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RICERCA 21 Agosto Ago 2015 1600 21 agosto 2015

Cervello, scoperto il meccanismo alla base dell'indecisione

Studio su Nature: i dubbi e i dilemmi legati all'interruzione del 'dialogo' tra le aree cerebrali. 

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Il pensatore di Rodin.

Non riuscire a scegliere, struggersi in dilemmi, avere dubbi amletici sulle decisioni da prendere. Capita a tutti, prima o poi. Ma si tratta di carattere o di un black out del momento?
A svelare il meccanismo alla base dell'indecisione è uno studio pubblicato sulla rivista Nature communications, secondo il quale i dubbi sulle scelte soggettive sono determinati da interruzioni nella comunicazione tra le aree del nostro cervello. Alla base di questo tipo di comportamento c'è l'intensità delle onde cerebrali e del flusso di informazioni che viaggia tra le diverse aree del cervello. I ricercatori coordinati da Christian Ruff dell'università di Zurigo hanno scoperto che più il flusso di informazioni è intenso più si è decisionisti, mentre se viene interrotto iniziano i problemi.
DIPENDE DAL 'DIALOGO' TRA AREE CEREBRALI. La fermezza di una decisione o di una scelta non dipende dunque solo da quanto sono attive una o più aree del cervello, ma dall'intensità della comunicazione tra le due aree del cervello che rappresentano le nostre preferenze o sono coinvolte nella programmazione di azioni. Una conclusione cui gli studiosi sono arrivati usando la stimolazione trans-cranica a corrente alternata, una forma non invasiva di stimolazione cerebrale. Con questa tecnica si è potuto intensificare o ridurre il flusso di informazioni tra la corteccia prefrontale, situata dietro la fronte, e la corteccia parietale sopra le orecchie. I soggetti esaminati dovevano scegliere tra vari cibi, sulla base delle preferenze o dei loro sensi. «Abbiamo così scoperto che le decisioni basate sulle preferenze sono meno stabili se il flusso di informazioni tra le due regioni del cervello viene interrotto», spiega Ruff. «Per le decisioni puramente sensoriali invece non c'era quasi effetto».
EFFETTO SULLE DECISIONI SOGGETTIVE. Quindi la comunicazione tra le due aree del cervello è importante solo «se dobbiamo decidere se ci piace qualcosa o no sulla base di fatti oggettivi». Non è stato però possibile rendere le decisione più ferme intensificando il flusso di informazioni. I risultati di questo studio, concludono i ricercatori, potranno essere usati per terapie future nei pazienti che soffrono di forte impulsività o indecisione a causa di disturbi cerebrali.

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