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FRONTIERE 11 Giugno Giu 2015 1000 11 giugno 2015

Foteini Agrafioti: «Il nostro cuore farà da password»

L'elettrocardiogramma come chiave di accesso. Per auto, casa e pin. Agrafioti, guru della biometria: «I dispositivi leggeranno gli stati d'animo». E la privacy?

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Ci possono spiare le password, copiare i nostri codici e smerciare i dati personali.
Ma il cuore, quello no, non ce lo possono rubare.
LA CHIAVE È NEL TORACE. Foteini Agrafioti - origini greche, un Phd (dottorato di ricerca) in Electrical and computer engineering all'Università di Toronto e 10 anni da pioniere nella biometrica, la scienza che si occupa della misurazione dei nostri dati biologici - ha scoperto che la chiave della sicurezza informatica potrebbe nascondersi dentro al nostro torace.
È la forma delle onde del nostro elettrocardiogramma che è diversa per ognuno di noi.
E può essere riconosciuta dai dispositivi intelligenti e persino trasmettere il nostro stato d'animo.
UNA GURU DEL DIGITALE. Agrafioti, vice presidente e direttore di ricerca della società canadese Architech, è una dei guru digitali attesi a Milano tra l'11 e il 12 giugno per i 10 anni della manifestazione di 'Meet the media guru' e a Lettera43.it spiega le sue ricerche al crocevia tra biometria e intelligenza artificiale.
Il mondo che descrive sembra fantascientifico, ma è il futuro prossimo: in Canada Mastercard sta già sperimentando l'identificazione tramite elettrocardiogramma per i pagamenti con carte di credito.
PROBLEMI CON LA PRIVACY. Ma se la nuova frontiera ci condurrà a superare quelli che ora sembrano i maggiori problemi di sicurezza informatica e a nuove applicazione per aumentare il nostro benessere, porrà anche sfide sul fronte del diritto alla privacy e della violazione della nostra intimità.

Foteini Agrafioti, pioniere nella biometrica.

Inventato un braccialetto che comunica l'elettrocardiogramma via bluetooth

La giovane scienziata racconta la sua scoperta quasi per caso: «Ho letto accidentamente il report di un cardiologo che spiegava come la forma del nostro elettrocardiogramma fosse diversa per ognuno di noi. Un problema per eseguire le diagnosi mediche, un'opportunità per chi cerca la chiave per riconoscere con sicurezza l'identità di una persona».
Nel suo laboratorio canadese Agrafioti ha sottoposto i volontari che hanno partecipato alla sua ricerca a sforzi fisici, per capire se la forma dell'elettrocardiogramma avrebbe subito variazioni, e ha coinvolto anche persone affette da disturbi cardiaci per segnalare eventuali eccezioni.
NON CAMBIA SOTTO SFORZO. Il risultato è un database di circa mille elettrocardiogrammi tutti diversi che dimostra come la forma delle onde del nostro cuore non dipende né dall'esercizio fisico (che semmai ne modifica la frequenza) né dal nostro stato di salute, ma piuttosto da altri fattori come la posizione e la direzione del cuore all'interno della tassa toracica.
CREATA UN'APPLICAZIONE. Nel 2011 gli esperimenti si sono trasformati in un'applicazione pioneristica.
Foteini ha fondato assieme a Karl Martin la Byonim, società che ha raccolto 1,4 miliardi di finanziamenti.
E nel 2013 ha lanciato Nymi, una sorta di braccialetto che registra il nostro elettrocardiogramma e riesce a comunicarlo a tutti i dispositivi dotati di bluetooth in un raggio di alcuni metri, trasformandolo nella nostra identità centrale.
UTILE PER TUTTE LE CHIAVI. «L'Ecg può sostituire tutte le chiavi che usiamo ogni giorno per provare al mondo chi siamo, dalle chiavi di casa a quelle dell'automobile fino ai pin delle nostre carte di credito».
Un sistema che aumenterebbe il nostro grado di sicurezza.
«Oggi nelle sedi militari e governative si è diffuso l'utilizzo dei dati biometrici per l'identificazione personale, ma le impronte digitali che lasciamo ogni giorno su decine di superfici o il profilo facciale che può essere rubato anche solo catturando una nostra immagine offrono livelli di protezione nettamente più bassi».
L'elettrocardiogramma è in qualche modo custodito dentro di noi e può essere codificato solo attraverso un'iniziativa volontaria dell'individuo.
SICUREZZA NON AL 100%. Ovviamente la questione sicurezza si ripropone una volta che il codice è stato trasmesso ai dispositivi elettronici.
Foteini ammette che nessuno può assicurare l'inviolabilità dei dati al 100% e per questo propone una doppia chiave di sicurezza: un dato biometrico affiancato a un codice numerico.
Ma i suoi studi sulle 'onde del cuore' hanno fatto altri impressionanti passi avanti. E possono portare a nuove applicazioni e a ulteriori dilemmi etici.

La forma delle onde del nostro cuore non dipende dall'esercizio fisico.

I dispositivi elettronici potranno leggere i nostri stati d'animo

La nuova fase, come spesso accade nella storia della scienza, è cominciata smentendo la convinzione iniziale.
La scienziata e il suo team hanno creato un werable device, cioè un dispositivo indossabile, per registrare l'elettrocardiogramma di decine e decine di volontari nella loro vita di tutti i giorni.
E a questo punto hanno osservato delle variazioni dei risultati.
GIOIE E DOLORI DECISIVI. Da cosa dipendevano? Non dal cibo che ingurgitavano, né dalla loro attività fisica, ma dal loro stato d'animo: le terminazioni nervose fanno in modo che i dolori o le gioie che proviamo abbiano un effetto deformante sul nostro elettrocardiogramma.
Risultato? Nel 2013 Foteini ha cambiato il focus delle sue ricerche e nel suo laboratorio di Toronto ha iniziato a mostrare ai volontari fotografie e video che potessero indurre tristezza, gioia, dolore, compassione e a classificare le diverse forme del loro elettrocardiogramma, etichettandole in base ai diversi stati d'animo.
SENTIMENTI 'CAPTATI'. Grazie a questo materiale, Foteini sta mettendo a punto un software in grado di captare i nostri sentimenti del momento attraverso la lettura del nostro Ecg.
Chi pensava che nel futuro i computer sarebbero stati in grado di leggerci il pensiero, insomma, si deve ricredere. Ci leggeranno prima il cuore.
E non si tratta del futuro lontano, ma di quello che può succedere domani.
COCCOLATI DALLA CASA. «Quando torneremo a casa e saremo tristi, saranno le nostre pareti intelligenti a capire il nostro stato d'animo e a abbassare le luci o ad alzare la temperatura a creare automaticamente uno spazio che risponda al nostro stato d'animo, senza costringerci a premere un pulsante o comunque a fare una qualsiasi cosa che non vogliamo fare», spiega ancora Foteini in collegamento via Skype dal suo ufficio canadese.
Ma tra le applicazioni della sue ricerche non c'è solo la domotica (domus+robotica, e cioè la scienza che studia le tecnologie usate per migliorare la qualità della vita nella casa).
FEED BACK IN TEMPO REALE. La decodificazione dei nostri stati d'animo può essere applicata alla cura dei disturbi mentali e in particolare della depressione. Ma può avere un'amplissima diffusione anche nel settore educativo e della formazione: «Immaginate cosa può voler dire per un insegnante avere un feed back in tempo reale della sua lezione?».
Una rivoluzione, un'innovazione strepitosa sulla carta.
IL MARKETING CI SGUAZZERÀ? Ma se la capacità di leggere i nostri sentimenti finisse nelle mani dei maghi del marketing, il paradiso non rischia di trasformarsi in un inferno?
Dice Agrafioti che nel corso dei suoi studi si è trovata regolarmente di fronte a questo dilemma, cioè di rendersi conto di creare innovazioni capaci di mettere a rischio la privacy e di modificare la capacità di sorveglianza su cittadini e consumatori.
ALLA RICERCA DELL'EQUILIBRIO. Due sono le risposte che si è data. La prima: «Non possiamo fermare l'innovazione».
La seconda: «Non possiamo posticipare i problemi che ne derivano: dobbiamo trovare un equilibrio».
Per questo, spiega, «stiamo elaborando un software che incorpora un sistema di protezione disegnato sulle esigenze dell'utente e che solo l'utente può controllare».
La pressante e complessa questione della privacy e della protezione delle nostre informazioni personali non deve più essere posta in una seconda fase, ma fin dall'inizio, conclude: «Va affrontata prima dell'immissione di un prodotto sul mercato che sui dati costruisce il suo business».

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