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CLIMA 14 Marzo Mar 2016 1510 14 marzo 2016

Febbraio 2016, il più caldo dal 1850

Il secondo mese dell'anno ha segnato nel mondo 1,35 gradi in più rispetto alla media del periodo tra il 1951 e il 1980. In Italia l'aumento è stato di 2,7 gradi. Il Cnr a L43: «Non preoccupa il singolo dato ma il trend».

 

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Quello del 2016 è stato il febbraio più caldo mai registrato sulla Terra dal 1850, ovvero da quando si effettuano le rilevazioni. Il secondo mese dell'anno, secondo dati Nasa, ha infranto i record precedenti segnando 1,35 gradi in più rispetto alla media del periodo tra il 1951 e il 1980, media realizzata sommando tutti i dati globali rilevati dalle centraline nelle varie parti del pianeta.
QUINTO MESE CONSECUTIVO DI AUMENTO. A gennaio la media stagionale era stata superata di 1,15 gradi. A ottobre 2015 era stato registrato un +1.06 gradi, a novembre +1.03 e a dicembre +1,10. Si tratta quindi del quinto mese in assoluto in cui la temperatura della superficie terrestre ha superato di oltre un grado la media.
CNR: IN ITALIA +2,7 GRADI RISPETTO ALLA MEDIA. «Anche da noi in Italia è stato il febbraio più caldo, per la precisione si parla di 2,7 gradi più della media del periodo 1971-2000 (in Italia si è scelto di tenere in considerazione un trentennio più recente, ndr», spiega a Lettera43.it il climatologo del Cnr Michele Brunetti.
LE PAURE DI ESPERTI E AMBIENTALISTI. Non mancano le reazioni preoccupate. «Siamo in una sorta di emergenza climatica», ha dichiarato Stefan Rahmstorf del Potsdam Institute commentando i dati, «è davvero stupefacente e assolutamente senza precedenti».
Sul blog del sito Weather Underground che si occupa di clima e ambiente si parla invece di «un nuovo segnale dell'incessante crescita delle temperature a lungo termine causato dalla produzione del gas serra da parte dell'uomo».
IL DATO UN TASSELLO DELL'ALLARME. C'è quindi da preoccuparsi? «Il dato è uno dei tanti tasselli che creano un allarme ma di per sé non segnala nulla di preoccupante e va comunque letto nel contesto», chiarisce Brunetti. È invece il trend di crescita delle temperature negli ultimi anni a generare qualche timore, sottolinea l'esperto. Il 2015 ha superato il 2014 come anno più caldo dal 1850. E l'ufficio meteorologico britannico ritiene che il 2016 con tutta probabilità potrà segnare un nuovo record.
PREOCCUPA IL TREND DI CRESCITA. Tuttavia «l'andamento del riscaldamento non è comunque così costante. Nessuno ricorda, ad esempio, che il mese di febbraio 2012 è stato il più freddo dal 1965 con i suoi 2,4 gradi sotto la media. Non farei clamore per un singolo dato ma mi concentrerei sul fatto che questi fenomeni si ripetano spesso», ribadisce il climatologo.
COLPA DELL'UOMO, NON DELL'AMBIENTE. A causare l'aumento delle temperature, ricorda Brunetti, è l'attività umana. In particolare gli scienziati puntano il dito contro l'aumento delle immissioni di anidride carbonica. Le varianti naturali, come aumenti dell'attività solare, hanno infatti effetti trascurabili. Innocente anche il fenomeno de El Niño, che provoca il riscaldamento delle acque del Pacifico: «Non ha alcun legame con l'innalzamento delle temperature registrato nel nostro Paese», chiarisce l'esperto.
IN AUMENTO LA CO2 NELL'ATMOSFERA. Secondo dati della Noaa, l'agenzia Usa per la meteorologia, a febbraio la concentrazione media di Co2 in atmosfera ha raggiunto le 402,54 parti per milione. «I livelli di anidride carbonica stanno crescendo più velocemente di quanto abbiano fatto in centinaia di migliaia di anni», ha detto Pieter Tans della Noaa.
Per il National Snow and Ice Data Center statunitense, il mese scorso il ghiaccio marino artico si estendeva per 14,22 milioni di chilometri quadrati, la più bassa estensione mai registrata in febbraio dai satelliti. Lo scioglimento dei ghiacci non è però responsabile dell'innalzamento del livello dei mari: quest'ultimo è invece direttamente legato alle temperature alte che provocano una dilatazione dell'acqua.

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