Charlie Sheen in tv, sono sieropositivo
SALUTE 22 Febbraio Feb 2016 1941 22 febbraio 2016

Charlie Sheen e l'Hiv, se l'annuncio vale più di una campagna

Dopo la confessione su Google 4 mln di ricerche correlate al virus. Da Jolie a Michael J. Fox: quando il vip fa prevenzione.

  • ...

L'hanno già ribattezzatto 'effetto Sheen'.
L'annuncio della propria sieropositività da parte del'attore hollywoodiano ha letteralmente fatto impennare le ricerche sul web connesse al virus dell'Hiv.
Su Google in un sol giorno è stato registrato un picco di 2,75 milioni di persone che hanno digitato la sigla di tre lettere, mentre altri termini collegati come preservativi, sintomi o test per l'Hiv hanno raggiunto quota 1,25 milioni.
SU GOOGLE 4 MILIONI DI RICERCHE. Le cifre record sono emerse al termine di uno studio condotto dall'università di San Diego.
Segno che la notizia della sieropositività della star, per quanto drammatica, ha avuto un effetto positivo nel riaccendere i riflettori sull'informaziona legata al rischio di contagio dell'Aids.
Per gli analisti si tratta del più significativo 'evento' di prevenzione dell'ultimo decennio: sul web, infatti, le persone non cercavano tanto gossip legati all'attore, quanto notizie sul virus e su come proteggere la loro salute.
UN AUMENTO DEL 295%. Il team di ricercatori, nello specifico, si è concentrato sul flusso di notizie online nelle ore in cui Charlie Sheen ha dato l'annuncio in tivù. L'enorme quantità di dati è stata divisa in quattro categorie: ricerche col termine 'Hiv', 'preservativo', 'sintomatologia Hiv' e, infine, 'test Hiv'.
Ebbene, il giorno in questione è stato registrato un aumento del 265% di report che citavano la parola 'virus Hiv'. Il 97% legato anche al nome di Sheen.
UNO SU OTTO NON SA DI ESSERE SIEROPOSITIVO. «Nessuno dovrebbe essere costretto a rivelare pubblicamente il suo stato di salute, ma il fatto che Sheen l'abbia fatto pubblicamente, e su un virus come l'Hiv, potrà contribuire ad aumentare l'attenzione delle persone sulla prevenzione e sul rischio di contagio», ha spiegato il professor John Ayers dell'università di San Diego, ricordando che oltre 1,2 milioni di persone negli Stati Uniti convivono col virus, ma quasi uno su otto non è consapevole di essere sieropositivo. È già accaduto che l'Hiv colpisse celebrità americane, l'attore Ruck Hudson o il campione Nba Magic Johnson, ma il caso Sheen «potrebbe essere diverso» - hanno aggiunto i ricercatori - «oggi tutti abbiamo uno smartphone e possiamo facilmente usarlo per cercare le informazioni all'istante. Quindi anche conoscere, se non sappiamo nulla, cosa è l'Hiv».
IL PRECEDENTE DI ANGELINA JOLIE. Non è la prima volta che una presa di posizione da parte di una celebrity condiziona in maniera così esplicità la capacità di informare e prevenire una malattia.
Quando negli Stati Uniti la giornalista Katie Couric si sottopose a una colonscopia in diretta televisiva la ricerche e i test per arginare il cancro al colon fecero registrare un aumento vertiginoso.
E la scelta di Angelina Jolie di ricorrere a una mastectomia nel 2013 raddoppiò il numero di donne che si sottoposero a esami per prevenire il rischio di cancro al seno. Un effetto, quello della Jolie, prolungato per oltre un anno, con molte donne a dichiarare di aver fatto quella scelta sull'onda lunga del comportamento dell'attrice.
Michael J.Fox, poi, dette enorme risonanza al dramma del morbo di Parkinson, così come Lance Armstrong fece col cancro, prima di cadere in disgrazia avvinto dai demoni del doping.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso