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SOCIAL 31 Marzo Mar 2015 1645 31 marzo 2015

Foto delle mestruazioni, Instagram censura Kaur

Lo scatto dell'artista ritrae una donna con i pantaloni sporchi di sangue. Polemiche sul web.

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Questa è la storia di Rupi Kaur, una poetessa canadese di 22 anni, che ha dato vita a una protesta 2.0 dopo che Instagram le ha censurato uno scatto, a suo dire, «artistico».
La foto, ritrae una donna (probabilmente la stessa artista) mentre dorme su un letto con indosso una canotta bianca e un paio di pantaloni grigi sporchi di sangue mestruale.
L'IMMAGINE DIVENTA VIRALE. Lo scatto, fatto per un progetto del corso di retorica visiva dell'Università di Waterloo in Canada, dove Kaur è iscritta, è divenuto virale sui social.
Nel giro di pochi secondi il profilo Instagram della ragazza si è mutato in un terreno di scontro: gli utenti hanno definito la foto «volgare» e «troppo esplicita», segnalandola quindi all'applicazione come «contenuto offensivo».

L'immagine postata da Rupi Kaur sul suo profilo Instagram il 25 marzo.

LO SFOGO DELL'ARTISTA SU FACEBOOK. In seguito alle segnalazione ricevute, Instagram ha provveduto all'eliminazione dello scatto. La motivazione? «Non conforme alle nostre linee guida».
La Kaur, però, non si è data per vinta e ha insistito postando la medesima foto una seconda volta, ma a insistere è stata anche la celebre applicazione che l'ha rimossa di nuovo.
Da qui lo sfogo dell'artista su Facebook con un post che è stato condiviso oltre 16 mila volte: «Umiliazioni, minorenni nude, torture, bondage, donne trattate come oggetti: sembra che tutte queste cose vadano bene e siano accettate. Quando si tratta di mestruazioni invece no. Scatta la censura. Ma io sanguino ogni mese, dal mio grembo può nascere la vita. Avere le mestruazioni non significa essere sporca, non deve offendere nessuno, è naturale come respirare».

INSTAGRAM CHIEDE SCUSA. Dopo le motivazioni, l'applicazione non ha tardato con le scuse. Come ha spiegato un portavoce del social network: «Quando riceviamo segnalazioni da altri utenti, raramente facciamo degli errori. Questa volta invece è successo». La foto è online.

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