Fenomeno Della Cosiddetta 150925202941
SCIENZA 25 Settembre Set 2015 2030 25 settembre 2015

Eclissi di superluna, lo spettacolo che terrà tutti svegli

Tra il 27 e il 28 settembre un fenomeno rarissimo: si ripeterà soltanto nel 2033.

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Il fenomeno della cosiddetta 'luna rossa'.

Luna piena 'super', alla minima distanza dalla Terra, e 'rossa' allo stesso tempo, tinta dall'ombra del nostro pianeta: una combinazione spettacolare che è stata visibile anche dall'Italia nella tarda notte tra domenica 27 e lunedì 28 settembre.
LA PROSSIMA NEL 2033. L'eclissi di superluna è un evento astronomico abbastanza raro, la prossima sarà nel 2033. Quella di lunedì notte non è stata un'eclissi 'normale', ma ha avuto la particolarità di avvenire nello stesso momento in cui la luna si trovava alla minima distanza dalla Terra, ad appena 356.876 chilometri. «Una eclissi di superluna», ha spiegato Paolo Volpini, dell'Unione astrofili italiani (Uai). «La luna si trova al perigeo, ad appena 356.876 chilometri dalla Terra, un'ora prima del massimo dell'eclissi. I due eventi sono quindi quasi coincidenti».
GRANDE L'8% IN PIÙ. Il nostro satellite, in versione 'super', si è mostrato circa l'8% più grande rispetto alle sue dimensioni medie e questo ha reso l'eclissi ancor più spettacolare. «La fase di totalità dell'eclissi è molto lunga» - ha aggiunto Volpini - «circa un'ora e 12 minuti e quindi vale la pena prolungare le osservazioni. Anche con cielo parzialmente nuvoloso, c'è tutto il tempo per sperare di coglierla tra una nuvola e l'altra». Lo spettacolo è stato visibile da tutta l'Italia ed è iniziato in modo graduale a partire dalle 3.07. Il disco lunare si è tinto completamente di rosso per oltre un'ora, a partire dalle 4.11 fino alle 5.23. «Dato che l'eclissi è avvenuta nella parte finale della notte» - ha spiegato - «si è vista la luna eclissata sempre più vicina all'orizzonte occidentale». Nonostante l'eclissi totale, la luna non è scomparsa del tutto alla vista ma è rimasta piuttosto velata da un colore rosso bruno. «La 'colpa'» - ha spiegato Giuseppe Petricca dell'Uai - «è tutta dell'atmosfera della Terra, dato che il sottile strato di gas che ci circonda devia i raggi solari a causa della rifrazione. Dato che la lunghezza d'onda della luce rossa viene diffusa in modo meno efficace rispetto alla lunghezza d'onda blu, la superficie della Luna piano piano va a prendere una colorazione dai toni rossastro/marroncini, in riferimento a quanto il satellite si addentra nel cono d'ombra».

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