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SALUTE 11 Gennaio Gen 2016 1829 11 gennaio 2016

Campania, record di tumori nella Terra dei fuochi

L'Istituto superiore di Sanità certifica gli eccessi nella zona compresa tra Napoli e Caserta rispetto alla media regionale. A rischio soprattutto donne e bambini. «Indagare sulle cause».

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Pneumatici e rifiuti tossici bruciati in un campo agricolo nei pressi di Orta di Atella a novembre 2013. Orta di Atella è uno dei Comuni della Terra dei fuochi.

Nella Terra dei fuochi si muore di più che nel resto della Campania. Ricoveri e tumori, nei 55 Comuni che la compongono, superano la media regionale.
A confermare quella che finora era soltanto un'ipotesi è l'Istituto superiore di Sanità, che ha aggiornato il suo rapporto sulla situazione epidemiologica dell'area compresa tra le province di Napoli e Caserta, avvelenata a partire dagli Anni 70 dagli sversamenti di rifiuti industriali, tossici e nucleari.
I roghi di rifiuti industriali sono tradizionalmente ritenuti responsabili dell'alto tasso di tumori che ha colpito soprattutto giovani donne e bambini.
Lo studio dell'Iss non stabilisce un nesso causale, ma precisa che gli eccessi riscontrati «ammettono fra i loro fattori di rischio accertati o sospetti l’esposizione a inquinanti emessi o rilasciati da siti di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi e di combustione incontrollata di rifiuti sia pericolosi, sia solidi urbani».
L'Istituto ha registrato sia «eccessi di bambini ricoverati nel primo anno di vita per tutti i tumori», sia «eccessi di tumori del sistema nervoso centrale, questi ultimi anche nella fascia 0-14 anni».

COME È STATO REALIZZATO LO STUDIO. Le patologie oggetto dello studio sono state indagate utilizzando tre indicatori: la mortalità, i ricoveri ospedalieri (disponibili per tutti i 55 Comuni in esame) e l’incidenza dei tumori (disponibile per 17 Comuni della Provincia di Napoli, quelli serviti dal Registro Tumori).
«La mortalità generale è in eccesso», si legge nel rapporto, «rispetto alla media regionale, in entrambi i gruppi di Comuni, sia tra gli uomini che tra le donne». Inoltre, «i tumori dell’apparato urinario risultano in eccesso nei Comuni della Provincia di Napoli in entrambi i generi, con un maggiore contributo ascrivibile al tumore della vescica; la mortalità e le ospedalizzazioni per quest’ultima patologia risultano in eccesso anche tra gli uomini dei Comuni della Provincia di Caserta».
I RISCHI PER I BAMBINI. Il report dell'Iss si sofferma sui rischi per la salute dei bambini, che i piccoli nati nella Terra dei fuochi devono affrontare fin dal primo anno di vita. L'Istituto non solo ha riscontrato «eccessi di bambini ricoverati per tutti i tumori in entrambe le province di Napoli e Caserta, ed eccesso di incidenza e di ricoverati per tumori del sistema nervoso centrale rispettivamente per la Provincia di Napoli e di Caserta». Ma ha concluso che «in età pediatrica e pediatrico-adolescenziale i tumori del sistema nervoso centrale sono in eccesso, sia come incidenza che come numero di ricoverati, nella Provincia di Napoli; nella Provincia di Caserta il dato sui ricoveri mostra un eccesso per questi tumori nelle due classi di età indagate. Le leucemie risultano in eccesso solo come numero di bambini ricoverati nella Provincia di Caserta».
TUTELARE LE GRAVIDANZE. L’Istituto superiore di sanità sottolinea quindi la necessità di tutelare la salute di donne e bambini fin dal periodo prenatale. L'obiettivo deve essere quello di «garantire alle donne in gravidanza un ambiente sicuro». Occorre inoltre rafforzare «l’attività di prevenzione rispetto ai rischi ambientali per la salute infantile, evitando esposizioni indebite dei bambini a inquinanti ambientali, con uno sforzo integrato della famiglia, della scuola e dei pediatri di libera scelta».
ANALISI DA APPROFONDIRE. Parallelamente alla segnalazione degli eccessi di rischio per le patologie infantili, l'Iss sottolinea l'opportunità di eseguire ulteriori analisi e approfondimenti per verificarne le cause. «Appare opportuno implementare indagini analitiche di approfondimento epidemiologico, volte ad identificare le cause che hanno contributo a determinare gli eccessi evidenziati. Mentre l’associazione tra disturbi respiratori nell’infanzia e l’inquinamento atmosferico è ampiamente documentata, è al momento difficoltoso individuare i fattori ambientali specificamente associati all’insorgenza dei tumori infantili. Ciò è dovuto in parte al fatto che le esposizioni rilevanti possono riguardare il genitore, il bambino nel grembo materno, o il bambino dopo la nascita, e poiché i tumori, in particolare quelli infantili, possono essere il risultato di una combinazione di cause genetiche e ambientali».

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