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AMBIENTE 13 Agosto Ago 2015 1705 13 agosto 2015

Come calcolare la propria Impronta ecologica

A metà agosto si sono già esaurite le risorse ambientali del pianeta per l'anno in corso. Gli italiani consumano il quadruplo di quanto dovrebbero. I peggiori? I qatarioti. Ecco come scoprire l'impatto di ogni individuo.

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Sapete che l'impatto che avete sul pianeta dipende sì dalle scelte del vostro governo, ma anche dal vostro amore per la frutta esotica, da quanto seguite la moda e addirittura dalla vostra situazione sentimentale?
Stranezze dell'Impronta Ecologica, l'unità di misura dell'impatto di un Paese o di un'azienda sulle risorse ambientali.
Oltre a permettere di calcolare l'Earth Overshooting Day, il giorno in cui l'umanità esaurisce “i risparmi” del pianeta per quell'anno, la formula può servire al singolo individuo per valutare e correggere i propri comportamenti inquinanti.

I Paesi 'virtuosi' sono Haiti, Afghanistan e Bangladesh

I fattori presi in considerazione sono molti: il consumo di energia, l'anidride carbonica emessa, il consumo di terreni agricoli, le caratteristiche degli edifici.
Una parte dell'equazione è modificabile in base alle abitudini di ciascuno, un'altra è fissa ed è assegnata in base alle scelte più o meno sostenibili delle autorità locali.
EMIRATI E QATAR I PEGGIORI. Quanto più il valore finale è vicino a 1, tanto più la produzione e il consumo di risorse si equivalgono, più la cifra è alta più il rapporto è sbilanciato. La media mondiale viaggia attorno all'1,5, motivo per cui l'Earth Overshooting Day arriva ormai prima della metà di agosto.
Secondo i dati del Global Footprint Network, che ha stilato un primo rapporto nel 2010, in testa alla classifica dei Paesi spreconi ci sono Emirati Arabi, Qatar e Bahrein, con un'impronta ecologica che supera il 10: se tutti avessimo lo stesso stile di vita di chi vive a Dubai, le risorse di una decina di pianeti non sarebbero sufficienti a sostenerci.
ITALIA A METÀ CLASSIFICA. La classifica prosegue con Danimarca, Stati Uniti e Belgio, che viaggiano attorno all'8 ed Estonia e Canada che si fermano al 7 (ma hanno entrambi una capacità di rigenerare le proprie risorse molto alta rispetto alla media).
In coda all'elenco, con un'impronta ecologia nettamente inferiore all'1, Haiti, l'Afghanistan, il Bangladesh. L'Italia si ferma a metà classifica, con un valore di circa 4. Un ritmo di consumo che supera di gran lunga la capacità di rigenerarsi del nostro ecosistema e ci porta ad andare in “debito” costante ogni anno.

L'andamento storico dell'Impronta ecologica italiana.

Dall'abbigliamento alle abitudini alimentari: i parametri da valutare

Ma come si calcola la propria impronta ecologica?
Nonostante alcuni valori fissi, il numero finale può variare molto, e a volte in modo sorprendente, in base alle abitudini personali.
Vivere in un appartamento in città porta ad avere un'impronta più bassa di chi ha una villetta in campagna.
Una famiglia con figli ha un consumo pro capite di energia molto inferiore a quello di un single e basta un solo lungo viaggio in aereo a vanificare mesi di spostamenti in bicicletta.
IL KM ZERO AIUTA IL PIANETA. Ci sono poi i consumi occulti: per tutti i capi di abbigliamento va calcolato il costo in termini di consumo del suolo e di anidride carbonica rilasciata per la tessitura e il trasporto.
Diventare vegani abbatte l'impronta ecologica, ma anche scegliere solo carne a chilometro zero.
E poi c'è il dilemma: meglio tenersi la vecchia auto inquinante o comprarne una nuova, sprecando altre risorse per produrla?
Per chi volesse evitare calcoli complicati, su internet esistono vari programmi che consentono di stabilire velocemente il proprio impatto sul pianeta.
L'EQUILIBRIO IMPOSSIBILE. Quello del Global Footprint Network, disponibile anche in italiano, stabilisce in base a parametri personali (il consumo di carne, l'uso di lampadine a risparmio energetico e le abitudini di viaggio) e a variabili locali “di quanti pianeti” l'utente avrebbe bisogno.
Un altro calcolatore è quello messo a disposizione dal Wwf svizzero, che inserisce tra i parametri l'acquisto di verdure di stagione, la quantità di cibo buttato ogni mese e l'anno di costruzione della casa.
Il questionario di Progetto Pandora tiene conto anche del tipo di vacanze e del numero di rubinetti in casa.
In tutti i casi è possibile rifare il test, per capire quali abitudini sarebbe meglio modificare. Per quanto ci si provi, scendere con la propria impronta sotto il due sembra purtroppo quasi impossibile.

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