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GLOBAL WARMING 11 Settembre Set 2015 1400 11 settembre 2015

Emergenza clima, Carrefour partner al vertice di Parigi Cop21

A dicembre il vertice Onu con 60 Paesi per ridurre i livelli di emissioni nocive. L'impegno del gruppo francese: CO2 -40% entro il 2025.

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La presentazione del logo di Cop21 Parigi 2015.

Fissare nuovi paletti per limitare il surriscaldamento del pianeta. È questa la missione esplicita la 21esima sessione della Conferenza delle Parti (COP 21) in agenda a Parigi nel dicembre 2015 - e che vedrà la partecipazione di 60 Paesi - chiamata a essere una tappa decisiva nei negoziati del futuro accordo internazionale per il dopo 2020 (tra i quali anche quello di raccogliere finanziamenti per di 100 miliardi di dollari collettivi).
IMPEGNI ANCORA INSUFFICIENTI. Gli impegni assunti fino ad ora dai governi mondiali, è la verità espressa dai meeting in vista dell'appuntamento, non sono sufficienti: seguendo i trend attuali, si va verso un aumento delle temperature compreso tra i 3,7 e i 4,8 gradi centigradi che avrebbe effetti catastrofici in particolare sui Paesi più poveri; di conseguenza, più di 250 milioni di persone rischiano di essere sfollate a causa dei cambiamenti climatici.
Punto centrale è la necessità di fissare e rispettare livelli precisi di riduzione di emissione di CO2 entro livelli.
E su questo punto il governo francese ha fatto appello alle multinazionali e alle grandi imprese. Aziende che hanno «un ruolo indispensabile da svolgere nel promuovere il cambiamento».
LA MISSIONE DI CARREFOUR: EMISSIONE -40% ENTRO IL 2025. Carrefour, catena di supermercati e ipermercati francese e uno dei partner dell'evento di Parigi, ha fissato l’obiettivo di ridurre, tra oggi e il 2025, le emissioni di CO2 nei suoi negozi del 40% rispetto ai livelli del 2010.
Ad oggi il gruppo è riuscito a ridurre in Europa le emissioni del 30%.
In Italia, già dal 2005, Carrefour ha messo a punto un progetto di efficienza energetica strutturato ed integrato nei piani strategici aziendali, che ha già permesso di ridurre del 30% il fabbisogno energetico al metro quadrato dei punti vendita.
Un risultato decisamente importante, che equivale a 80 mila tonnellate di CO2 in meno immesse nell’atmosfera.

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