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FUTURO 26 Febbraio Feb 2016 0900 26 febbraio 2016

Dentro la realtà virtuale, la prova di Lettera43.it

In fondo agli abissi sfiorati dalle balene. O nello spazio a sparare contro i robot. L'inviata di L43 al Mwc di Barcellona con l'Htc Vive. Tra visori, cuffie e joystick.

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da Barcellona


Immersi in una realtà parallela a pochi passi dal caos del Mobile world congress, la fiera della tecnologia mobile che dal 22 al 25 gennaio 2016 ha “invaso” Barcellona.
Qui, noi di Lettera43.it abbiamo provato per la prima volta la sensazione di straniamento mista a curiosità che si prova a stare “dentro” a un mondo parallelo che ora vi raccontiamo.
INDOSSO IL NUOVO HTC VIVE. Per questo assaggio di realtà virtuale abbiamo usato il nuovo Htc Vive, il visore prodotto dall’azienda taiwanese che, dopo un po’ di ritardo, è pronto a debuttare sul mercato a partire da fine di aprile.
IN POCHI METRI QUADRATI. La procedura di “preparazione” richiede un po’ di tempo: si entra in una stanza di pochi metri quadri e si inizia a indossare il visore che poi va adattato alla forma del proprio viso: si stringono le bande laterali si regola l’inclinazione e il peso sul naso.

  • L'inviata di Lettera43.it durante la prova con l'Htc Vive.

Fasce che aderiscono al viso e cuffie per isolarsi

È un oggetto “invasivo” non si può negare, ma il suo obiettivo è quello di adattarsi il meglio possibile a ogni singolo utilizzatore per farlo immergere senza distrazione alcuna.
Addirittura le fasce che aderiscono al viso sono intercambiabili a seconda delle persone.
Sulle orecchie delle cuffie per isolarsi meglio dai suoni esterni e sintonizzarsi con quelli al di là dello schermo.
CONTROLLER COME MANI. Poi c’è anche l’estensione virtuale delle mani: due “controller” (un po’ come per i videogiochi) che rispondono a certi comandi e che, in questo universo parallelo, si trasformano in strumenti attivi.
Quando si indossa il visore ci si inizia a preparare psicologicamente a quello che verrà dopo e che ancora non si conosce.
DENTRO L'ISOLA CHE NON C'È. Da una parte si è tentati di togliersi di dosso quella maschera invasiva e riprendere contatto con il reale, dall’altra c’è la voglia di scoprire quel mondo al di là delle lenti che sembra quasi 'l’Isola che non c’è': comparare e poi, a tua scelta, riscompare in pochi secondi.
CONFINI REALI E VIRTUALI. Il Vive, però, regala anche la “via di mezzo”, perché appena ci si avvicina al limite del nostro spazio vitale (le pareti della stanza fisica) compaiono i confini virtuali e la stanza dove ci troviamo viene ricostruita nella realtà virtuale.
Inoltre, con tasto del controller si riescono a vedere più chiaramente anche gli oggetti veri che ci circondano.
Poi basta un clic per ritornare nell’oblio.

L'attrezzatura per entrare nella realtà virtuale.


All’improvviso i rumori di fondo della fiera sono spariti e sono stati sostituiti dal silenzio ovattato dell’acqua.
I 16 metri quadri della stanza si sono trasformati in un abisso.
Alle spalle un relitto affondato, attorno a noi branchi di pesci.
SFIORATI DA UNA BALENA. In alto tutta la profondità dell’acqua sopra le nostre teste.
Da spettatori passivi ci si rende conto di essere protagonisti quando riusciamo a spostare i pesci che nuotano a pochi metri dalla nostra faccia.
All’improvviso arriva una balena, così vicina da poterla sfiorare.
Una pinna gigante quasi ci investe e siamo costretti ad abbassarci per scansarla.
Se ci sporgiamo appena - entro i limiti della nostra stanza - riusciamo anche a scorgere la profondità dell’abisso sotto al relitto su cui ci muoviamo.

L'esperenzia in fondo al mare dentro la realtà virtuale.


Il tempo di abituarci al mare che è ora di catapultarci nello spazio: i nostri controller diventano delle pistole, ma all’occorenza anche uno schermo che ci permette di schivare i colpi che ci arrivano da dei feroci robot-alieni.
SPARI CONTRO IL NEMICO. Siamo sotto attacco, siamo in ballo e iniziamo a ballare.
Schiviamo i colpi, ci nascondiamo dietro lo schermo, ci muoviamo spasmodicamente per cercare di sparare al nemico e annientarlo.
Non c’è nulla di vero, basta togliersi il visore e torniamo nel silenzio della stanza.
PADRONANZA DEL CORPO. Ma lì, oltre le lenti, in quel momento è questo il mondo vero.
Chi è abituato a videogiochi si adatta presto, chi invece non è pratico ha bisogno di un po’ di tempo per prendere confidenza con l’azione, ma la padronanza del nostro corpo e dello spazio virtuale nel quale ci muoviamo arriva presto.
Certo, a guardarsi da fuori mentre ci si muove e si spara contro il nulla l'effetto è abbastanza straniante.
VISORE COLLEGATO AL PC. L’unico ostacolo all’essere totalmente immersi, e che ci tiene comunque in qualche modo vincolati al reale, è dato dai cavetti che servono a collegare il visore al computer.
Muovendosi si rischia di rimanerne intrappolati o di tirarli troppo fino a far bloccare il flusso della realtà immersiva. L’esperienza però è totale e la qualità delle immagini che ci circondano lascia senza parole, grazie a una grafica avanzatissima.
LA FINE E LA DELUSIONE. La prova finisce e tornare ai pochi metri vuoti senza spazio né abissi un po’ delude.
Segno che quest’esperienza ha colpito nel segno: ci ha fatto “assaggiare” una dimensione che, presa a piccole dosi, ha un che di affascinante.

Nello spazio conto nemici robot grazie al visore Htc Vive.

Non solo divertimento: il futuro del virtuale potrà essere 'utile'

Esserci dentro permette finalmente di parlare di realtà virtuale non più come di qualcosa di astratto.
Al Mobile world congress lo ha detto anche Mark Zuckerberg, il numero 1 di Facebook: il mondo immersivo che sta al di là dei visori è già pronto a diventare il nostro prossimo futuro.
In che modo non lo sappiamo, e un senso di inquietudine certo rimane.
UTILE PER LA SALUTE. Molte realtà che già in questo campo si sono mosse, Htc in testa, lo hanno confermato: presto la realtà virtuale non sarà solo e necessariamente divertimento e gaming.
Anzi, potrebbe avere molte altre applicazioni, alcune persino “nobili”.
L’azienda taiwanese, per esempio, ha fatto sapere che sta già lavorando, assieme agli sviluppatori, per creare applicazioni appositamente pensate per questa dimensione “parallela” creando contenuti che potranno servire anche nel campo dell’istruzione, del design, dell’automotive e addirittura della sanità.
C'È IL 'NODO' DEL PREZZO. Questo sarebbe il primo passo per trasformare questa realtà virtuale in qualcosa di “reale”.
Intanto però bisogna farsi i conti i tasca, perché oggi questi oggetti non sono economici, anzi.
E non si tratta solo del costo del visore (799 dollari il prezzo di lancio). Per poter funzionare, dispositivi come il Vive hanno bisogno di computer con elevata potenza di calcolo e caratteristiche tecniche tutt’altro che abbordabili.
UNA SFIDA PER IL MONDO DEI PC. Solo per fare un esempio, pare che proprio Htc abbia già annuciato un'alleanza con Hp per realizzare macchine 'certificate' e capaci di gestire la realtà virtuale.
Per il mondo dei computer un po’ in apnea potrebbe essere, forse, l’inizio di un nuovo promettente mercato.
Per noi, intanto, è stato invece un primo viaggio al di là dello schermo.


Twitter @ClaudiaLavia

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