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EMERGENZA 23 Dicembre Dic 2015 1437 23 dicembre 2015

Polveri sottili: le cause, i rischi e i possibili rimedi

Milano e Roma invase da Pm2,5 e Pm10. Che in Italia fanno 60 mila morti l'anno. Traffico e combustione i fattori scatenanti. I consigli per salvaguardare la salute.

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Legambiente lancia l'allarme: città italiane soffocate dallo smog.

Tra targhe alterne, riscaldamenti centellinati ed estemporanee danze della pioggia le città italiane le provano un po' tutte pur di arginare l'inesorabile avanzata dello smog.
L'ultimo campanello d'allarme porta la firma di Legambiente che, attraverso la campagna Pm10 ti tengo d'occhio, ha stilato l'elenco dei capoluoghi che più volte hanno superato le soglie di polveri sottili imposte per legge. A farla da padrone è Milano, con 86 giorni oltre i limiti, seguita da Roma e Napoli.
POLVERI SOTTILI FACILMENTE INALABILI. Da anni, tuttavia, il particolato atmosferico è considerato tra gli inquinanti più dannosi per la salute, per via delle sue caratteristiche che lo rendono facilmente inalabile dall’apparato respiratorio e delle alte concentrazioni che si registrano specialmente in ambienti urbani.
Pm10 e Pm2,5 altro non sono che le sigle usate per identificare due delle numerose frazioni in cui vengono classificate le polveri sottili, in base al diametro aerodinamico uguale o inferiore a 10 o 2,5 micron (µm), pari a 10 millesimi di millimetro.
Per comprendere queste dimensioni, basti immaginare lo spessore di un capello: le polveri sottili hanno un diametro 30 volte inferiore.
ALL'ORIGINE TRAFFICO E COMBUSTIONE. Tali sostanze possono avere origine sia da fenomeni naturali (processi di erosione del suolo, incendi boschivi, dispersione di pollini) sia, in gran parte, da attività antropiche (opera di esseri umani), in particolar modo traffico e processi di combustione, ma pure usura dell'asfalto e degli pneumatici.
Se le polveri sottili dal diametro di 10 micron sono inalabili e si accumulano nei polmoni, quelle da un diametro da 2,5 sono addirittura respirabili: ciò significa che possono penetrare nei nostri polmoni fino ad accumularsi nel sangue e raggiungere varie parti del nostro organismo.
Così, se i danni legati alle polveri sottili di Pm10 sono circoscritti al sistema respiratorio, quelli legati alle polveri sottili Pm2,5 potrebbero estendersi anche ad altri tessuti.
L'ALTA TOSSICITÀ DEL PM10. Il famigerato Pm10, nello specifico è costituito da un insieme di particelle di materiale solido e liquido in sospensione nell'aria. I maggiori componenti sono il solfato, il nitrato, l'ammoniaca, il cloruro di sodio, il carbonio, le polveri minerali e l'acqua.
Proprio a causa della sua composizione, presenta una tossicità intrinseca, che viene amplificata dalla capacità di assorbire sostanze gassose come gli Ipa (idrocarburi policiclici aromatici) e i metalli pesanti, alcuni dei quali potenti agenti cancerogeni. È stata la stessa Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità a stabilire come l’inquinamento atmosferico sia cancerogeno per la salute umana, specialmente per ciò che concerne il particolato.

L'inquinamento dell'aria fa 60 mila morti ogni anno in Italia

A Milano il primato negativo per i livelli di Pm10.

Un rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente (Aea) ha certificato, invece, come l'Italia sia il Paese dell'Unione europea che fa registrare il maggior numero di morti premature rispetto alla normale aspettativa di vita a causa dell’inquinamento dell'aria.
Nel solo 2012 i decessi riconducibili all’inquinamento sono stati circa 84.400, su un totale a livello europeo di 491 mila, decessi direttamente derivanti dall’eccessiva presenza per metro cubo d’aria di tre elementi: le micro-polveri sottili (Pm2,5), il biossido di azoto e l'ozono nei bassi strati dell'atmosfera.
Secondo Legambiente, l'inquinamento dell'aria, mediamente, costa 60 mila vittime all'anno al nostro Paese
IL DECALOGO DEL MINISTERO. Per far fronte all'emergenza, ministero della Salute e dell'Ambiente hanno stilato una serie di suggerimenti pratici.
Dieci consigli da mettere in atto per provare ad alleviare la situazione. Misure senza dubbio utili, come sottolinea a Lettera43.it Andrea Minutolo dell'ufficio scientifico di Legambiente, ma che non possono contribuire a risolvere il problema «in assenza di precise soluzioni politiche».
Per fare un esempio, «piuttosto che investire in costi sanitari per curare le malattie legate all'inquinamento», spiega Minutolo, «sarebbe meglio potenziare il sistema dei trasporti che limiterebbe l'uso delle automobili».
USARE L'AUTO IL MENO POSSIBILE. Il primo suggerimento dei ministeri, infatti, è proprio quello di evitare, quando si può, l'utilizzo della macchina o, se proprio non si trovano alternative, rallentare di almeno 10 km/h rispetto ai limiti di velocità.
Il trasporto su gomma, va ricordato, è tra le principali fonti di inquinamento nelle città.
L’Italia continua ad avere il record per numero di auto per abitante, 65 ogni 100 contro una media europea di 48, con un tasso di motorizzazione addirittura in crescita negli ultimi anni: il trasporto privato continua a essere la modalità più diffusa per muoversi verso le città e al loro interno.
SPEGNERE IL RISCALDAMENTO QUANDO SI È ASSENTI. Sarebbe cosa buona evitare di parcheggiare in doppia fila. «Creare un ingorgo aumenta anche la tua esposizione all'aria inquinata», si legge nella nota del ministero.
Un suggerimento sempre valido per risparmiare le emissioni è quello di ricordarsi di spegnere il riscaldamento quando si esce dall'ufficio o chiuderlo quando si va in vacanza. Può essere utile anche abbassare di 1-2 gradi la temperatura.
Agli anziani e ai bambini, ma in generale a tutte le persone cagionevoli, il ministero ricorda infine che è bene «limitare le attività sportive all'aria aperta e tenere al riparo in casa bambini, anziani e chi è affetto da patologie respiratorie nelle ore di maggior traffico».

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