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SCIENZA 9 Ottobre Ott 2015 1845 09 ottobre 2015

La Nasa: «Mai così vicini a sbarcare su Marte: obiettivo 2030»

L'amministratore capo Charles Bolden: «A differenza di Apollo, andremo per restare».

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Il pianeta Marte.

La Nasa «non è mai stata più vicina a mandare l'uomo su Marte»: ad affermarlo è stato l'amministratore capo Charles Bolden, presentando i prossimi passi per portare l'uomo sul Pianeta rosso intorno al 2030.
Il programma di 'colonizzazione' spaziale che la Nasa intende portare avanti con partner privati e stranieri sarà presentato nel Congresso internazionale di astronautica che si apre il 12 ottobre a Gerusalemme.
È tutto condensato in 36 pagine, l'obiettivo finale è quello di «espandere la presenza umana nel sistema solare e portare uomini su Marte».
PROGRESSI NEGLI ANNI. Il documento raccoglie tutti i progressi fatti negli ultimi anni, a partire dai tanti risultati ottenuti grazie alla collaborazione della Stazione spaziale internazionale (Iss) fino ai test per le capsule Orion che porteranno gli astronauti nelle future missioni di esplorazione spaziale. Un piano davvero ambizioso e espresso chiaramente sin dalle prime righe: «La Nasa sta portando gli Usa e tutto il mondo in viaggio verso Marte. Come il programma Apollo, ci imbarchiamo in questo viaggio per tutta l'umanità. A differenza di Apollo, andremo per restare».
ANCORA MOLTI OSTACOLI. Per portare un giorno l'uomo a passeggiare sulla superficie del Pianeta rosso il lavoro e gli ostacoli sono ancora molti ma, come spiega il documento, sono tutti alla portata. Una delle chiavi vincenti sarà la cooperazione internazionale, ben rodata per la Iss, e la partecipazione di aziende private, come Space X e Orbital. I passi da fare si articolano in tre fasi, la prima è testare le tecnologie necessarie per una lunga missione e tutelare la salute degli astronauti. La seconda è la necessità degli strumenti necessari a fare questo lungo viaggio in sicurezza. Proprio per questo si sta completando lo sviluppo delle capsule Orion, il nuovo potente razzo Sls e le nuove missioni robotiche come quella per 'acchiappare' un piccolo asteroide e portarlo in orbita attorno alla Terra per poterlo studiare da vicino. Ultima ma non meno importante è quella di riuscire a garantire 'indipendenza', ossia rendere possibile avere cibo, carburante e tutto il necessario per viaggi così lunghi. Per superare tutti gli ostacoli sono allo studio già da tempo le tecnologie necessarie ad atterrare e decollare dal pianeta, serre per la produzione di verdure e sistemi di propulsione elettrica.

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