Depressione Smartphone 150716124058
STUDIO 16 Luglio Lug 2015 1236 16 luglio 2015

Depressione, a rivelarla può essere lo smartphone

Un modello basato sul tempo trascorso al telefono e sugli spostamenti Gps ha identificato gli individui affetti dalla malattia con una precisione dell'87%.

  • ...

Uno studio della Northwestern University ha prodotto un modello in grado di individuare i sintomi della depressione attraverso i dati raccolti dallo smartphone.

Dallo smartphone di ciascuno di noi è possibile dedurre tante cose. Gusti, interessi, preferenze sessuali e orientamenti politici. Secondo uno studio appena pubblicato dalla Northwestern University, adesso è possibile capire anche se siamo depressi oppure no, in base a quanto lo usiamo ogni giorno e agli spostamenti tracciati dal Gps. Con una precisione dell'87%, tale da far invidia a molti test diagnostici.
Il modello, ideato da un gruppo di ricercatori dell'ateneo americano fondato nel 1851, necessita di ulteriori sperimentazioni su campioni più vasti, ma sembra promettente. Sfruttare i sensori del telefonino per identificare i soggetti a rischio, infatti, potrebbe in futuro consentire di assicurare ai pazienti trattamenti più rapidi e tempestivi.
IL METODO: DATI RACCOLTI ATTRAVERSO UN'APP. Attraverso un annuncio pubblicato su Craigslist, portale che ospita forum dedicati alla ricerca di lavoro, case e servizi alla persona, i ricercatori hanno reclutato 40 persone di età compresa tra i 19 e i 58 anni, cui hanno chiesto di compilare un comune modulo usato per identificare i sintomi della depressione. Dopodiché, per un periodo di due settimane, hanno tracciato i movimenti e monitorato l'uso dello smartphone dei partecipanti all'esperimento attraverso l'app Android Purple Robot.
LE VARIABILI DELLA DEPRESSIONE. Chi soffre di depressione tende a frequentare un numero inferiore di luoghi rispetto alla norma, si sposta fisicamente di meno, e dal punto di vista sociale tende a condurre un'esistenza fatta di poche frequentazioni. I ricercatori hanno quindi analizzato i dati di 28 partecipanti, per verificare l'eventuale presenza di una relazione tra alti livelli di utilizzo del telefono e spostamenti nello spazio tracciati dal Gps da una parte, e la depressione dall'altra. Il campione si è ridotto a 28 individui a causa di problemi tecnici sopravvenuti nel corso del test.
I RISULTATI DELLO STUDIO. Sohrob Saeb, informatico della Northwestern University e coautore dello studio, ha illustrato i risultati su The Verge: «Abbiamo scoperto che più un individuo è depresso, meno regolari sono i suoi movimenti». Chi soffre di depressione, ad esempio, tende a uscire di casa o a farvi ritorno a orari privi di regolarità. I ricercatori hanno anche scoperto che le persone maggiormente affette da depressione sono portate a trascorrere più tempo 'in compagnia' del loro smartphone.
ACCURATEZZA DELL'87%. Nel complesso, il modello elaborato è risultato capace di identificare persone con sintomi di depressione con una precisione dell'87%. Una quota tale da suggerire che i dati raccolti attraverso lo smartphone possano effettivamente funzionare come spie comportamentali, utili a livello diagnostico e medico. Justin Baker, psichiatra dell'Università di Harvard, ne ha dato conferma: «La novità introdotta da questo studio sta nel dimostrare che è possibile monitorare informazioni provenienti da soggetti diversi, i suoi risultati ne fanno uno strumento ragionevole per prevedere i sintomi della depressione».
SMARTPHONE USATO «PER SCOPI NON COMUNICAZIONALI». I ricercatori non sono stati in grado di distinguere però che tipo di utilizzo dello smartphone sia stato fatto dai partecipanti all'esperimento. Navigare su internet, giocare, oppure comunicare con altre persone attraverso Whatsapp, per esempio. Ma hanno ipotizzato che si tratti sostanzialmente di un uso «non comunicazionale». Navigazione solitaria, app per passare il tempo, attività in grado di distrarre dal dolore emotivo.
NUOVO TEST CON 120 PERSONE. Per colmare questa e altre lacune gli autori dello studio sono in procinto di far partire una nuova sperimentazione. Puntano a coinvolgere 120 persone, per un periodo di tempo più lungo, con l'obiettivo di migliorare l'affidabilità del loro lavoro scientifico.

Correlati

Potresti esserti perso