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TECNOLOGIA 2 Aprile Apr 2015 1930 02 aprile 2015

Musica in streaming, Apple sfida Spotify con Beats

Secondo uno studio di Media Research per Cupertino «75 mln di utenti potenziali». Allerta Ue per accordi con le major.

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Secondo uno studio di Media Research il bacino d'utenza potenziale di Apple Beats sarebbe di circa 75 milioni di utenti.

Apple affila le armi sullo streming di contenuti online e i principali attori del settore, da Spotify a Tidal, già temono di dover fare i conti sul richiamo irresistibile della Mela morsicata per gli utenti.
La società di Cupertino si sta preparando infatti per esordire a breve in due dei settori più caldi, musica e tivù, potenzialmente con un effetto dirompente sul mercato. Tanto che le autorità europee sarebbero già in allerta sugli accordi con le major.
APPLE BEATS: BACINO DA 75 MLN DI UTENTI. Secondo uno studio di Media Research a seguito dell'acquisizione di Beats, il gruppo legato al volto del rapper e produttore Dr. Dre che oltre a produrre le famose cuffie hi-fi amatissime nel mondo gestisce anche un servizio di musica in streaming, il bacino potenziale di iscritti ad una piattaforma musicale in streaming col marchio Apple potrebbe essere di circa 75 milioni di utenti. Maggiore appunto dei 60 milioni di utenti di Spotify (15 milioni per la versione a pagamento) e i 17mila iscritti (tutti paganti) di Tidal, la neonata piattaforma creata dal rapper e produttore Jay Z e rilanciata da artisti del calibro di Madonna.
La stima è contenuta in un'indagine condotta tra i consumatori Usa, secondo la quale circa il 20% degli intervistati sarebbe propenso a pagare ad iTunes di Apple un abbonamento di circa otto dollari al mese per un servizio di musica in streaming. Percentuale che sale al 28% considerando gli utenti iOS, il sistema operativo per dispositivi 'mobile' di Cupertino. Se anche solo il 15% dei circa 500 milioni di utenti di iTunes avesse questa predisposizione, ipotizza la società d'analisi, il numero globale di utenti potrebbe arrivare per l'appunto a circa 75 milioni.
POSSIBILE DEBUTTO SULLA MUSICA A GIUGNO. Uno scenario che non passa inosservato in Europa dove, secondo indiscrezioni del Financial Times, le autorità starebbero esaminando gli accordi fra Apple e le case discografiche. Il mercato di riferimento è più che allettante: per la prima volta negli Usa i ricavi generati dalla musica in streaming hanno superato quelli delle vendite di cd. In questo mercato Apple potrebbe debuttare a giugno con un servizio nato dalle ceneri di Beats Music e al quale starebbero lavorando il musicista Trent Raznor e il noto produttore musicale Jimmy Iovane.
COLLABORAZIONE CON LE STAR SUI DIRITTI IL PUNTO CHIAVE. La collaborazione diretta con star della musica internazionale è un punto chiave per la questione dei diritti e c'è già chi, come Tidal, ne fa il proprio fiore all'occhiello. Il servizio acquistato dal rapper Jay Z - rilanciato non solo da Madonna ma anche da Rihanna e Beyoncé - assicura infatti agli artisti compensi maggiori delle altre piattaforme.
Una notizia «di rilievo», ha commentato Claudio Ferrante, presidente e fondatore dell'italiana Artist First, proprio «perché, per la prima volta, gli artisti in prima persona si sono uniti per dare un segnale forte e rimettere la musica e il rispetto della musica al centro della scena».
ENTRO L'AUTUNNO SINERGIE COI NETWORK TELEVISIVI IN USA. Oltre alla musica, dagli Usa arrivano anche nuove indiscrezioni sul fronte dello streaming tivù firmato Apple. Il colosso di Cupertino, secondo Re/code, avrebbe chiesto ai network televisivi interessati di condividere la programmazione che intendono mettere in onda. Il servizio dovrebbe arrivare entro l'autunno.

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