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CLIMA 9 Dicembre Dic 2015 1721 09 dicembre 2015

Groenlandia, scioglimento dei ghiacci a tempo di record

Velocità raddoppiata in 100 anni. La denuncia alla Cop21: pezzi di iceberg in strada a Parigi.

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L'opera dell'artista danese Olafur Eliasson a Parigi.

Basteranno 100 tonnellate di iceberg della Groenlandia nel cuore di Parigi per ottenere un accordo sul clima e fermare lo scioglimento dei ghiacci?
In occasione della Cop21, la conferenza internazionale Onu sui cambiamenti climatici, l'artista danese Olafur Eliasson ha depositato 12 enormi blocchi di ghiaccio artico sulla piazza del Panthéon, sulla rive gauche della capitale francese. L'obiettivo è denunciare lo scioglimento dei ghiacciai causato dal riscaldamento climatico.
I ghiacciai della Groenlandia, in particolare, si stanno ritirando a velocità record.
VELOCITÀ RADDOPPIATA IN UN SECOLO. Nell'ultimo secolo, secondo uno studio della Columbia University, la velocità con cui il ghiaccio si sta sciogliendo è almeno raddoppiata rispetto agli ultimi 9.500 anni.
Lo studio evidenzia anche l'estrema sensibilità dei ghiacciai alle variazioni di temperatura. Per monitorare crescita e riduzione dei ghiacciai gli scienziati hanno estratto dei campioni di sedimento da un lago alimentato da ghiacciai nella Groenlandia sudorientale. Poi hanno confrontato le analisi di questo estratto con quelle di simili sedimenti presi in Islanda e nell'isola di Baffin in Canada.
TEMPERATURE TROPPO ALTE. «Accadono due cose», spiega il co-autore della ricerca William D'Andrea, paleoclimatologo dell'Osservatorio terrestre Lamont-Doherty della Columbia University. «La prima è che c'è una graduale diminuzione della quantità di luce solare alle alte latitudini in estate. Ma se questa fosse l'unica cosa che accade ci aspetteremmo un avanzamento lento dei ghiacciai».
Tuttavia a un certo momento si è inserita anche l'azione umana che ha iniziato a bruciare combustibili fossili e ha provocato l'aggiunta di anidride carbonica in atmosfera, prosegue. Così «i ghiacciai, che starebbero altrimenti crescendo, cominciano a sciogliersi perché le temperature estive sono più alte».
«Se paragoniamo il tasso con cui i ghiacciai si sono ritirati negli ultimi 100 anni a quello cui si ritirarono quando scomparvero tra 8-7mila anni fa - aggiunge D'Andrea -, si evince che la velocità del ritiro negli ultimi 100 anni è stata di circa il doppio».
ALLARME DEI GOVERNI ARTICI. Un altro allarme è stato lanciato dai governi della Groenlandia e della regione canadese del Nunavut, insieme all'Inuit circumpolar council. «L'Artico sta subendo acuti impatti legati al cambiamento climatico, tra cui fusione del permafrost, estremi aumenti di temperatura, perdita di ghiacciai e ghiaccio marino, eventi meteorologici estremi e danni alla fauna selvatica».
Per evitare ulteriori distruzioni, legate in gran parte ad «attività che hanno luogo fuori dall'Artico», i capi di questi governi chiedono alla conferenza Onu per il clima un accordo che prenda misure per «rendere certo che l'aumento di temperatura globale resti tra 1,5 e 2 gradi», riconosca «e protegga i diritti delle popolazioni indigene» garantendo üguale accesso al diritto allo sviluppo», ma soprattutto «non imponga ulteriori oneri finanziari alle regioni artiche».
I tre governi chiedono inoltre che l'accordo «promuova il bisogno di misure di adattamento in aree toccate in modo sproporzionato dal cambiamento climatico come l'Artico» e riconosca «l'importanza delle conoscenze indigene e il loro significativo contributo» alle ricerche sulle evoluzioni del clima in corso.

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