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FUORILEGGE 30 Luglio Lug 2015 1355 30 luglio 2015

L'eterna piaga del bracconaggio, dal Sudafrica all'Italia

In Africa si caccia per soldi. In Usa ed Europa per hobby o tradizioni culinarie. Non solo leoni. Elefanti e tigri a rischio. Da noi nel mirino soprattutto volatili.

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Dopo la morte del leone Cecil è stata lanciata una petizione online.

Walter Palmer, il dentista americano che ha ucciso Cecil, leone simbolo del Parco nazionale di Hwange, in Zimbabwe, s'è giustificato dicendo: «Non sapevo che fosse famoso».
L'uomo, accusato anche di aver corrotto due guardie del parco per organizzare il safari, ora rischia fino a 15 anni di carcere.
La storia è rimbalzata sui giornali per via della notorietà di Cecil, splendido esemplare dalla criniera nera, e ha ricevuto una nuova spinta alla scoperta del suo uccisore, un anonimo 55enne del Minnesota, ma per il resto è tutt'altro che speciale: secondo il Wwf, il bracconaggio è in generale aumento a livello mondiale.
ELEFANTI E TIGRI NEL MIRINO. I leoni, pur essendo drasticamente calati di numero negli ultimi 30 anni, non sono nemmeno tra gli animali più colpiti. A essere in pericolo sono soprattutto alcune specie protette, cacciate perché zanne, corna o altre parti del corpo (spesso considerate taumaturgiche) possono essere rivendute a peso d'oro sul mercato nero.
I bracconieri puntano alla pelle e alle ossa delle tigri selvatiche, alle zanne degli elefanti e anche ai gorilla, i cui cuccioli spesso vengono rivenduti a collezionisti privati.
Il corno di rinoceronte, ritenuto dalla medicina tradizionale cinese afrodisiaco, in grado di guarire il cancro e di far passare la sbornia, viene venduto sul mercato nero a prezzi astronomici, fino a 90 mila euro al chilo.
IN SUDAFRICA CACCIA GROSSA AL RINOCERONTE. Nel solo Sudafrica le carcasse di rinoceronte ritrovate mutilate sono state 13 nel 2007, 668 nel 2012 e ben 1.004 nel 2013.
A nulla sono servite le punizioni esemplari, come quella a 40 anni di carcere a cui è stato condannato in Sudafrica un uomo accusato di contrabbando o i 27 anni a testa ai quattro cacciatori che avevano abbattuto alcuni rarissimi rinoceronti bianchi in Zimbabwe.
La condanna più pesante è stata data nel 2014, sempre in Sudafrica: ben 77 anni di carcere a un bracconiere locale che aveva ucciso tre cuccioli.

I cacciatori d'importazione: pagano per violare le regole

La carcassa di un rinoceronte bianco ucciso dai bracconieri all'interno parco nazionale Kruger (Sudafrica).

Ben diversa è la situazione dei cacciatori 'd'importazione', come Palmer, che non solo non vogliono arricchirsi ma sono spesso disposti a pagare profumatamente per violare le regole.
Un cacciatore di Dallas, Corey Knowlton, è addirittura riuscito a 'comprare' il diritto di abbattere un rinoceronte nero per l'equivalente di 317 mila euro, di fatto agendo come un bracconiere legale. I soldi - ha assicurato - sono andati al Conservation Trust Fund for Namibia's Black Rhino e serviranno a proteggere gli altri animali.
Il doppio standard usato con gli stranieri mostra tutte le sue contraddizioni nel caso dei boscimani della Central Kalahari Game Reserve del Botswana: secondo le denunce di Survival International, le autorità locali reprimono la caccia di sussistenza all'interno del parco, consentendo però ai turisti di cacciare giraffe e zebre nei parchi privati.
IN EUROPA DILAGA L'UCCELLAGIONE. In Europa e negli Stati Uniti la situazione è nettamente diversa: la maggioranza dei bracconieri è spinta da motivi ludici o dal desiderio di continuare tradizioni culinarie ormai considerate 'fuorilegge' a base soprattutto di passeri e piccoli volatili (come la nostrana 'polenta e osei').
Secondo l'associazione ambientalista tedesca Committee Against Bird Slaughter, in Spagna è particolarmente diffusa l'uccellagione, a Malta si usano richiami vivi, mentre in Germania i cacciatori spesso utilizzano i cadaveri dei primi animali abbattuti come 'esca' per attirare altri predatori.
Nel nostro Paese le principali vittime sono gli uccelli. Secondo i dati della Lipu, ogni anno vengono abbattuti 8 milioni di volatili protetti, dai fringuelli ai grandi rapaci, passando per specie in forte pericolo di estinzione come il nibbio reale, il capovaccaio e l'anatra marmorizzata.
ATTI DI BRACCONAGGIO IN AUMENTO DEL 30%. Tra i mammiferi i più colpiti stambecchi, caprioli e lupi, che vengono letteralmente decimati: l'associazione Life Wolf Alps stima che la morte di un lupo su 10 sia dovuta alla caccia di frodo.
In generale, i dati della Lega per l'Abolizione della Caccia parlano di un aumento di quasi il 30% degli atti di bracconaggio nel 2014 rispetto alla stagione precedente. Un dato preoccupante ma che è in parte dovuto, spiegano dal Nucleo Operativo Antibracconaggio, a semplici motivi economici: molti cacciatori prima 'legali' hanno deciso di non pagare più i soldi della licenza.
Anche da noi non mancano però giri di cacciatori di frodo 'di lusso', come quello scoperto ad aprile dalla Forestale di Caserta, con bunker clandestini affittati anche a 12 mila euro l'anno. Tra i 'trofei' sequestrati in un'operazione collaterale, anche due rare cicogne nere imbalsamate.

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