati. E, ovviamente, pagamenti in mobilità.
È questo il nuovo volto degli smartphone di domani presentati al Mobile world congress, l’annuale fiera del settore che si svolge a Barcellona dal 2 al 5 marzo, e che conferma i successi e anticipa le tendenze dei prossimi mesi.
IL 50% HA UN TELEFONINO. Oggi circa il 50% della popolazione mondiale ha un telefono intelligente, e nel 2020 le previsioni parlano del’80% delle persone.
Il motivo di questa diffusione globale è soprattutto merito di una connettività mobile sempre più capillare e performante ma anche, in alcuni casi, della lenta democratizzazione dei prezzi dei dispositivi di ultima generazione. Non tutti, certo.
Intanto, mentre sul lancio delle ultime novità i colossi del settore lottano per conquistare o riprendersi fette di mercato, l’industria si evolve e racconta come sarà la mobilità del prossimo futuro.

1. Cambia il materiale degli smartphone: meno plastica e più metalli

Alla fiera di Barcellona di smartphone ne sono arrivati parecchi.
Certo, non è l’inondazione di novità di qualche anno fa - nel frattempo l’industria si è spostata anche su nuovi terreni con maggiori margini di crescita -, ma quasi tutti i principali costruttori hanno messo a listino qualche novità.
FASCIA MEDIA O NICCHIA? Ci sono aziende come Acer, Sony o Microsoft che hanno fatto una scelta strategica, ossia posizionarsi su una fascia media di potere d’acquisto e chi, come Samsung o Htc, ha preferito invece continuare a puntare sulla nicchia - agguerrita e fedele - dei tecnofili che inseguono le ultime novità.
In realtà si tratta anche di una strategia di posizionamento per recuperare qualche quota di mercato fagocitata nel frattempo da Apple che può contare, da sempre, su un pubblico di fedelissimi.
RIFINITURE IN ARGENTO E ORO. A cambiare sono stati anche molti elementi “fisici” legati all’hardware. A partire dalla scelta dei materiali: in molti casi le aziende - come Samsung e Htc - hanno abbandonato la “vecchia” plastica e optato per materiali più resistenti (e pesanti) come il metallo, per arrivare in alcuni casi (lo si può vedere sull’Htc One M9) a utilizzare argento o oro per le finiture.
FOTOCAMERE POTENZIATE PER I SELFIE. Ma la vera tendenza emersa a Barcellona è un’altra: la moda dei selfie ha modificato le strategie delle aziende sul fronte dell’imaging.
Così dopo i primi “selfie-phone” comparsi sul mercato qualche mese fa, ora quasi tutte le fotocamere frontali si sono evolute. Non servono più, infatti, solo per effettuare le videochiamate su Skype: ora gli obiettivi e le lenti sono di tutto rispetto, e assicurano immagini in alta risoluzione adatte a essere condivise o stampate.

2. La ricarica si fa wireless: e le batterie (quasi) eterne

Il vero problema degli smartphone di ultima generazione? Finora è stato soprattutto il fatto che prestazioni estreme e utilizzo di internet consumavano in pochissimo tempo la batteria. Con il risultato che, spesso, il telefono rimaneva in tasca, scarico e inutilizzato.
Su questo fronte da tempo le aziende stanno lavorando e dopo gli sforzi messi in campo, ora qualche importante risultato inizia ad arrivare.
AUTONOMIA DI 12 ORE. Samsung, per esempio, ha spiegato che i suoi nuovi Galaxy S6 hanno ora un’autonomia di 12 ore se il wifi è sempre attivo, di 11 ore se usati su rete ultraveloce Lte e che, in soli 10 minuti, sono capaci di raccogliere una carica che garantisce quattro ore di utilizzo.
Inoltre, ha spiegato l’azienda coreana, per arrivare al 100% di carica con i nuovi telefoni, potrebbe servire metà del tempo che oggi occorre a un dispositivo come l’iPhone6.
ADDIO CAVI E CAVETTI. La rivoluzione delle batteria però, non si ferma qui: il 2015 pare essere l’anno giusto in cui ci si inizierà a liberare di cavi e cavetti. La ricarica del futuro è wireless: alcuni telefoni la supportano già e gli operatori sono a lavoro su processori in grado di gestire al meglio la ricarica senza fili.

3. La rete è ultraveloce: ma l’industria pensa già al 5G

Non abbiamo fatto ancora in tempo ad abituarci al 4G che l’industria ha deciso di iniziare a guardare ancora avanti. Fra i padiglioni della fiera tecnologica di Barcellona si respira già aria di 5G, ossia la rete del futuro, ultra veloce e capace di performance ancora difficili da immaginare con picchi di connettività che viaggierà a 5 Gigabit per secondo.
SUL MERCATO DAL 2020. Ovviamente si tratta ancora di esperimenti e test teorici messi in campo da diversi operatori del settore come Ericsson o Huawei ma, come ha ricordato la stessa Ericsson, anche se lo standard non è ancora realtà, le prime reti commerciali che viaggeranno a velocità record sono previste già nel 2020.
Certo, bisognerà ancora capire cosa dovrà essere capaci di fare il 5G che oggi non è ancora in grado di fare il 4G, ma sicuramente la connettività sempre più veloce sarà strategica sia per il traffico voce che per la visione di video in altissima definizione (il 4K).
È L'INTERNET DELLE COSE. Soprattutto, però, il 5G potrebbe divenire l’architettura di base capace di abilitare la comunicazione fra macchine, ossia quello che oggi è conosciuto come l’Internet delle cose, dove tutti gli oggetti sono smart, connessi in Rete e capaci di interagire fra di loro.

4. Il pagamento è sempre più mobile: Samsung sfida Apple

Se ne parla ormai da un po’ di tempo, ma adesso i pagamenti in mobilità sembrano avere ingranato la giusta marcia.
Anche in questo caso, ad avere consolidato una tendenza già in atto da anni è stata Apple: dopo il lancio del suo sistema ApplePay, il mercato è tornato in ebollizione.
Prima di Cupertino gli operatori telefonici, i singoli istituti di credito o i circuiti di pagamento internazionali avevano introdotto le loro soluzioni per i pagamenti di mobilità utilizzando soprattutto quella che ormai è conosciuta come tecnologia Nfc, ossia il sistema capace di abilitare i pagamenti di prossimità semplicemente avvicinando una carta o il telefono a un Pos abilitato.
SEGNALI MAGNETICI RIPRODOTTI. All’edizione 2015 del Mobile world congress è arrivata anche Samsung: la casa coreana ha lanciato il suo sistema di pagamento che consente di utilizzare non solo la tecnologia Nfc, ma anche un particolare tecnologia di trasmissione, capace di riprodurre i segnali magnetici della carte di credito e permette quindi di avvicinare il telefono a un Pos qualsiasi, anche di “vecchia” generazione.
GOOGLE, SISTEMA DI CODICI. In questa partita fra giganti è entrata a Barcellona anche Google che già da anni è sul mercato con il suo Google Wallet.
Questa volta, però, non ha annunciato un nuovo prodotto, ma una serie di informazioni e di codici che che permetteranno agli sviluppatori di integrare la soluzione di pagamento mobile all'interno di ogni app Android, includendo anche un sistema di sicurezza e crittografia dei dati sensibili come il numero di conto o della carta di credito.

5. Sicurezza prima di tutto: impronte digitali sul mobile

Il tema sicurezza in effetti è uno dei leitmotiv dell’edizione 2015 del Mobile World congress.
Alla fiera di Barcellona sono state presentate diverse applicazioni legate proprio a questa sfera e anche i diversi produttori di dispositivi hanno montato sui nuovi modelli presentati, sistema di sicurezza e crittografia di dati e informazioni sensibili.
ANCHE PER I PAGAMENTI. La stessa Samsung ha aggiunto una tecnologia che rileva le impronte digitali e che potrà essere applicata anche ai pagamenti, anche se il suo raggio d’azione sarà sicuramente più ampio.
In questa direzione si è mossa pure la californiana Qualcomm, produttrice di microchip per dispositivi mobili e per il mercato dell’automotive, che ha presentato un sensore capace di rilevare e rielaborare in 3D le impronte digitali.
ESTREMA PERSONALIZZAZIONE. Si tratta ovviamente di un sistema in grado di potenziare la sicurezza dei dispositivi mobili, al pari delle crittografia, ma si traduce anche in uno strumento di estrema “personalizzazione” dello smartphone su cui il proprietario, grazie a un semplice tocco di polpastrello, riesce ad avviare programmi e ad abilitare azioni.

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