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SPAZIO 3 Dicembre Dic 2015 1546 03 dicembre 2015

In orbita Lisa, la sonda che studia le vibrazioni dell'universo

Le onde gravitazionali sono previste dalla teoria della relatività. Ma finora nessuno è riuscito a "vederle". Il progetto dell'Easa punta a scoprire la materia oscura.

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La sonda Lisa in un rendering.

Sarà Lisa la prima a studiare dallo spazio le vibrazioni dell'universo. Il suo lancio si è concluso con successo.
Il satellite europeo è partito dalla base di Kourou, nella Guyana Francese, e due ore dopo ha raggiunto l'orbita.
Le onde gravitazionali, previste dalla teoria della relatività di Albert Einstein, possono essere considerate l'eco prodotta da eventi molto violenti nel campo gravitazionale, come esplosioni di supernovae, collisioni tra buchi neri, rotazione di pulsar o il Big Bang. Osservarle è stato finora impossibile perchè la forza gravitazionale non viene assorbita dalla materia. Per farlo servono strumenti enormi e sensibilissimi strumenti. Molti ne esistono a terra, come l'italiano Virgo, ma un osservatorio nello spazio potrebbe semplificare molto la caccia a queste sfuggenti vibrazioni.
LO SCOPO DELLA MISSIONE. Aprire la strada alla caccia spaziale delle onde gravitazionali è il compito della missione Lisa Pathfinder, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), alla quale l'Italia partecipa con la sua agenzia spaziale (Asi) e l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Il suo compito è testare le tecnologie necessarie a dare il via a un ambizioso osservatorio spaziale da costruire nei prossimi anni.
«Imparare a 'vedere' le onde gravitazionali sarebbe una rivoluzione paragonabile all'invenzione del telescopio», ha detto il coordinatore scientifico della missione, Stefano Vitale, dell'Università di Trento e dell'Infn. «Ci permetterebbe di vedere tutto quello che ancora ci sfugge, ossia la stragrande maggioranza dell'universo, come la materia oscura».
IL PROGETTO eLISA. Lisa Pathfinder è solo il primo passo. Il suo compito è aprire la strada a un mega telescopio, grande milioni di chilometri eLisa (evolved Laser Interferometer Space Antenna), uno dei più ambiziosi progetti in cantiere dell'Esa. «Che le onde gravitazionali esistano è praticamente una certezza, ma il problema è riuscire a vederle», ha detto Marco Pallavicini, dell'Università di Genova e dell'Infn. «Lisa non vedrà le onde gravitazionali, ma ci servirà a dimostrare di saper costruire uno strumento capace di farlo: eLisa». Il progetto, da 2 miliardi di euro, potrebbe vedere la luce nel 2034. Il cuore di eLisa saranno tre satelliti distanti tra loro milioni di chilometri e collegati da un fascio laser, necessario a cogliere le più piccole increspature dello spazio-tempo.

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