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ALLARME 23 Aprile Apr 2015 1849 23 aprile 2015

Le api si drogano coi neonicotinoidi

I pesticidi accusati dello spopolamento degli alveari piacciono a mellifere e bombi.

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Un apicoltore.

Sì, i pesticidi distruggono le colonie di api, e ciò che è peggio è che alle api sembrano pure piacere.
Due studi pubblicati il 22 aprile su Nature, rialzano il livello dell'allarme sulla moria delle api.
Sul banco degli imputati, ancora una volta, i neonicotinoidi, insetticidi largamente utilizzati perché completamente innocui nei confronti degli uomini, ma accusati da tempo di essere una delle cause principali del Colony collapse disorder (la sindrome dello spopolamento degli alveari).
LE PIANTE SI RIPRODUCONO GRAZIE A LORO. Non un problema da poco, dal momento che il 90% della produzione di cibo nel mondo dipende da circa 100 specie vegetali, e 70 di queste esistono solo grazie all'impollinamento delle api.
La prima delle due ricerche è stata condotta da un gruppo di scienziati dell'Università di Lund, guidato da Maj Rundlöf, che ha usato 16 campi di Colza, spargendo neonicotinoidi su 8 di questi e lasciandone 8 senza insetticida, e osservando le reazioni di api mellifere, bombi e di alcune api selvatiche della zona.
Quello che hanno scoperto è che le api mellifere non sembrano subire effetti negativi dai neonicotinoidi, ma per i bombi e le api selvatiche la musica cambia, con una presenza ridotta e il rallentamento della crescita delle colonie che si trovano nei campi trattati. Inoltre, nessuna delle regine è stata capace di riprodursi come ci si aspettava, mentre in sei degli otto campi non trattati si è assistito a un tasso di nascite normale.
I TEST SULLE MELLIFERE NON SONO SUFFICIENTI. Un risultato che dimostra come sia insufficiente testare esclusivamente sulle api mellifere l'impatto dei pesticidi, ignorando gli effetti che possono avere sulle altre specie.
A fare ancora più paura è lo studio realizzato dall'Università di Newcastle e dal Trinity college di Dublino, che ha dimostrato come le api siano effettivamente attratte dagli insetticidi.
Il sapore amaro dei neonicotinoidi non dà alcun fastidio alle mellifere, i cui neuroni del gusto non percepiscono alcuna differenza tra una zolletta di zucchero normale e una con l'aggiunta di insetticida. I bombi, invece, sembrano addirittura più inclini a mangiare i pesticidi, e addirittura potrebbero diventarne dipendenti.
«Le api non riescono a sentire il sapore dei neonicotinoidi nel loro cibo», ha spiegato Geraldine Wright, prima autrice dello studio, «questo le pone in pericolo di avvelenamento. Peggio ancora, adesso abbiamo le prove che le api preferiscono mangiare cibo contaminato coi pesticidi, che su di loro ha lo stesso effetto che la nicotina ha sugli uomini».
GLI AGRICOLTORI DIFENDONO I PESTICIDI. Una tesi per cui servono ulteriori prove, secondo quanto commentato da Linda Field, capo del dipartimento di chimica biologica e protezione dei raccolti alla Rothamsted reaserch. «Dobbiamo anche chiederci perché usiamo questi composti: possiamo permetterci di non tenere sotto controllo gli insetti infestanti? È accettabile che la produzione venga ridotta per questo? Gli altri insetticidi sono più sicuri per le api?».
La moratoria di due anni posta dall'Unione europea sui neonicotinoidi scade nel 2015, e bisogna decidere se rinnovarla. In gioco ci sono interessi contrapposti. E, forse, la sopravvivenza del pianeta.

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