Energia Ente Nazionale 150916165603
INIZIATIVA 16 Settembre Set 2015 1600 16 settembre 2015

Eni si toglie la cravatta per l'ambiente

Durante i mesi estivi dipendenti senza cravatta in ufficio: l'iniziativa del gruppo per ridurre i consumi dei condizionatori. Tagliate le emissioni di CO2 di 140 tonnellate.

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Una delle sedi Eni.

Ecologismo casual. Più che una moda quello di togliersi giacca in ufficio è una questione di risparmi energetici: non occorre più aria condizionata selvaggia, il posto di lavoro è più informale e l'ambiente ringrazia.
Virtuosa ed economicamente conveniente, originale e perfino chic Eni si toglie la cravatta è l'iniziativa che il gruppo energetico italiano ha lanciato nel 2007 e che ogni anno coi suoi risultati sorprendenti testimonia la bontà della scelta.
La trovata è quella di invitare i dipendenti per i mesi estivi a recarsi in ufficio indossando un abbigliamento, in modo da consumare meno e lavorare meglio. In questo modo, sostengono i dirigenti, è possibile alzare di un grado la temperatura negli ambienti di lavoro contribuendo a contenere le emissioni di CO2.
RISPARMIATE 140 TONNELLATE DI CO2 E 343 MILA KWH. Mica poco se si pensa che già dal primo anno in cui l'iniziativa è entrata in vigore (nel 2007 un semplice sondaggio interno all'azienda raccolse il consenso bulgaro di 9 dipendenti su 10 che si dissero entursiasti dell'idea) si evitò di immettere nell'ambiente 112 tonnellate di anidride carbonica. Da giugno a settembre quest'anno sono salite a 140 tonnellate, a spanne qanti ne vengono dispersi in 1070 viaggi andata e ritorno in aereo sulla tratta Milano-Roma o alle emissioni di un'auto nuova per compiere 30 volte il giro del mondo.
Non solo. Un piccolo giro di vite al termostato ha garantito ancora una volta sorprendenti risparmi energetici, e un taglio di consumi pari a quasi 343 mila kilowattora, una quantità corrispondente ai consumi elettrici annui per uso domestico di circa 290 persone.
LA RIVOLUZIONE ECOLOGICA GIAPPONESE DEL DRESS CODE. A rivoluzionare il dress code in nome dell'ambiente fu il programma Cool Biz, varato dal governo giapponese dell'allora premier Junichiro Koizumi nell'estate del 2005 sulla scia del protocollo di Kyoto (cui poi fece seguito l'operazione gemella Warm Biz per i mesi invernali).
Del resto risparmio dell’energia elettrica e il controllo delle emissioni di CO2 è una priorità dalla quale non è possibile sottrarsi, da tempo ormai il tema è entrato prepotentemente non solo nelle politiche pubbliche ma anche nell’agenda aziendale di diverse società. E l'iniziativa di Eni è presto stata presa a modello da altre società come Geox, Marinella, Benetton e realtà istituzionali come il Ministero dell’Ambiente.

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