Kepler Telescopio 150723212144
TECNOLOGIA 23 Luglio Lug 2015 2118 23 luglio 2015

Kepler, il telescopio cacciatore di pianeti vivibili

Lanciato nel 2009, cerca sosia della Terra. Finora ne ha scovati tre.

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Il telescopio della Nasa Kepler.

Un vero e proprio 'cacciatore' di pianeti. È il telescopio Kepler, lanciato dalla Nasa il 7 marzo 2009. il 23 luglio, l'annuncio che è riuscito a individuare una 'nuova Terra', un pianeta 'gemello', al quale è stato dato il nome di Kepler 452b.
A CACCIA DI PIANETI ABITABILI. L'obiettivo principale di questo strumento, che fa parte del programma Discovery, è andare in cerca di pianeti che si trovano nella cosiddetta zona abitabile, ossia a una distanza tale dalla loro stella compatibile con l'esistenza di acqua allo stato liquido, e sui quali potrebbe essere possibile la vita.
Oltre 1.030 i pianeti esterni ('esopianeti') al Sistema solare finora individuati da questo 'astro-cacciatore', su un totale di 4.661 'candidati', che ha raccolto immagini e dati su oltre 150 mila stelle.
KEPLER 452B IL PIÙ PROMETTENTE. Di questi solo una dozzina sono grandi meno del doppio della Terra e nella "zona abitabile" dei sistemi solari, e il Kepler 452b è il più promettente.
Il super telescopio, la cui missione originariamente doveva durare tre anni e mezzo, era stata prolungata fino al 2016, ma un guasto due anni fa ne ha ridotto l'operatività costringendolo a un pensionamento anticipato. Dopo il guasto nell'estate del 2013 che lo aveva messo fuori uso, Kepler è tornato di nuovo attivo a dicembre del 2014: in quell'occasione scoprì un pianeta poco più grande della Terra ma probabilmente troppo caldo per ospitare forme di vita simili alla nostra.
LA VARIAZIONE NELLA LUMINOSITÀ. Kepler è stato così programmato per riuscire a cogliere le variazioni nella luminosità di stelle lontanissime: segnali importantissimi perché sono le spie del transito di un pianeta davanti al disco del loro sole. I suoi strumenti gli hanno permesso di conoscere molte cose dei pianeti: le dimensioni, la forma dell'orbita, la luminosità, la massa e la densità. Il telescopio ha cercato i pianeti con la tecnica dei transiti: quando il pianeta passa davanti al disco della sua stella c'è un calo di luce nella luminosità dell'astro, indizio che un pianeta ha occultato una porzione di stella.
IN ATTESA DI PLATO. A dare man forte a Kepler ci sono anche telescopi molto potenti ben piantati con i piedi per terra, e presto arriveranno nuove imponenti missioni spaziali come quella di Plato (Planetary Transits and stellar Oscillations), il satellite con 34 occhi progettati in Italia e capaci di scrutare contemporaneamente i pianeti esterni al Sistema solare alla ricerca di quelli più simili alla Terra.
Plato verrà lanciato dall'Agenzia spaziale europea (Esa) nel 2024: la sua missione vedrà l'Italia ancora in prima fila con l'Agenzia spaziale italiana (Asi) e l'Istituto nazionale di astrofisica (Inaf).

Gli altri gemelli della Terra

Kepler 452b, Il 'cugino' più anziano della Terra è solo l'ultimo dei sosia del nostro paese trovati finora, grazie anche alla vicinanza a una stella madre del tutto simile al nostro Sole che renderebbe possibile la presenza di forme di vita (ammesso che vi siano gli ingredienti necessari per svilupparla).
QUEL SOSIA A 600 ANNI LUCE DA NOI. In precedenza, il primato era detenuto da Kepler-22b, il primo 'gemello' scoperto nel 2011. Posto a 600 anni luce da noi, Kepler-22b ha un raggio pari a due volte e mezzo quello del nostro pianeta e si trova alla giusta distanza dal suo sole, intorno a cui orbita in un anno di 290 giorni.
Non proprio così simili, ma altrettanto entusiasmanti, si sono rivelati i due pianeti Kepler-62e e Kepler-62f, la cui scoperta venne annunciata dalla rivista Science nel 2013.
Questi sono i due pianeti più esterni di un sistema fatto da cinque mondi extrasolari posti intorno alla stella Kepler-62, molto simile al Sole.

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