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TECNOLOGIA 14 Luglio Lug 2015 1807 14 luglio 2015

Diritto all'oblio, dati svelati da Google per errore

Un'analisi del Guardian rivela: meno del 5% delle richieste proviene da personaggi pubblici. La maggior parte delle domande partite dall'Italia riguarda la categoria "gravi crimini".

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Dopo la sentenza della Corte di giustizia europea che nel 2014 ha imposto ai motori di ricerca di rispettare il diritto all'oblio, in molti avevano detto e scritto che la nuova disciplina avrebbe minato la libertà d'informazione, provocando un'ondata di richieste da parte dei potenti della Terra desiderosi di oscurare le tracce virtuali delle loro vecchie malefatte.
Un articolo di data journalism appena pubblicato dal Guardian sembra però smentire questa ipotesi. I dati mostrano infatti che il 95% delle richieste di cancellazione ricevute da Google proviene da semplici cittadini, intenzionati a proteggere i propri dati personali. Niente (o quasi) criminali, niente politici, niente personaggi pubblici.

Diritto all'oblio, il grafico mostra quante richieste di cancellazione sono state accettate da Google tra maggio 2014 e marzo 2015. (The Guardian)


CIRCA 220 MILA RICHIESTE TRA MAGGIO 2014 E MARZO 2015. In tutto, tra maggio 2014 e marzo 2015, Mountain View ha ricevuto circa 220 mila richieste di cancellazione da Google Search. Meno del 5% del totale riguarderebbe il passato di criminali, uomini politici e personaggi pubblici influenti.
Il Guardian ha spiegato di essersi basato per la sua analisi su dati nascosti nel codice sorgente di Google, contenuti per errore in vecchi report sulla trasparenza resi pubblici dallo stesso motore di ricerca. I dati fanno riferimento a più dei tre quarti di tutte le richieste di cancellazione ricevute da Google fino ad oggi (il numero complessivo ha superato quota 280 mila).
CINQUE CATEGORIE DI INFORMAZIONI SENSIBILI. Google, scrive ancora il Guardian, ha diviso le richieste di cancellazione pervenute in cinque categorie. Dati personali, tutela dei minori, richieste politiche, personaggi pubblici e gravi crimini. La stragrande maggioranza delle richieste (oltre il 95%) è risultata ricadere nella prima categoria. Meno di 200 richieste, invece, invocavano la tutela dei diritti dei minori.

Le richieste di cancellazione suddivise per Paese di provenienza. (The Guardian)

'GRAVI CRIMINI', ITALIA AL TOP. Dividendo le domande di applicazione del diritto all'oblio per Paese di provenienza, emergono poi alcune significative differenze. Mentre i francesi sembrano essere i più attenti alla protezione dei dati personali, gli italiani sono i più sensibili alle informazioni raccolte sotto l'etichetta 'gravi crimini'. Tutti i dati possono essere esplorati cliccando sul questo link.

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