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ALIMENTAZIONE 26 Ottobre Ott 2015 1953 26 ottobre 2015

Oms, i nutrizionisti: «Non esistono cibi da evitare»

Le carni lavorate entrano nella lista delle sostanze dannose. Ma gli esperti avvisano: «Demonizzarle è sbagliato, il segreto dell'alimentazione è la varietà».

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Spaghetti, pollo, peperoni, tre polpette e sei bigné... lo stomaco è pesante, non ne posso più...
Vi ricordate lo spot Anni 80 che faceva il verso a Fred Buongusto e per promuovere le virtù di un noto digestivo metteva in jingle un menù che avrebbe richiesto un bidone di bicarbonato?
Un attentato allo stomaco da dilettanti.
Additivi chimici, processi di trattamento e metodi di cottura possono causare ben di peggio della sensazione di aver ingoiato un macigno.
L'ALLARME DELL'OMS SULLE CARNI ROSSE. Ad esempio, ce l'hanno ricordato gli esperti di Airc e Oms, meglio non convertirsi alla religione americana del barbecue. E abbandonarsi senza freni alla libido della carne rossa «bruciacchiata», più gustosa certamente ma anche potenzialmente pericolosa per l'organismo perché capace di «sviluppare sostanze cancerogene».
Lo denunciarono già nel 2007 gli oncologi italiani: i principali fattori di rischio di sviluppare neoplasia, «sono il forte consumo» di questi tagli «soprattutto se cotti alla brace».
AL PARI DI FUMO E AMIANTO. Ma un discorso simile vale per quelli salati, essiccati, fermentati, stagionati, affumicati.
Le carni lavorate come i wurstel, ci ricordano gli esperti dell'Oms, vanno inserite nel gruppo 1 delle circa 115 sostanze che causano il cancro a pericolosità più alta, come il fumo, l'amianto, l'arsenico e il benzene. Detta così, insomma, mangiarsi una pietanza affumicata non equivale a succhiarsi un pacchetto di sigarette ma poco ci manca.

L'allarmismo sui cibi «da evitare», un'enciclopedia sempre aggiornata

Per l'Oms le carni lavorate sono cancerogene.

Il monito è solo l'ultimo di una serie di studi che nel corso degli anni ci hanno ricordato quanti e quali sarebbero i prodotti pericolosi per la salute. Avvisi puntualmente amplificati dal megafono mediatico.
Tanto che ciclicamente, a dar retta agli allarmisti, di cibi da evitare come la peste ce ne sarebbe per una riempire un'enciclopedia.
Un 'ricettario per il tuo peggior nemico' che nemmeno Giuda avrebbe partorito se fosse stato lo chef dell'ultima cena.
Se, ad esempio, pensate a un antipasto a base di salumi sappiate che la scuola di sanità pubblica di Harvard ha scoperto che 50 grammi di carne lavorata al giorno (pancette e salsicce) aumentano del 42% il rischio di malattie cardiache e del 19% quello di diabete di tipo2: colpa dei conservanti di nitrato.
PASTA E PANE: OCCHIO ALLA FARINA. Un primo come la pasta al ragù di problemi ne ha addirittura due. Uno è costituito dalla pasta, solitamente consumata bianca quindi priva del germe di grano (la parte più nutriente) e potenzialmente in grado di creare “colla” all’interno dell’intestino che a lungo andare impedisce sempre più l’assorbimento delle sostanze nel tratto digestivo (e lo stesso ritornello vale pure per il pane bianco).
L'altro dalla carne venduta nei supermercati: ricca di tossine, farmaci, antibiotici se fresca e di conservanti come il nitrito di sodio (che subisce trasformazioni chimiche in seguito alle quali le sue molecole risultano potenzialmente cancerogene) se inscatolata.
UN BRODINO DI GLUTAMMATO MONOSODICO. Meglio un brodino allora? Se fatto col dado nemmeno per sogno. Il segreto della sapidità è il glutammato monosodico, un additivo che può causare anche il cancro.
Per sottilette e formaggini vale lo stesso discorso fatto per i wurstel. Sono composti da miscele di formaggi non fermentati a sufficienza, o invendibili, o avariati che vengono fusi tutti assieme e resi morbidi spesso grazie all'utilizzo dei pericolosi polifosfati.
Le patatine contengono, invece, alti livelli di acrilamide, sostanza cancerogena che si attiva quando gli alimenti sono riscaldati a temperature elevate mediante cottura o frittura.
ALT AGLI ZUCCHERI. Di dessert, naturalmente, manco a parlarne: lo zucchero raffinato è noto per aumentare rapidamente i livelli di insulina e può causare la nascita di cellule tumorali.
Il gelato confezionato, contenente grassi transgenici, esaltatori di sapori e coloranti.
E se dopocena volete spaparanzarvi davanti alla tivù almeno evitate di farlo con una busta di popcorn (zeppi di grassi saturi) o bibite gasate analcoliche (che sono zucchero liquido, causano malattie di fegato cuore e reni). E le cole 'light'? contengono aspartame, un dolcificante sintetico indovinate un po'... cancerogeno.

I nutrizionisti: «Varietà e misura sono le chiavi dello star bene»

Pietro Antonio Migliaccio, medico nutrizionista e Presidente della Società Italiana di Scienza dell'Alimentazione (S.I.S.A.).

La lista è infinita, in costante aggiornamento e probabilmente da prendere poco sottogamba. Anche se nel giorno dell'allerta dell'Oms su carne in scatola, hot dog e prosciutto il New York Times, sulla rubrica di Aaron Carroll (professore di pediatria alla Indiana University School of Medicine), ha invitato a usare discernimento di fronte agli allarmi degli studi sul cibo: «Quasi tutto quello che pensiamo di sapere in fatto di nutrizione è basato su studi piccoli e difettosi».
Nessun riferimento agli alimenti messi sul banco degli imputati dall'organizzazione mondiale della sanità, ma a buon intenditor...
Il punto centrale - e sulla critica i nutrizionisti sono (quasi) tutti d'accordo - non è tanto cosa mangiamo ma la quantità che consumiamo di ciascun alimento.
CARNE ROSSA «MAI PIÙ DI DUE VOLTE A SETTIMANA». E questo vale anche per la carne rossa che, avvisa il professor Pietro Antonio Migliaccio (presidente della Società italiana di scienza dell'alimentazione) «è un eccellente fonte nutrizionale ma non deve essere mangiata per più di due-tre volte la settimana» e, ad esempio in Italia viene invece consumata con una frequenza doppia (3-4 volte la settimana secondo lo studio Oms).
«Sostenere che la carne rossa o altri alimenti in commercio siano nocivi per la salute crea allarmismi e alibi pericolosi», spiega. «Non è eliminando alcuni cibi che si migliora la nostra salute. Al contrario è necessario seguire un'alimentazione varia e completa, anche all'interno della stessa giornata».
DEMONIZZARE È SBAGLIATO. «È la standardizzazione, la ripetitività dell'alimentazione che crea carenze nutrizionali», gli fa eco il professor Eugenio Del Toma, specialista in scienza dell'alimentazione e in gastroenterologia. «È sbagliato demonizzare i cibi trattati industrialmente. Come mangerebbero miliardi di persone senza il fondamentale trattamento conservativo utilizzato nelle grandi aziende?».
I cibi in commercio, prosegue, «sono tutti validi ma devono essere consumati come un mosaicista utilizza tesserine di colore diverso per dar vita alla sua opera».
E se proprio non vi fidate c'è sempre il 'superpomodoro'. È stato ottenuto nei laboratori del centro di ricerca britannico John Innes (dal gruppo di cui fa parte anche l'italiano Eugenio Butelli) e promette di farvi 'ubriacare' di benefici antiossidanti: ne contiene una quantità pari a 50 bottiglie di vino rosso, ma non si corre il rischio di una sbronza.

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