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ALIMENTAZIONE 7 Aprile Apr 2016 1822 07 aprile 2016

Salute, l'umanità è sempre più sovrappeso

Il 40% degli adulti è sovrappeso o obeso. E il trend è in salita. Pesano il maggior benessere, l'urbanizzazione, la (bassa) qualità del cibo e la mancanza di moto.

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L'umanità sta ingrassando. Un'affermazione del genere, con 795 milioni di persone che soffrono la fame, può sembrare contraddittoria. Eppure, in media, le persone pesano sempre di più.
Secondo le stime dell'organizzazione Ncd Risc, citati dall'agenzia stampa Bloomberg, oggi circa il 40% degli adulti di tutto il mondo è sovrappeso o obesa.

Come spiegano John Tozzi e Jeremy Scott Diamond sulla prestigiosa agenzia economica, è la congiuntura economica a provocare l'aumento di peso nella popolazione mondiale. Il benessere delle nazioni aumenta, e i consumi aumentano. La gente muove dalle campagne alle città, dove hanno facile accesso a cibi lavorati a basso prezzo. Le macchine fanno il lavoro degli uomini, riducendo l'ammontare di energia spesa. E il commercio mondiale comporta una diffusione senza precedenti di cibo spazzatura.
TASSO IN AUMENTO OVUNQUE. Di fronte a queste tendenze, nessun Paese è riuscito a invertire la crescita del tasso di obesità. Nel 2014, in 114 Paesi più della metà della popolazione adulta era considerata sovrappeso, incluse la maggior parte delle Americhe, l'Europa e il Medio Oriente, secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità. Nelle piccole nazioni insulari del Pacifico e negli Stati del Golfo Persico, più di due terzi degli abitanti è considerata sovrappeso o obesa: molti più che negli Stati Uniti.
I RISCHI DEL SOVRAPPESO. Si stima che l'eccesso di peso abbia causato 3,4 milioni di morti nel 2010. L'obesità è un fattore di rischio cronico per il diabete e l'apparato cardiovascolare.
A quanto riporta l'Oms, nel 2014 c'erano circa 422 milioni di adulti diabetici, l'8,5% della popolazione, contro il 4,7% del 1980.
Il diabete sta crescendo velocemente nei Paesi a basso e medio reddito, ed è più comune nella regione che include Medio Oriente e Nord Africa, dove i livelli d'inattività fisica sono alti.
PIÙ CIBO A DISPOSIZIONE. Il mondo ha molto più cibo a disposizione rispetto al passato. Per la maggior parte della sua storia, l'umanità ha avuto difficoltà a procurarsi abbastanza cibo.

Oggi, in molti Paesi, la disponibilità di cibo è più che sufficiente a fornire l'energia di cui la gente ha bisogno. È difficile misurare quanto effettivamente mangi la gente, ma le stime delle calorie disponibili per il consumo mostrano che i numeri sono stati in costante crescita negli ultimi 50 anni.
Questa trasformazione ha portato indubbi benefici, con milioni di persone che hanno superato la fame e la malnutrizione. Ma l'aumento di peso, e le malattie che esso comporta, indica che troppo cibo – e meno alimenti sani – può parimenti danneggiare la popolazione.
POCA ATTIVITÀ FISICA. Anche il modo in cui utilizziamo l'energia proveniente dagli alimenti è cambiato. Fino a diecimila anni fa, gli esseri umani erano cacciatori-raccoglitori. Anche nei Paesi benestanti, la maggior parte della popolazione è solo a qualche generazione di distanza da antenati che lavoravano nei campi.
Oggi, la maggioranza dell'umanità vive in città. Lavoro, attività ricreative e trasporti richiedono meno attività fisica rispetto all'era pre computers, pre televisione e pre-automobili. Globalmente, circa un terzo degli adulti non arriva al livello consigliato di moto.
Il primo di aprile, l'Assemblea Generale dell'Onu ha adottato una risoluzione che proclama il 'Decennio d'Azione delle Nazioni Unite sulla Nutrizione' dal 2016 al 2025. Il documento si propone di intensificare l'impegno e il lavoro per porre fine alla fame e alla malnutrizione nel mondo, garantendo l'accesso ad un'alimentazione più sana e più sostenibile per tutti.
Nonostante le buone intenzioni, niente suggerisce che i trend attuali miglioreranno nel futuro prossimo.

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