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ASTRONOMIA 17 Marzo Mar 2015 1723 17 marzo 2015

Rosetta, la polvere si muove sulla cometa 67P

Il materiale si sposta come se ci fosse vento. Ma il vento non c'è. E gli scienziati studiano il fenomeno.

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La cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko.

La polvere si muove sulla cometa 67P, quella su cui il 12 novembre 2014 è approdata la sonda Philae. La polvere si muove, come trasportata dal vento, ma su una cometa, che viaggia nello spazio, il vento non esiste.
Un bel mistero per gli scienziati della missione Rosetta, che sembrano aver già trovato una possibile risposta. «Ipotizziamo che alcune particelle stiano cadendo, e in questo modo ne stiano trascinando altre senza il bisogno che ci sia alcun vento», ha detto alla 46a Conferenza scientifica lunare e planetaria in svolgimento a The Woodlands, in Texas, il dottor Stefano Mottola.
OGGETTI ORIENTATI DA NORD A SUD. Lo scienziato italiano che lavora in Germania ed è a capo del sistema Rolis (Rosetta lander imaging system, quello che cattura le immagini della cometa), ha spiegato che sopra la cometa sono state identificate 17 regioni diverse in cui si nota della materia in movimento. Ognuno di questi corpi è orientato nella stessa direzione, da Nord a Sud, situato nei pressi di alcuni ammassi rocciosi che che fanno da ostacolo naturale agevolando la formazione di una striscia di materiale. «È fantastico», ha commentato Mottola.
Intanto freme l'attesa per il ritorno in attività della sonda Philae, che nell'atterraggio è finita nei pressi di un cratere, all'ombra, e di conseguenza si è spenta nell'impossibilità di ricaricare le sue batterie attraverso i pannelli solari. Con l'avvicinamento della cometa al sole, però, Philae dovrebbe riaccendersi, tornando a fornire nuove preziose informazioni su 67P.
NUOVE FRONTIERE GRAZIE ALLO STOP DEL LANDER. E quell'incidente potrebbe essere paradossalmente stato un bene, perché avrebbe preservato gli strumenti dall'usura. «La cosa strana è che per marzo pensavamo che il lander sarebbe stato fuori uso per il calore», ha spiegato alla Bbc il professor Ian Wright, che guida lo strumento Ptolemy su Philae. La cometa sta spargendo gas e polveri nello spazio, e avvicinandosi al sole, con l'innalzamento della temperatura, questo processo subirà una forte accelerazione, andando a creare una sorta di atmosfera attorno al nucleo della cometa. «Potremmo ripartire proprio nel momento in cui pensavamo di arrivare alla fine della ricerca. Questo ci ha costretti a ridefinire alcuni dei nostri obiettivi iniziali, perché potremmo trovarci in un terreno scientifico in cui non avremmo mai pensato di finire».
Quando avverrà la riaccensione, però, non è ancora dato saperlo.

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