SCIENZA 8 Aprile Apr 2015 0800 08 aprile 2015

Mattoni della vita scoperti in un giovane sistema solare

Le molecole sono a base di carbonio. Individuate grazie al radiotelescopio Alma. Foto.

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L'Atacama large millimeter/submillimeter Array è un radiointerferometro situato a 5 mila metri d'altitudine nel deserto di Atacama in Cile.

Per la prima volta i 'mattoni' della vita sono stati scoperti in un giovanissimo sistema solare in formazione e sono così abbondanti che potrebbero riempire tutti gli oceani della Terra.
Le molecole individuate sono a base di carbonio e la loro presenza testimonia come la comparsa della vita sulla Terra non sia stata affatto un episodio unico nell'universo.
Pubblicata l'8 aprile su Nature, la scoperta si deve al gruppo coordinato dall'astronoma Karin Oberg, del centro di ricerca americano Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics.
Dal momento che le molecole individuate si trovano anche nelle comete del nostro sistema solare la scoperta, secondo Oberg Karin «prova che la stessa chimica esiste altrove nell'universo, in un luogo dove potrebbe formarsi un sistema planetario simile al nostro».
L'IMPORTANZA DEL RADIOTELESCOPIO ALMA. Le molecole sono state scoperte grazie al radiotelescopio Alma (Atacama large millimetre/submillimeter array), nel deserto di Atacama in Cile, nel disco planetario in formazione che circonda la giovanissima stella MWC 480, che ha un milione di anni (in confronto il Sole ha circa 4,5 miliardi di anni).
La stella dista 455 anni luce dalla Terra e la sua massa è il doppio della massa del Sole. Alla periferia del suo disco, nella regione analoga alla fascia di Kuiper del Sole che è popolata da pianetini ghiacciati e comete, sono state individuate molecole di cianuro di metile e di cianuro di idrogeno.
CARBONIO E AZOTO ESSENZIALI. I cianuri, hanno spiegato gli esperti, sono molecole organiche complesse importanti perché contengono legami di carbonio e azoto essenziali per la formazione degli aminoacidi, che sono i mattoni delle proteine. L'abbondanza di molecole individuate indica che i dischi di polveri che circondano le giovanissime stelle sono molto efficienti nel formare molecole organiche complesse e che le producono molto velocemente.
Questa formazione rapida, sottolineano gli autori, è essenziale per superare le forze che altrimenti romperebbero le molecole. L'ambiente in cui si sono formate è molto energetico: la radiazione emessa dalla giovane stella è così intensa che potrebbe facilmente rompere i legami chimici.
MOLECOLE INGLOBATE IN COMETE. Dal momento che questo sistema solare continua a evolversi, gli astronomi hanno ipotizzato che le molecole organiche potrebbero essere inglobate nelle comete che si stanno formando alla periferia della giovane stella. Così in futuro, a bordo delle comete, queste molecole potrebbero essere traghettate nelle regioni più interne del sistema e 'seminate' su pianeti ospitali per la vita, in modo simile a come potrebbe essere accaduto sulla Terra.

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