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SALUTE 6 Novembre Nov 2015 1600 06 novembre 2015

Etichette alimentari, come riconoscere le frodi

Quantità. Scadenze. Allergeni in grassetto. Conservazione. Additivi. E calorie. Sulla confezione ora c'è tutto. I cibi migliori hanno massimo 5-6 ingredienti.

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L'etichetta deve essere «immediatamente comprensibile dal consumatore».

Quasi sette italiani su 10, dice la Coldiretti, sono in allarme per i crimini alimentari.
E ritengono che la crisi abbia fatto incrementare ancora di più i rischi.
Tempestati dalle notizie sulle frodi, sul ritiro dei cibi e sui rischi collegati alle etichettature, la domanda più comune è: come ci si può tutelare negli acquisti di ogni giorno?
NUOVA NORMA DAL 2014. Dal 13 dicembre 2014 è entrata in vigore la normativa europea che ha imposto precisi criteri di espressione dell’etichettatura col fine di informare il più possibile il consumatore.
In generale, un'etichetta è trasparente (o leggibile) quando «è immediatamente comprensibile dal consumatore».
Deve quindi essere «decifrabile da tutte le tipologie di consumatori».
INDICAZIONI OBBLIGATORIE. Il Consiglio dei ministri ha dato l'ok alla reintroduzione nel nostro ordinamento dell'indicazione obbligatoria della sede dello stabilimento di produzione o confezionamento per i prodotti alimentari a partire dal 2016.
«È una battaglia vinta», ha commentato il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina.
La norma riguarda gli alimenti prodotti in Italia e destinati al mercato italiano.
«SONO PIÙ COMPRENSIBILI». Luciano Atzori e Sabina Rubini, membri della commissione di studio “Igiene, sicurezza e qualità” dell’Ordine nazionale dei biologi, spiegano a Lettera43.it: «Le etichette, rispetto a prima, sono diventate più comprensibili e dettagliate. Se si parla di olio, ora c’è l’obbligo di specificare la tipologia, che sia di oliva, di palma, di girasole o di qualsiasi altra natura».
«ALLERGENI PURE SUI MENÙ». Non solo: «Gli allergeni, sostanze che in soggetti predisposti possono provocare violente allergie se non addirittura choc anafilattici, sono evidenziati in grassetto e quindi immediatamente riconoscibili dal consumatore. Anche sul menù dei ristoranti».
In una recente indagine Nielsen il 63% degli italiani vuole dalle aziende più informazioni sulle etichette, ma anche una maggiore facilità di lettura e consultazione.
VOGLIA DI ESSERE INFORMATI. Il 53% preferirebbe leggere le informazioni sugli scaffali dei punti di vendita, il 31% sui volantini dei punti di vendita, mentre il 27% opta per campagne di sensibilizzazione nelle scuole e il 23% gradirebbe una campagna attraverso i media.
Sono almeno cinque i punti essenziali da leggere per comprendere meglio un'etichetta.

1. Date: occhio alla scadenza e al termine minimo di conservazione

Il giorno di scadenza rappresenta un limite tassativo, oltre il quale il prodotto non deve essere consumato.
Il termine minimo di conservazione (Tmc), invece, è la data in cui il prodotto deve essere preferibilmente consumato.
CAMBIA ODORE O SAPORE. Oltre quel limite il prodotto può ancora essere consumato senza rischi per la salute, ma può aver subito modifiche delle sue caratteristiche originarie, per esempio l’odore e il sapore.

2. Ingredienti: l’elenco è in ordine decrescente

La legge impone che le sostanze contenute siano trascritte in ordine decrescente per quantità.
Di conseguenza, mettendo a confronto due prodotti simili a cui siamo interessati, è possibile capire quale dei due sia migliore qualitativamente.
Esempio: tra due tipi di biscotti, a parità degli altri ingredienti, è meglio acquistare quello in cui l'olio extra vergine di oliva (più sano) compare per primo (e quindi significa che è in maggiore quantità) rispetto all'olio di palma (più nocivo).
IN GRASSETTO GLI ALLERGENI. Attenzione anche agli alimenti in grassetto: significa trovarsi di fronte a degli allergeni.
Per citarne alcuni: cereali contenenti glutine, crostacei, latte, uova, arachidi, semi di sesamo e tutti i loro prodotti derivati.

3. Conservazione e trasporto: catena del freddo fondamentale

Il produttore ha l’obbligo di indicare le eventuali condizioni di conservazione di un prodotto alimentare (in luogo asciutto e fresco, lontano da fonti di calore, a una temperatura che non superi i 4 gradi, eccetera).
Indicazioni che vengono date per consentire non solo una conservazione adeguata dell’alimento prima dell’uso, ma anche e soprattutto dopo l’apertura della confezione.
RISCHIO DI ALTERAZIONE. Nel caso di prodotti surgelati per esempio, è indispensabile cercare di mantenere nel trasporto fino a casa la famosa catena del freddo, onde evitare che prodotti deperibili, risentendo degli sbalzi di temperature soprattutto in giornate calde, giungano a casa già alterati.

4. Additivi: possono influire sui bambini

Indicati con la lettera E seguita da una numerazione di tre cifre (E100, E300) vengono inseriti in etichetta mediante questi codici o con sigle che ne specificano la funzione svolta: coloranti, conservanti, antiossidanti, emulsionanti, addensanti.
MIGLIORANO L'ASPETTO DEL CIBO. Gli additivi sono sostanze che vengono liberamente aggiunte dall’industria alimentare per svolgere determinate funzioni tecnologiche e che in alcuni casi servono a migliorare l’aspetto del prodotto.
In presenza di certi coloranti, evidenze scientifiche hanno dimostrato reazioni iper cinetiche o difficoltà dell’attenzione in bambini in età scolare.
Quindi, c’è obbligo di inserire in etichetta la dicitura «può influire sull’attività e l’attenzione dei bambini».

5. Dichiarazioni nutrizionali: valore calorico ed energetico

La maggior parte delle volte è presente una tabella nutrizionale in cui vengono specificate informazioni che riguardano sia il contenuto calorico sia quello nutritivo dell’alimento.
DATO RIFERITO A 100 G/100 ML. L’indicazione del valore energetico è riferita a 100 g/100 ml dell’alimento, oppure alla singola porzione.
I valori obbligatori da riportare possono essere così riassunti: il valore energetico, la quantità di grassi di cui acidi grassi saturi, e carboidrati di cui zuccheri, proteine, sale.

Ma le frodi ancora resistono: quando l'etichetta non corrisponde al contenuto

Con il Qr code si possono leggere le etichette dallo smartphone.

Le frodi alimentari sono ancora tante e spesso ben nascoste: una cosa è l’etichetta, un'altra è il reale contenuto.
Ancora Atzori e Rubini spiegano: «Il caso più eclatante è stato quello di una tisana dimagrante che al suo interno conteneva farmaci in una dose ben sopra il limite consentito dalla legge».
«MASSIMO 5-6 INGREDENTI». Un consiglio? «Scegliere prodotti contenenti massimo 5-6 ingredienti, in quanto più naturali. Più ingredienti sono segnalati maggiore è il rischio di incorrere nella presenza di additivi».
È immaginabile una “etichetta del futuro”, legata alla Rete, alla tracciatura elettronica e alla possibilità di avere dati sempre certi e sempre fruibili a livello europeo?
«IL QR CODE È INNOVATIVO». «In Italia alcune aziende hanno già messo sul mercato le etichette intelligenti, che si possono leggere dal cellulare attraverso il Qr code», concludono i biologi.
«Alcuni consumatori consapevole stanno già usufruendo di questo servizio. Sono però ancora una piccola quota, in molti non lo conoscono o non possiedono dispositivi per accedere alle informazioni, come i moderni smartphone».

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