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TECNOLOGIA 29 Gennaio Gen 2016 1200 29 gennaio 2016

Robot umanoidi, scenari e impieghi

Pepper androide commesso. Care-o-bot e Hobbit portano le medicine o da bere. Krog gioca coi bimbi autistici. Il prof Bonarini: «Vi spiego i cyber domestici».

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Instancabile, preparatissimo e in grado di non scomporsi di fronte al cliente più irritante.
Sono le caratteristiche di Pepper, il commesso modello, troppo vicino alla perfezione per essere umano.
Si tratta di un robot ideato dal colosso delle telecomunicazioni Softbank che dal 28 marzo al 3 aprile 2016 gestirà quasi in autonomia un negozio di telefonia della casa madre.
Sarà quindi possibile rivolgersi a un membro dello staff robotico per avere informazioni e poi sottoscrivere il contratto con un commesso umano.
ANDROIDI NELLE CASE? ANCORA PRESTO. Pepper è uno degli esempi di androidi pronti a entrare nella vita di tutti i giorni: sempre più spesso si sente parlare anche di robot pensati per l'assistenza agli anziani o studiati per aiutare a superare patologie come l'autismo.
Siamo quindi vicini a un'epoca in cui robot 'intelligenti' entreranno nelle nostre case?
Il professor Andrea Bonarini, 58 anni, direttore del laboratorio di intelligenza artificiale e robotica al Politecnico di Milano, spiega a Lettera43.it: «Sicuramente si va in quella direzione, ma siamo ancora lontani».

  • Una dimostrazione pubblica del funzionamento di Pepper.

DOMANDA. Che caratteristiche ha l'androide Pepper?
RISPOSTA.
Si tratta di un ottimo prodotto in grado di integrare la percezione dell'ambiente e delle persone. Grazie alla fluidità dei suoi movimenti che rende piacevole il contatto con l'uomo.
D. Il suo aspetto è umano.
R.
Esprime emotività. Ci si ritrova di fronte a macchine, ma si ricrea un'esperienza di interazione quasi umana anche grazie alla loro notevole espressività.
D. Quali sono i loro vantaggi concreti?
R.
Pepper è pensato per svolgere compiti precisi e ben delimitati. Ha anche una forte funzione pubblicitaria per Softbank. Tutto sommato le informazioni che fornisce potrebbero essere trovate online, ma interagire con un robot è molto più divertente.
D. Verso quali altri ambiti si sta muovendo la robotica?
R.
L'Unione europea sta finanziando progetti che puntano a realizzare androidi in grado di assistere gli anziani e i malati, ma al momento sono meno evoluti rispetto a Pepper.
D. Per esempio?
R. Tra le iniziative più interessanti c'è quella tedesca di Care-o-bot o quella austriaca di Hobbit. Portano le medicine o servono da bere. Molti di questi robot sono ideati anche per svolgere altre attività come fornire informazioni nei luoghi pubblici o contribuire alla sicurezza dei musei.
D. Scenari da fantascienza.
R.
Ci sono però molte questioni da risolvere. Uno dei problemi principali di questi androidi è proprio muoversi all'interno di un ambiente domestico ed evitare gli ostacoli. Vetri e vetrine poi tendono a far 'sballare' i sensori.
D. Altre caratteristiche da calibrare?
R. La loro velocità. Non possono essere troppo rapidi per evitare di far male, ma nemmeno lenti. Si pensi a un vecchietto che deve aspettare che il robot gli porti la medicina...
D. Insomma, dobbiamo ancora aspettare per vedere cyber-domestici nelle case.
R.
La direzione è quella, ma siamo ancora lontani. Peraltro, nonostante la spinta del mercato sia forte, non è detto che gli androidi riescano a riscuotere successo.
D. In Italia ha fatto parlare molto di sé l'iCub, il robot bambino.
R.
Il suo obiettivo iniziale era ambizioso: replicare i meccanismi biologici umani.
D. I risultati?
R. Inferiori alle aspettative. A differenza di Pepper ha le gambe, ma non ha mai camminato. Sulla capacità di interazione poi non c'è proprio partita: il robot giapponese è molto più evoluto.
D. Come mai far camminare i robot è così difficile?
R.
Perché un androide possa camminare sono necessari dai 27 ai 50 motori e coordinarli è impresa tutt'altro che semplice. In genere i robot sono pesanti e non esattamente agili. Per questo Pepper, pensato per svolgere altri compiti, ha un semplice sistema di ruote.
D. A che punto è la 'muscolatura' dei robot?
R. È fatta di motori che consumano molta energia. Servirebbe un sistema più simile al corpo umano.
D. Quali sono gli ambiti su cui si sta investendo di più nella robotica?
R.
L'affinamento dei sensori, ovvero le telecamere e la sensibilità delle ottiche, fondamentali perché il robot comprenda l'ambiente circostante. Poi si investe molto anche nel potenziamento dell'interpretazione dei segnali. E sono allo studio batterie sempre più performanti e meno ingombranti.
D. In che modo si pone l'intelligenza artificiale nei confronti della robotica?
R.
Sono due mondi correlati, ma non sovrapposti. La robotica si occupa fondamentalmente della relazione tra macchina e ambiente circostante, l'intelligenza artificiale realizza capacità di ragionamento.
D. E può battere l'uomo...
R. Sì, mercoledì 27 gennaio il computer AlphaGo della divisione DeepMind di Google ha sconfitto il campione europeo della dama cinese Go, uno dei giochi più complessi al mondo, con un punteggio di cinque a zero.
D. La robotica ha trovato applicazione anche nel trattamento dell'autismo.
R.
I bambini autistici rifiutano l'interazione umana e trovano più semplice approcciarsi a un robot. Con il progetto Krog (Kinect Robot Interaction and Gaming for children with autism, ndr) noi del Politecnico di Milano abbiamo dato il via alla sperimentazione di tre mesi di robot programmati per sviluppare le competenze dei piccoli pazienti.
D. In cosa consiste?
R. I robot, dotati di ruote, sono realizzati in modo tale da non emettere suoni troppo alti e sono morbidi, così da poter essere accarezzati dal bambino.


Twitter @PierLuigiCara

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