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TECNOLOGIA 25 Novembre Nov 2015 0852 25 novembre 2015

Polonia, viaggio nel polo digitale di Varsavia

Big G apre il Campus nella capitale polacca. Sempre più all'avanguardia nell'It. Le startup fioriscono. E la città si candida a diventare hub strategico del digitale.

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da Varsavia

Il quinto Google Campus nel mondo è stato inaugurato giovedì 19 novembre a Varsavia e ha aperto al pubblico lunedì 23.
La capitale polacca segue Londra e Madrid come sede del terzo campus per startup in Europa voluto dalla multinazionale statunitense.
Un progetto nato nel 2011, il cui logo ricorda il videogioco Anni 80 Pac-man, e che può contare anche sui campus di Seul e Tel Aviv.
L'apertura di una struttura a San Paolo, in Brasile, è inoltre prevista per l'inizio del 2016.
Il termine 'campus' non metta fuori strada; si tratta infatti di una rivisitazione degli aggregatori di startup esistenti in giro per il mondo, con alcune migliorie.
UN LUOGO DI CONFRONTO PER STARTUP. L'idea è quella di creare un luogo d'incontro e confronto per le startup del territorio così da incoraggiare i rapporti personali nel mondo digitale. Fare networking, insomma.
Per questo il cuore del campus varsaviano è un accogliente caffè dotato di wifi gratuito al quale si aggiungono aule per workshop, seminari e conferenze, oltre a spazi di coworking.
Il tutto curato assieme ai polacchi di Innovation Nest, fondo di venture capital con sede a Cracovia, e ai britannici di TechHub.
L'azienda di Mountain View crede molto nel progetto campus, tanto da avervi investito circa 215 milioni di dollari nell'arco di quattro anni. Secondo i dati comunicati da Google, inoltre, i campus già attivi hanno sinora contribuito alla creazione di 4.600 nuovi posti di lavoro e contano oggi circa 70 mila membri.

La facciata del Google Campus. © Pawel Kowalik

Una capitale in forte espansione digitale

La scelta di Varsavia come quinto tassello del progetto è avvenuta per una serie di motivi precisi.
La capitale polacca, al pari di Cracovia e Wrocław (Breslavia), ospita già uffici di Google in cui lavorano centinaia di programmatori e sviluppatori di software.
Inoltre, può contare su un fertile tessuto di Pmi digitali in grande espansione. Startup nate e sviluppatesi di recente e che sono andate ad aggiungersi alla fiorente industria dei videogame già attiva da alcuni anni sulle sponde della Vistola.
Una scena digitale in espansione tanto da convincere decine di giovani polacchi esperti di nuove tecnologie emigrati all'estero a tornare in patria.
IL PROGETTO DI UN HUB EUROPEO. In questo senso, Google Campus è solo l'ultimo anello di una catena che vede già attive importanti realtà varsaviane come l'aggregatore di startup Reaktor o Geek Girls Carrots, organizzazione tutta al femminile rivolta a facilitare e incoraggiare l'ingresso delle donne nel mondo delle aziende digitali.
Non a caso, la capitale polacca è considerata da Mountain View il luogo ideale per divenire uno dei principali hub europei per le nuove tecnologie. Come ha affermato dal palco di Varsavia Matt Brittin, presidente di Google Europa: «Questo campus è un passo concreto per aiutare la Polonia e l'Europa centro-orientale a innovare e fare impresa. Sarà un nuovo spazio destinato agli imprenditori alla ricerca di conoscenza, opportunità di fare network su scala mondiale e aiuto nel creare imprese globali capaci di cambiare il mondo».
Il campus varsaviano si trova in via Ząbkowska nel quartiere di Praga Połnoc, sulla sponda orientale della Vistola. Un'area rimasta per decenni ai margini della città e che gode tuttora di una dubbia reputazione presso molti varsaviani.
UN CANTIERE A CIELO APERTO. Tuttavia, è proprio a Praga che si concentrano alcuni dei maggiori investimenti e interventi di riqualificazione urbana della capitale.
Gli ultimi 12 mesi hanno visto l'arrivo nel quartiere della seconda linea della metropolitana, l'apertura di un nuovo museo e di una miriade di caffè, gallerie d'arte, spazi di coworking. Senza contare ambiziosi progetti come la costruzione di una marina circondata da grattacieli accanto allo Stadio Nazionale (costruito per gli Europei di calcio 2012), e la nuova sala concerti dell'Orchestra sinfonica.
Il nuovo Google Campus ha sede in una turrita palazzina neogotica di mattoni rossi costruita a fine Ottocento per ospitare gli uffici di una fabbrica di vodka e oggi ristrutturata con gusto vintage e una lieve sovrabbondanza di arredi Ikea.
L'area che circonda il campus è stata a lungo abbandonata ed è oggi un vasto cantiere a cielo aperto. A lavori ultimati, vi saranno non solo nuovi condomini, ma anche aree verdi, servizi, ristoranti, locali e istituzioni culturali.

L'ingresso della struttura. © Pawel Kowalik

Il campus come luogo per aiutare a fare impresa

Rafał Plutecki opera da 20 anni nel settore dell'It ed è a capo del campus varsaviano: «Qui puntiamo a integrare tutte le comunità di startup dell'Europa centro-orientale», spiega a Lettera43.it. «Vogliamo dare a queste attività uno spazio per crescere e prosperare. Sappiamo quanto siano importanti lo scambio di idee così come la possibilità di cooperare con altre realtà in questo campo e il nostro campus darà l'opportunità di farlo. La speranza è di creare nuovi posti di lavoro e incoraggiare la crescita del settore tecnologico nel territorio, cosa già avvenuta con gli altri Google Campus».
Un processo virtuoso che Sarah Drinkwater, responsabile del Google Campus londinese, conosce bene. È lei a mostrarci i 1.600 metri quadri divisi su tre piani della nuova struttura della capitale polacca: «Per noi la cosa importante è avviare e incrementare un processo di cooperazione reciproca non solo qui a Varsavia e in Polonia, ma anche con i nostri campus europei e internazionali», sottolinea Sarah. «A Londra abbiamo persone provenienti da 157 Paesi che frequentano il campus e qui a Varsavia si sono già iscritti membri di 35 diverse nazionalità».
«IL MERCATO INTERNO NON BASTA». Agli incontri promossi dal campus londinese hanno partecipato, fra gli altri, il presidente di Alphabet (la nuova società a cui fa capo Google), Eric Schmidt e il fondatore di Wikipedia, Jimmy Wales.
Il fine ultimo è che Varsavia possa presto attrarre nomi di un simile calibro, per ispirare i giovani imprenditori digitali del luogo.
«Per un'azienda che opera in questo campo e con sede in Polonia, Germania o nel Regno Unito il mercato interno non presenta sempre spazi sufficienti», ricorda Sarah. Per questo motivo è stato lanciato il programma Exchange che permette ai creatori di startup dell'Europa centro-orientale di incontrare i manager di aziende digitali di successo.
Fra loro Krzysztof presidente e fondatore di ZenCard, una startup varsaviana che è riuscita a ottenere fondi per 2 milioni di euro: «Se sei una startup devi trovare il modo di divenire globale per avere successo», dice. «La Polonia ha sì 37 milioni di abitanti, ma resta un Paese troppo piccolo per costruire qualcosa di duraturo e ottenere i fondi necessari a operare nelle nuove tecnologie».
IL DIVARIO TRA GENERAZIONI. Per avere un futuro in questo settore in perenne cambiamento e dove la concorrenza può essere spietata, è importante conoscere, ascoltare e confrontarsi. Marcin si occupa proprio di questo seguendo il programma di mentoring del campus che prevede un supporto fornito da esperti di Google ai neo-fondatori di startup: «Possiamo aiutare in marketing, strategia di business, ricerca di fondi, acquisizione di traffico on line e supporto legale», spiega. «A oggi sono 29 i dipendenti di Google in Polonia pronti a fare da mentor in questi campi, mentre una trentina di startup polacche parteciperanno ai nostri primi incontri».
Obiettivo: fare di Varsavia un luogo di incontro e aggregazione anche per chi, a prima vista, può apparire lontano o escluso dal settore digitale: «Il 21% dei nostri 1.400 iscritti sono donne e abbiamo programmi riservati all'imprenditoria femminile così come agli over 50», assicura Rafał Plutecki.
L'auspicio è che il campus e le sue iniziative sappiano comunicare con il territorio, aiutando a ridurre il divario tecnologico esistente fra nuove e vecchie generazioni in Polonia, magari grazie all'idea di qualche startup made in Warsaw.

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