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PARIGI 30 Novembre Nov 2015 1343 30 novembre 2015

Clima, parte la Cop21 per frenare il riscaldamento globale

Il presidente Obama ammette le colpe degli Stati Uniti: «Abbiamo creato il problema, ora troviamo soluzioni». Fondi per i Paesi in difficoltà. Putin: «Limitare di due gradi il global warming».

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Il presidente Barack Obama alla conferenza sul clima di Parigi.

Si è aperta con il 'pentimento' di Barack Obama la Cop21, la conferenza sul clima organizzata a Parigi per affrontare le sfide globali del cambiamento climatico.
«Sono venuto di persona come rappresentante della prima economia e del secondo inquinatore mondiale per dire che noi, gli Stati Uniti, non solo riconosciamo il nostro ruolo nell'aver creato il problema, ma che ci assumiamo anche la responsabilità di fare qualcosa in proposito. Possiamo cambiare il futuro qui e adesso», ha detto Obama. Fino all'11 dicembre saranno riuniti a Le Bourget 150 leader da tutto il mondo, accolti dal presidente francese Francois Hollande e il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon.
HOLLANDE: «NESSUN PAESE LASCIATO SOLO». Il padrone di casa, Francois Hollande, ha ricordato come lotta a terrorismo e cambiamento climatico siano «due grandi sfide che dobbiamo affrontare», perché «ai nostri figli dobbiamo lasciare di più che un mondo libero dal terrore. Un pianeta preservato dalle catastrofi, un pianeta sostenibile. Nessun Paese deve essere lasciato solo». Hollande ha rivolto un pensiero particolare a quelle isole che potrebbero rapidamente sparire a causa dell'innalzamento del livello del mare: «Voglio essere il loro portavoce», ha detto il presidente francese.
OBIETTIVO: LIMITARE IL GLOBAL WARMING. L’obiettivo della Cop21 è un accordo universale, con obblighi precisi e costrittivi per i contraenti, per limitare il riscaldamento climatico: un target ambizioso, quello di far aumentare di soli due gradi la temperatura globale, rispetto all’era preindustriale, ma ci sono Paesi ancora più ambiziosi, Italia compresa, che puntano a limitare l’incremento di riscaldamento a 1,5 gradi. I negoziati saranno serrati, un accordo ci sarà certamente ma la sfida sarà che non sia deludente, come accaduto nel 2009 alla Conferenza di Copenaghen.
AI PAESI PIÙ VULNERABILI 234 MILIONI DI DOLLARI. All’apertura della conferenza l’Italia e altri 10 Paesi tra cui Stati Uniti, Francia, Germania e Gran Bretagna hanno annunciato un contributo complessivo di 248 milioni di dollari (234 milioni di euro) per l’adattamento degli Stati più vulnerabili ai cambiamenti climatici. L’Italia verserà due milioni di dollari entro la fine del 2015 e ha assicurato un forte impegno per aumentare il proprio sostegno nei prossimi anni, già a partire dal 2016. Nella dichiarazione congiunta degli 11 Paesi si sottolinea che l’Lcdf, gestito dalla Global environment facility, «ha un ruolo chiave nell’affrontare bisogni di adattamento urgenti e immediati dei Paesi meno sviluppati, concetrandosi sulla riduzione della vulnerabilità di settore e risorse cruciali per lo sviluppo nazionale, come acqua, agricoltura e sicurezza alimentare».
BILATERALE A PORTE CHIUSE PUTIN-OBAMA. A margine della conferenza sul clima, è iniziato anche l'incontro bilaterale a porte chiuse tra il presidente russo Vladimir Putin e Barack Obama. Putin, prima di riunirsi con il presidente americano, ha parlato della necessità di raggiungere un «accordo globale, efficace, equilibrato» e «giuridicamente vincolante, che permetta alle economie di svilupparsi» e limiti di «due gradi» il riscaldamento climatico.
Putin ha auspicato «un nuovo accordo nel solco di quello di Kyoto, che risponda agli interessi delle nostre popolazioni».
«ASSAD DEVE LASCIARE IL POTERE». Nel corso del loro colloquio Obama e Putin hanno parlato anche della guerra civile siriana.
Obama, secondo l'agenzia di stampa Bloomberg, ha ribadito la posizione degli Stati Uniti sul futuro di Bashar al-Assad: il presidente siriano deve lasciare il potere.
I due leader hanno discusso anche della crisi in Ucraina, e secondo il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov «si sono espressi a favore di un avanzamento verso l'avvio della soluzione politica» in Siria.

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