INNOVAZIONE 30 Settembre Set 2015 1500 30 settembre 2015

Auto elettriche, da Apple a Tesla: le cose da sapere

Lo scandalo Volkswagen accelera lo sviluppo dell'alternativa eco. Mercato europeo +53%. Modelli puri o ibridi. Né CO2 né NOx. E Tim Cook sceglie Bmw come partner. Foto.

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Lo scandalo Volkswagen ha anche un lato green.
Può contribuire a dare una spinta decisiva allo sviluppo delle auto elettriche (foto), in Europa e negli Stati Uniti.
In tempi non sospetti, cioè pochi giorni prima dell'esplosione del Dieselgate, il Ceo di General Motors Mary Barra dichiarava: «Il settore dell'auto è destinato a cambiare più nei prossimi cinque anni che negli ultimi 50».
Una previsione da prendere sul serio.
«IL CONCETTO DI AUTO CAMBIA». «Aziende come Apple, Google e Tesla intendono innovare in profondità il modello concettuale dell'automobile, trattandola come se fosse un pezzo della tecnologia dell'informazione», aggiunge a Lettera43.it Giuseppe Berta, docente di Storia dell'Industria all'Università Bocconi di Milano.
Un approccio potenzialmente rivoluzionario.
Oggi, però, a che punto siamo? Quali sono i punti forti e i lati deboli della mobilità elettrica a emissioni zero? E le principali novità in arrivo sul mercato?
ANCHE GLI IBRIDI NEL MIRINO DELL'ICCT. Intanto l'International Council of Clean Transportation (Icct), l'ente che ha scoperto il software truffaldino della Volkswagen, giovedì 1 ottobre ha denunciato consumi ed emissioni reali molto più elevati di quelli omologati anche per le auto ibride, soprattutto per le ibride plug-in. In particolare la Mitsubishi Outlander Phev, omologata con emissioni di CO2 di 49 g/km, nell'utilizzo reale sfiorerebbe i 150 g/km.

1. Tesla apre uno stabilimento europeo: in Italia Model 3 da 45 mila euro

  • Il lancio del Suv Tesla Model X.

Elon Musk - amministratore delegato di Tesla, casa automobilistica nata nella Silicon Valley che produce solo auto elettriche - ha appena inaugurato la sua prima fabbrica europea.
Lo stabilimento, finora utilizzato solo per il riassembalggio di veicoli prodotti Oltreoceano, si trova a Tilburg, in Olanda, e ha intenzione di produrre 450 auto a settimana.
Tutte le versioni della Tesla Model S (una berlina che costa intorno ai 70 mila dollari) e il Suv Model X, lanciato martedì 29 settembre negli Stati Uniti, verranno costruite a Tilburg.
ENTRO IL 2020 500 MILA AUTO L'ANNO. Nel 2014 Tesla ha venduto 35 mila auto e punta a produrne 500 mila all'anno entro il 2020.
Il mercato degli Stati Uniti, al momento, assorbe circa il 50% della sua produzione, quello europeo il 30%, quello cinese il 10%.
Le consegne del Suv Model X sono pronte a prendere il via nei prossimi 8-12 mesi.
Il prezzo base è di 132 mila dollari, che salgono a quota 142 mila per la versione più accessoriata.
TESLA MODEL 3 PRESTO ANCHE IN ITALIA. Per il 2016, inoltre, Tesla ha promesso il lancio di una nuova vettura, la Model 3.
Un'auto elettrica da 35 mila dollari che, secondo fonti vicine all'azienda contattate da Lettera43.it, sul mercato italiano costerà 45 mila euro.
Tesla nel complesso non ha ancora prodotto utili, ma in Borsa ha raggiunto una capitalizzazione di 34 miliardi di dollari. Segno che gli investitori credono fortemente nelle sue potenzialità.

2. Immatricolazioni delle elettriche in crescita: +53% nel 2015

Nel 2014 in Europa sono stati immatricolati 75.331 nuovi veicoli elettrici, in aumento del 36,6% sul 2013.
BOOM IN GRAN BRETAGNA. La crescita maggiore si è verificata in Gran Bretagna (+300,8%), seguita dalla Germania (+70,2%) e dalla Francia (+29,8%).
I dati sono dell'Acea (European Automobile Manufacturers' Association).
Nei primi sei mesi del 2015, inoltre, le immatricolazioni di auto elettriche sono cresciute del 53% rispetto allo stesso periodo del 2014, passando da 18.024 unità a 27.575 unità.

3. Due alternative a diesel e benzina: motori solo elettrici o ibridi

Esistono due tipi principali di veicoli elettrici: i Bev (Battery electric vehicles) e i Phev (Plug-in hybrid electric vehicles).
AUTONOMIA DI 100 CHILOMETRI. I Bev sono alimentati interamente da energia elettrica immagazzinata in una batteria, hanno un'autonomia di circa 100 chilometri e impiegano dalle 6 alle 8 ore per ricaricarsi completamente a 220 volt (la potenza di una normale presa casalinga).
I Phev sono veicoli ibridi alimentati sia da energia elettrica ricaricabile, sia a benzina.
Le gamme dei costruttori variano, ma di solito i Phev sono in grado di percorrere tra i 20 e i 65 chilometri prima di entrare in modalità ibrida e iniziare a consumare benzina.

4. Manca uno standard per l'alimentazione: il nodo dell'integrazione

Riuscire a rendere omogeneo il processo di ricarica per i diversi tipi di veicoli elettrici è considerato dagli esperti del settore un fattore cruciale per incrementare la loro diffusione.
Al momento, tuttavia, manca uno standard comune per le spine, le stazioni di ricarica e le reti di distribuzione dell'energia: la competizione prevale sull'integrazione.
Le stazioni di ricarica Level 2 (240V) funzionano con modelli come la Nissan Leaf e impiegano circa otto ore per una ricarica completa.
SI POSSONO INSTALLARE IN CASA. Installare una stazione di ricarica di questo tipo nel garage di casa è piuttosto semplice e comporta una spesa relativamente contenuta.
Le stazioni Level 3 o Power DC (480V) ricaricano più velocemente, ma sono pochi gli impianti elettrici domestici in grado di alimentarle.
Una terza tipologia è rappresentata dai Supercharger di Tesla. La compagnia fornisce degli adattatori per chi possiede veicoli elettrici Level 2, ma esistono stazioni di ricarica dedicate esclusivamente ai modelli Tesla.

5. L'efficienza dei motori elettrici arriva al 90%: tre volte quella di un benzina

Secondo le case produttrici, i motori elettrici raggiungono attualmente un'efficienza che sfiora il 90%, quasi tre volte superiore a quella di un motore a benzina, la cui efficienza si riduce al 35% a causa della dispersione generata dal calore.
NESSUN INQUINAMENTO. I veicoli elettrici, inoltre, non emettono sostanze inquinanti dal tubo di scappamento: né CO2 (punto debole dei motori a benzina), né NOx (tallone d'Achille dei motori diesel, al centro dello scandalo Volkswagen).
Tuttavia, i motori elettrici presentano due limiti essenziali, che le tecnologie disponibili non hanno ancora consentito di superare: la quantità di energia immagazzinabile dalle batterie e il loro tempo di ricarica.
LA TESLA 'DURA' 400 KM. L’auto elettrica più evoluta in commercio, la Tesla Model S, ha un'autonomia effettiva che va dai 300 ai 400 chilometri, a seconda della versione.
Collegata a una normale presa di corrente a 220V, ogni ora di ricarica corrisponde a 36 chilometri di autonomia.
Con un apposito connettore a muro montato in garage, per 'fare il pieno' ci vogliono quattro ore e mezza. In una stazione Supercharger, infine, basta circa un'ora.

6. Le stazioni di ricarica: in Europa e Usa sono più di 20 mila

Negli Stati Uniti, alla fine del 2014, le stazioni di ricarica per auto elettriche hanno superato quota 20 mila.
Stessa cifra anche in Europa, secondo uno studio condotto dalla Amsterdam Roundtables Foundation in collaborazione con McKinsey&Company.
IN CINA NUMERO DECUPLICATO. In Cina, invece, tra il 2010 e il 2014, il loro numero è salito da 76 a 723.
Una mappa interattiva globale è disponibile sul sito PlugShare.com.
Se le stazioni di ricarica sono ancora poche a confronto con le pompe di benzina, il trend però è in crescita. E in Italia, a maggio del 2015, Tesla ha inaugurato il Supercharger più grande d'Europa, che si trova in Valle d'Aosta.

7. Emissioni zero: ma l'anidride carbonica viene prodotta ugualmente

Autonomia e ricarica sono sicuramente i principali punti deboli delle auto elettriche.
Un altro nodo riguarda le batterie, che contengono metalli come litio, nichel e cadmio.
La Tesla Model S funziona grazie a 7 mila batterie costruite da Panasonic.
IONI DI LITIO. Probabilmente, dal momento che l'azienda mantiene un riserbo quasi assoluto su questo argomento, si tratta di batterie agli ioni di litio, che sfruttano una combinazione di litio, nichel, cobalto e ossido di alluminio.
In gergo tecnico vengono chiamate «batterie Nca» e normalmente hanno la seguente composizione: 80% nichel, 15% cobalto, 5% alluminio.
Non è però chiaro quale sia l'esatto mix messo a punto da Tesla e Panasonic.
In ogni caso, si tratta di materie prime disponibili in quantità limitata.
IMPATTO AMBIENTALE ALTO. L'Epa, in un suo rapporto del 2013, concludeva che le batterie agli ioni di litio sono quelle che hanno il potenziale più alto dal punto di vista dell'impatto ambientale.
Insomma, se è vero che l’auto elettrica non produce emissioni inquinanti in fase di utilizzo, non è del tutto esente da problematiche ambientali.
I dati del Dipartimento dell’Energia statunitense - che confrontano le emissioni prodotte ogni anno da veicoli elettrici, ibridi e tradizionali, tenendo conto di tutta la filiera dell’energia - dicono che negli Stati Uniti la quantità di anidride carbonica prodotta da un’elettrica è pari al 60% di quella di un’auto con motore a combustione interna.

8. L'indiscrezione: Apple Car in collaborazione con Bmw

Prima il Wall Street Journal, che ha rivelato come nel 2019 Apple intenda lanciare un'automobile con il marchio della mela.
Poi il settimanale Forbes, che ha aggiunto ulteriori dettagli.
Il prossimo sbarco di Cupertino nel mondo dell'auto viene annunciato da fonti autorevoli e mette in subbuglio il settore.
ASSUNTI TECNICI EX TESLA. Apple, dopo aver assunto a luglio Doug Betts, ex manager Fca esperto di manifattura e produzione di automobili, ad agosto ha reclutato da Tesla Jamie Carlson e altri sei tecnici, esperti nello sviluppo di automobili senza pilota.
Adesso la mela avrebbe anche trovato un partner.
Bmw e Apple starebbero infatti lavorando insieme per produrre una nuova vettura basata sulla Bmw i3, con abitacolo in carbonio, a trazione esclusivamente elettrica, mobilità improntata alla sostenibilità ed emissioni zero.
Forbes ha confermato che negli ultimi mesi ci sono stati incontri e trattative tra la casa automobilistica tedesca e la multinazionale americana.
IN CAMPO È SCESO TIM COOK. In campo sarebbe sceso direttamente il numero uno di Apple, l'amministratore delegato Tim Cook, con tanto di visita riservata agli stabilimenti Bmw in Germania.
Si fanno già previsioni sui costi: quello della Apple Car potrebbe aggirarsi attorno ai 50 mila euro, pilota escluso.
Le voci che la volevano senza pilota, in stile Google, sembrano infatti destituite di fondamento.

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