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ANIMALI 5 Marzo Mar 2015 1712 05 marzo 2015

Cervi ma non solo: quando gli erbivori si danno alla carne

Filmati negli Usa degli esemplari che predano nidi. Ma non sono gli unici. Prima di loro anche mucche e pecore. L'esperta Mattiello: «Lo fanno per integrare la loro dieta».

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Chi non ricorda la prima parola di Bambi, il tenero cerbiatto di Walt Disney? Incitato dal coniglio Tamburino e dagli altri amici del bosco, e con qualche difficoltà, dopo una serie di tentativi andati a vuoto riusciva a scandire: «Uc-cel-li-ni».
Dimenticate quell'immagine idilliaca e preparatevi a mandare in soffitta la vostra infanzia, perché i cervi e altri parenti di Bambi, in realtà, gli uccellini se li mangiano. Nonostante siano erbivori.

Il fenomeno, rilevato già nel 2003 su alcuni esemplari di cervo scozzese, è stato confermato anche dalle immagini catturate da un gruppo di scienziati americani. Piazzando delle telecamere sui nidi del Nord Dakota, gli esperti si aspettavano di immortalare scoiattoli, volpi e tassi a caccia.
E se gli scoiattoli non hanno deluso, depredando ben 13 nidi, volpi e mustele si sono limitate a uno a testa.
E tra tanti carnivori, c'è stato anche un erbivoro che si è dato da fare tra uova e pulcini: il cervo dalla coda bianca.
NON È IL PRIMO CASO. Questo comportamento, apparentemente strano, ha in realtà una sua spiegazione.
Secondo gli esperti, i cervi devierebbero dalle loro abitudini vegetariane per integrare la loro dieta con proteine, grassi e vitamine come la A, la D e la E, oltre a minerali come calcio e zinco.
In Canada, qualche anno prima, un gruppo di ornitologi che studiava alcuni uccelli adulti utilizzando dei mist net (particolari reti tirate tra un ramo e un altro per catturare i volatili senza ferirli), ha potuto osservare un cervo che, passando tra gli uccelli che lottavano per liberarsi, li ha divorati vivi.

L'esperta Mattiello: «Sono erbivori, ma il confine non è così netto»

«Sono animali effettivamente erbivori», ha spiegato a Lettera43.it la professoressa Silvana Mattiello del dipartimento di Scienze animali dell'Università degli studi di Milano, «ma la divisione non è così netta, tant'è che i cervi e altri erbivori si nutrono della placenta dei piccoli appena nati. Lo fanno per sottrarre tracce ai predatori, certo, ma anche per integrare proteine dopo il parto e prepararsi alla fase dell'allattamento».
IN SCOZIA MANGIANO I PULCINELLA DI MARE. Da tempo si conosce questo genere di attività. Le prime testimonianze, ha proseguito la professoressa Mattiello, «risalgono a una ventina d'anni fa, quando sull'isola di Rum, in Scozia, alcuni cervi furono osservati mentre si cibavano di pulcinella di mare o anatre morte».
Succede in particolare in quelle zone e in quei periodi dell'anno in cui le risorse alimentari non abbondano: «In inverno, in climi particolarmente rigidi».
«DA NOI? PIÙ PROBABILE SULLE ALPI». Per questo è più difficile che succeda ai cervi italiani: «Che io sappia non vi sono stati casi. Potrebbe accadere, magari non tra i cervi dell'Appennino, che vivono in un ambiente più ricco di risorse. Più probabile tra le Alpi, dove in alcuni periodi dell'anno potrebbero ritrovarsi a mangiare solo corteccia, e non è il massimo».
Ma non capita solo ai cervi. In India una mucca è stata filmata mentre mangiava un giovane pollo. Mentre sempre in Scozia, sull'isola di Rum, una pecora è stata beccata a nutrirsi con la testa e le zampe di un piccolo pulcinella di mare.

In tutti i casi, comunque, uccelli e pulcini predati non erano nelle condizioni di sfuggire al loro predatore. Per questo, se rimane prevalente l'ipotesi del ricorso estremo alla carne per rimediare risorse nutrizionali carenti, per altri potrebbe trattarsi semplicemente di un atteggiamento dettato dall'istinto: la presenza di una preda indifesa scatenerebbe un lato nascosto della natura degli erbivori.

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