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SCIENZA 11 Febbraio Feb 2016 1654 11 febbraio 2016

Onde gravitazionali, l'annuncio della scoperta in diretta

Generatesi un miliardo di anni fa dallo scontro tra due buchi neri, portano con sé informazioni sulla nascita dell'universo. Einstein le aveva previste cent'anni or sono.

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Sono state scoperte le onde gravitazionali previste da Einstein. Le ha rilevate lo strumento Ligo (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory), in Usa, e i dati sono stati analizzati dalle collaborazioni internazionali Ligo e Virgo. Quest'ultima fa capo allo European Gravitational Observatory (Ego) fondato e finanziato da Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e Consiglio nazionale delle ricerche francese (Cnrs).
Ecco la diretta dell'annuncio:

La scoperta, pubblicata online sulla rivista Physical Review Letters, in un articolo liberamente accessibile, e in altri 12 articoli sul sito ArXiv, è stata annunciata oggi contemporaneamente negli Stati Uniti e in Italia, a Cascina. «È la prima rilevazione diretta delle onde gravitazionali» ed «apre un nuovo capitolo dell'astronomia», ha dichiarato il coordinatore della collaborazione scientifica Virgo, Fulvio Ricci, presentando i dati. Previste un secolo fa da Albert Einstein, le onde gravitazionali sono le increspature dello spazio-tempo generate da eventi cosmici violenti, proprio come le onde prodotte quando si lancia un sasso in uno stagno.
GENERATE DALLA COLLISIONE TRA DUE BUCHI NERI. È stata la collisione tra due buchi neri avvenuta un miliardo di anni fa a provocare il primo segnale delle onde captato dagli studiosi. Per la fisica è un risultato senza precedenti. Il risultato è doppiamente sorprendente perché, oltre a confermare l'esistenza delle onde gravitazionali, fornisce anche la prima prova diretta dell'esistenza dei buchi neri.
«Abbiamo osservato il primo evento in assoluto nel quale una collisione non produce dati osservabili, se non attraverso le onde gravitazionali», ha dichiarato il coordinatore di Virgo, Fulvio Ricci. Il tutto, ha aggiunto, «è durato una frazione di secondo, ma l'energia emessa è stata enorme, pari a 3 masse solari».
I due buchi neri formavano una 'coppia', ossia un sistema binario nel quale l'uno ruotava intorno all'altro. «Avevano una massa rispettivamente di 36 e 29 volte superiore a quella del Sole. Si sono avvicinati ad una velocità impressionante, vicina a quella della luce. Più si avvicinavano, più il segnale diventava ampio e frequente, come un sibilo acuto; quindi è avvenuta la collisione, un gigantesco scontro dal quale si è formato un unico buco nero. La sua massa è la somma di quelle dei due buchi neri, ad eccezione della quantità liberata sotto forma di onde gravitazionali.
UNA CACCIA INIZIATA NEGLI ANNI '60. La caccia alle onde è cominciata dagli Anni 60, con la costruzione delle prime antenne da parte dell'americano Joseph Webber e poi, in Italia, dal gruppo di Edoardo Amaldi, e da allora ha portato a costruire strumenti sofisticati e molto potenti. Ora fisici, astrofisici e astronomi hanno a disposizione una nuova 'finestra' dalla quale osservare l'universo.
Ad esempio, sono noti i buchi neri stellari e quelli supermassivi che si trovano al centro delle galassie, ma che cosa c'è in mezzo? Esistono buchi neri intermedi? Al momento non lo sappiamo, ma con le onde gravitazionali sarà possibile scoprirlo.

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